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Il nemico è in casa nostra

nuova unità: editoriale n. 3/2021

(31 Maggio 2021)

Una serie di fattori conferma l'avanzamento del processo di fascistizzazione dello Stato

nuova unità

A fine mandato il presidente si toglie i sassolini dalle scarpe e butta giù la maschera del finto democratico. L'occasione è stata il giorno dedicato alle vittime del terrorismo - dal 2008 giorno memoria vittime del terrorismo - dove, al grido di "La completa verità sugli anni di piombo è un'esigenza fondamentale per la Repubblica" - il capo dello Stato Sergio Mattarella ha rilasciato dichiarazioni e un'intervista a "La Repubblica".
La decisione di Macron, dopo aver parlato con Draghi, puntualmente ringraziato da Mattarella, ha ripuntato i riflettori sull'attività dei brigatisti, fatti emergere dalla loro vita francese alla vigilia della prescrizione dei reati per i quali erano stati condannati. Iniziativa di propaganda giunta al momento giusto per distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dai veri problemi quotidiani e per nascondere che gli Stati capitalisti non fermano gli atti dei veri gruppi terroristici che la borghesia stessa costruisce per opportunità politica, per affermare il proprio dominio.
Mattarella consegna a Repubblica un esame dei terroristi rossi contro la Repubblica italiana, descrive quanto avvenne dall'inizio degli anni Settanta, quando "coloro che predicavano la morte...". "Sono stati anni molto sofferti, in cui la tenuta istituzionale e sociale del nostro Paese, è stata messa a dura prova. Oltre quattrocento le vittime in Italia, di cui circa centosessanta per stragi. Cittadini inermi colpiti con violenza cieca, oltre cento gli uomini in divisa che hanno pagato con la morte la fedeltà alla Repubblica". E dice: "Il bersaglio era la giovane democrazia parlamentare, nata con la Costituzione repubblicana, per approdare a una dittatura, privando gli italiani delle libertà conquistate nella lotta di Liberazione". Il Capo dello stato sostiene: "Al di là delle storie personali di chi aderì alla lotta armata, c'era la contestazione radicale della democrazia parlamentare, così com'era stata delineata dai padri Costituenti e, a ben vedere, anche la mancata accettazione della volontà degli elettori in favore di forze centriste, atlantiche, riformatrici, di segno moderato. Un esercizio di democrazia che veniva definito regime".
Bontà sua ha dichiarato che "C'era in Italia anche chi, legittimamente, si sarebbe aspettato dei governi o delle politiche diverse. Ma fu grave e inaccettabile quel processo mentale, prima che ideologico, che portò alcuni italiani - pochi - a dire: questo Stato, questa condizione politica, non risponde ai miei sogni, è deludente e, visto che non siamo riusciti a cambiarlo con il voto, abbattiamolo. Uno dei pilastri su cui si fonda la Repubblica è il valore del pluralismo. La democrazia è libertà, uguaglianza, diritti. È anche un metodo. Un metodo che impone di rispettare le maggioranze e le opinioni altrui. Prescindere dal consenso e dalle opinioni diverse vuol dire negare, alla radice, la volontà popolare, l'essenza della democrazia. È quello che tentarono di fare i terroristi".
E ancora: "Esattamente il contrario di quanto proclamava il terrorismo rosso, quando parlava di Resistenza tradita. Il tradimento della Resistenza sarebbe stato, invece, quello di far ripiombare l'Italia sotto una nuova dittatura, quale che ne fosse il segno". Ma sono in molti che ancora oggi sostengono il tradimento della Resistenza e che non cambieranno idea per le sue esternazioni.
Mattarella, del quale conosciamo la sua manipolazione della storia, nega il suo stesso concetto del pluralismo. Per lui solo chi vota centro, condivide le scelte Usa, Nato e della UE e accetta il pensiero unico del potere è considerato democratico.

