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(25 Aprile 2010) Enzo Apicella

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La Resistenza è all’ordine del giorno

(22 Aprile 2021)

scintilla

Questo 25 Aprile, come ogni anno, ricorderemo e renderemo omaggio alla vittoriosa Resistenza al nazifascismo condotta dai Partigiani, dagli operai e dai contadini guidati dal Partito Comunista d’Italia.

La Resistenza del 1943-45 ha rappresentato il punto più alto raggiunto dalla lotta di classe nel nostro paese.

Da essa, nonostante il tradimento revisionista, continuiamo a trarre innumerevoli lezioni.

Il problema di fondo posto dalla Resistenza, quello del rovesciamento dei rapporti sociali, continua ad essere un problema posto e da risolvere.

Quest’anno il 25 Aprile giunge dopo un lungo periodo di sofferenza e sacrifici per i lavoratori e le masse popolari. Durante quest’ultimo anno la resistenza degli operai, dei lavoratori sfruttati, dei giovani, delle donne, contro gli attacchi della borghesia non è mai cessata.

Vi è resistenza attiva in ogni regione, in ogni città, in ogni categoria.

E’ resistenza alle politiche criminali dei governi borghesi che scaricano sui lavoratori e le massi popolari il peso della crisi, della pandemia, del debito, per salvare un sistema di cui beneficia una minoranza di parassiti.

E’ resistenza all’aumento dello sfruttamento in fabbrica e nei posti di lavoro, ai licenziamenti e al ricatto occupazionale per imporre salari da fame.

Resistenza al precariato e alla disoccupazione.

Resistenza alla repressione antioperaia e antisindacale.

Resistenza alla trasformazione reazionarie dello Stato e della società, alla soppressione delle libertà e dei diritti dei lavoratori.

Resistenza alla militarizzazione della vita sociale, alla violenza dello Stato borghese.

Resistenza a una sanità per i ricchi, a una scuola di classe.

Resistenza alla devastazione ambientale.

Resistenza all’oppressione e alla discriminazione che grava sulle donne lavoratrici e degli strati popolari.

Ed è resistenza crescente ad un governo dell’oligarchia finanziaria imposto con una manovra di Palazzo.

Tutte queste forme di resistenza si basano sulla lotta e sulla solidarietà di classe. Tutti i movimenti di resistenza dei lavoratori e delle masse popolari, delle loro organizzazioni, contro l’offensiva borghese, sono legittimi e da sostenere.

Le contraddizioni intrinseche del capitalismo fanno sì che questi movimenti di resistenza sono destinati ad ampliarsi e radicalizzarsi.

Per farla finita con questo sistema bisogna unire, organizzare e sviluppare le resistenze, infondendo loro un carattere rivoluzionario.

Impariamo dalla Resistenza del 1943-45!

Oggi come ieri, per organizzare e dirigere la resistenza di classe verso la liberazione sociale, è necessario ricostruire il Partito comunista, fattore fondamentale del processo rivoluzionario.

Per i comunisti, per gli operai avanzati, non basta volere il Partito. Bisogna portare avanti i compiti corrispondenti ed essere conseguenti. Oggi ciò significa costruire l’Organizzazione comunista preparatoria del Partito.

Uniamoci, organizziamoci, lottiamo insieme!

Editoriale di “Scintilla” n. 114 – aprile 2021

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