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Sasà Bentivegna, Partigiano

Sasà Bentivegna, Partigiano

(3 Aprile 2012) Enzo Apicella
E' morto ieri a Roma Rosario Bentivegna, che nel 1944 prese parte all’azione di via Rasella contro il Battaglione delle SS Bozen.

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    La Resistenza è all’ordine del giorno

    (22 Aprile 2021)

    scintilla

    Questo 25 Aprile, come ogni anno, ricorderemo e renderemo omaggio alla vittoriosa Resistenza al nazifascismo condotta dai Partigiani, dagli operai e dai contadini guidati dal Partito Comunista d’Italia.

    La Resistenza del 1943-45 ha rappresentato il punto più alto raggiunto dalla lotta di classe nel nostro paese.

    Da essa, nonostante il tradimento revisionista, continuiamo a trarre innumerevoli lezioni.

    Il problema di fondo posto dalla Resistenza, quello del rovesciamento dei rapporti sociali, continua ad essere un problema posto e da risolvere.

    Quest’anno il 25 Aprile giunge dopo un lungo periodo di sofferenza e sacrifici per i lavoratori e le masse popolari. Durante quest’ultimo anno la resistenza degli operai, dei lavoratori sfruttati, dei giovani, delle donne, contro gli attacchi della borghesia non è mai cessata.

    Vi è resistenza attiva in ogni regione, in ogni città, in ogni categoria.

    E’ resistenza alle politiche criminali dei governi borghesi che scaricano sui lavoratori e le massi popolari il peso della crisi, della pandemia, del debito, per salvare un sistema di cui beneficia una minoranza di parassiti.

    E’ resistenza all’aumento dello sfruttamento in fabbrica e nei posti di lavoro, ai licenziamenti e al ricatto occupazionale per imporre salari da fame.

    Resistenza al precariato e alla disoccupazione.

    Resistenza alla repressione antioperaia e antisindacale.

    Resistenza alla trasformazione reazionarie dello Stato e della società, alla soppressione delle libertà e dei diritti dei lavoratori.

    Resistenza alla militarizzazione della vita sociale, alla violenza dello Stato borghese.

    Resistenza a una sanità per i ricchi, a una scuola di classe.

    Resistenza alla devastazione ambientale.

    Resistenza all’oppressione e alla discriminazione che grava sulle donne lavoratrici e degli strati popolari.

    Ed è resistenza crescente ad un governo dell’oligarchia finanziaria imposto con una manovra di Palazzo.

    Tutte queste forme di resistenza si basano sulla lotta e sulla solidarietà di classe. Tutti i movimenti di resistenza dei lavoratori e delle masse popolari, delle loro organizzazioni, contro l’offensiva borghese, sono legittimi e da sostenere.

    Le contraddizioni intrinseche del capitalismo fanno sì che questi movimenti di resistenza sono destinati ad ampliarsi e radicalizzarsi.

    Per farla finita con questo sistema bisogna unire, organizzare e sviluppare le resistenze, infondendo loro un carattere rivoluzionario.

    Impariamo dalla Resistenza del 1943-45!

    Oggi come ieri, per organizzare e dirigere la resistenza di classe verso la liberazione sociale, è necessario ricostruire il Partito comunista, fattore fondamentale del processo rivoluzionario.

    Per i comunisti, per gli operai avanzati, non basta volere il Partito. Bisogna portare avanti i compiti corrispondenti ed essere conseguenti. Oggi ciò significa costruire l’Organizzazione comunista preparatoria del Partito.

    Uniamoci, organizziamoci, lottiamo insieme!

    Editoriale di “Scintilla” n. 114 – aprile 2021

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