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La strage infinita dei proletari palestinesi mostra di che cosa è capace e che cosa prepara l’imperialismo

(17 Maggio 2021)

Ci risiamo. Con un ritmo degno di una danza infernale, si sta rinnovando il massacro dei nostri fratelli di classe che in Palestina da ormai più di sessant’anni subiscono il dominio della borghesia imperialista israeliana, con il complice tradimento di tutte le frazioni nazionali della borghesia araba e la strumentalizzazione del nazionalismo religioso, laico e socialisteggiante della “loro” classe dirigente.

L’idealistica utopia di “due popoli due stati”, in una realtà in cui la struttura economica e la dinamica del capitale impediscono un qualsivoglia sviluppo indipendente da quello “israeliano”, si rivela come la realizzazione della concretissima distopia di una “Autorità Nazionale Palestinese” che si è arrogata il ruolo del controllo, della gestione, della organizzazione e della vendita della forza lavoro di centinaia di migliaia di proletari di lingua araba.

Controllo cinico che, pur di impedire la pur minima speranza di una pur minima consapevole indipendenza di classe, non esita a immolare sull’altare di un’impossibile e anacronistica “patria palestinese” migliaia di vite.

L’atroce sorte dei proletari palestinesi e di tutto il disastrato Medio Oriente indica e rivela che cosa riserva a tutti i proletari del mondo il dominio della borghesia capitalista organizzata nei suoi stati nazionali, uno più imperialista dell’altro: un’umanità da sfruttare nella macchina del lavoro salariato, da spremere nel consumo di merci sempre più inutili e dannose, da rincoglionire con una cultura superstiziosa e uno stile di vita che riassumono secoli di oppressione sociale, da far massacrare in nome di una patria, di una religione, di una razza, di un indistinto popolo… Mentre, inesorabilmente, il monopolio delle forze produttive concentra la proprietà della ricchezza sociale nelle mani di una “democratica” oligarchia, sostenuta da una moltitudine di tecnici, intellettuali, sacerdoti, scienziati, tutti patrioti felici di prosperare con quel tanto che i loro signori gli elargiscono.

Proletari di Palestina, proletari del Medio Oriente, proletari annegati in ogni “popolo”! Non una goccia del nostro sangue deve essere più versata per far prosperare la mistificazione dell’unità interclassista degli stati nazionali: contro la guerra che ci schiera gli uni contro gli altri per uccidere e distruggere capitali, merci ed esseri umani, dobbiamo rispondere con la ripresa della nostra lotta contro tutte le borghesie, della lotta contro le loro istituzioni, della lotta contro il modo di produzione capitalistico.

Si moltiplicano ovunque i focolai di guerra, con l’inevitabile massacro di popolazioni intere: e si prepara anche così un prossimo massacro mondiale. Respingere il ricatto patriottico e nazionalista in tutte le sue forme, materiali e ideologiche, diventa sempre più urgente. E’ necessario reintrodurre nella nostra classe il concetto e la pratica del disfattismo rivoluzionario, del rifiuto di ogni alleanza con la propria borghesia, con il proprio Stato (strumento di dominio del capitale nazionale), con questo o quello schieramento di briganti internazionali, sempre tutti uniti nello sfruttare e attaccare il proletariato.

Il nemico non è oltre la frontiera: il nemico è in casa nostra!

Partito comunista internazionale
(il programma comunista – kommunistisches programm – the internationalist – cahiers internationalistes)

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