Il Presidente sorvola sulla strage di Piazza Fontana ordita da servizi segreti di Stato, dai fascisti, dai massoni della P2, sull'uccisione di Pinelli scaraventato dal 4° piano della questura di Milano perché non confessava ciò di cui era estraneo, i cui responsabili sono rimasti impuniti.
Ovviamente la stampa si adegua alle veline del Quirinale e calca la mano tralasciando le stragi fasciste che veramente hanno insanguinato il paese e insistono su quelle 368 vittime delle Br che hanno colpito con l'illusione di "alzare il tiro" pensando che quella fosse la via rivoluzionaria.
Da buon democristiano, Mattarella, si occupa del passato dell'Italia, ma tace sul marciume che emerge (solo in parte) nella magistratura che lui presiede. Un covo di vipere di magistrati e pennivendoli che, come nelle migliori tradizioni, si trasforma in una nuova loggia "Ungheria" che, con la complicità dei giornalisti, creano confusione tra chi dice che si tratta di montature e calunnie e tra chi dice che si deve indagare.
Nel frattempo, con un blitz a sorpresa, Draghi chiude l'era Vecchione-Conte e nomina Elisabetta Belloni, già segretario generale della Farnesina, già capo di gabinetto dell'allora ministro degli Esteri Paolo Gentiloni - ha gestito, tra le varie emergenze, i rapimenti di italiani in Iraq e in Afghanistan - alla guida del Dis (Dipartimento Informazioni per la Sicurezza).
Tra i primi a complimentarsi Franco Gabrielli che ha benedetto la sua nomina, il leader della Lega Matteo Salvini: "Buon lavoro a Elisabetta Belloni, donna di valore" e Matteo Renzi: "La nomina di Elisabetta Belloni alla guida del Dis è un’ottima scelta per le Istituzioni italiane".
Non facciamoci sviare dal fatto che a capo degli 007 ci sia una donna, forse sarano contenti settori del femminismo che non dividono il mondo in classi. In realtà, gli incarichi ai superpoliziotti Gabrielli e Giannini (con formazione Digos, specializzati in antiterrorismo e antieversione, con esperienza di manifestazioni di piazza e di caccia ai cosiddetti terroristi), al generale in divisa per gestire le vaccinazioni, all'esercito per trasportare i vaccini, ai carabinieri per le vaccinazioni domiciliari, dopo la gestione del Copasir a Fratelli d'Italia e dopo le dichiarazioni di Mattarella in varie occasioni, rafforzano il processo di fascistizzazione dello Stato necessario alla borghesia e al capitale per far avanzare i propri progetti di sottomissione della classe operaia e del proletariato e impedire un eventuale scontro fra capitale e lavoro in quella lotta di classe dove si scontrano interessi antagonistici e due visioni del mondo e della società contrapposte.
Per meglio indorare la pillola per la batosta che si abbatterà sul mondo del lavoro con l'applicazione del documento programmatico, dopo mesi di segregazione e distanziamento, per rilanciare l'economia ed evitare di sborsare ristori e cassaintegrazione, ecco che arriva la decisione del governo di aprire tutto e ricevere i turisti senza obbligo di "quarantena". E, improvvisamente, calano i contagi, i ricoveri, i morti prima ancora di raggiungere la cosiddetta "immunità di gregge".
Nel frattempo aumentano le morti sul lavoro. Luana perché giovane e mamma diventa un caso emotivo, ma nessuno rileva che a 24 anni era ancora considerata apprendista e trascina il fatto che nella stessa settimana le vittime sono state ben 5. Le vittime successive non hanno ricevuto le stesse attenzioni. E nuovi rischi per la salute si aprono per i 2,6milioni di lavoratori in smart working. Problemi legati alla postazione di lavoro, allo stress collegato ai tempi di lavoro dilatati e dall’ansia da prestazione (49,7%), all’indebolimento delle relazioni aziendali (49,7%), alla paura di marginalizzazione (47%) e alla disaffezione verso il lavoro (39,9%).
La mancanza di sicurezza sui posti di lavoro marcia di pari passo con la repressione verso quegli operai che si ribellano alle condizioni estreme di lavoro come alla Texprint di Prato. La salute è attentata quotidianamente e non aiuta la magistratura che assolve i potenti assassini dei lavoratori come nelle sentenze per le morti da amianto che sanciscono che uccidere i lavoratori per il profitto non è un reato o che la strage di Viareggio non è un incidente sul lavoro.
La sicurezza sul posto di lavoro obiettivo costante del nostro giornale, e al centro dell'attività del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio di Sesto S.Giovanni, del Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli”, e del Coordinamento lavoratori autoconvocati per l'unità della classe (CLA) - è stata scippata per qualche giorno dalla stampa e dallo stesso Governo. Ipocriti in quanto coscienti che gli imprenditori non potranno mai garantire la sicurezza perché in contrasto con i propri profitti.
Ma l'argomento è stato presto accantonato e sostituito dalla difesa della famiglia, tema tanto caro al Vaticano, in occasione degli Stati generali della Natalità. Esaltare la famiglia per riversarle addosso tutte le responsabilità e le carenze dello Stato e per convincere le donne a restare a casa, non cercare lavoro e lasciarlo... al "capofamiglia", così si riduce anche il tasso della disoccupazione.
Per Mattarella: "Luogo di condivisione e trasmissione dei valori, segna il rapporto tra le generazioni ed è al centro dello sviluppo dei sentimenti della comunità, oltre a rappresentare elemento centrale della sua continuità". Per Draghi: "Un'Italia senza figli è un'Italia che non crede e non progetta. È un'Italia destinata lentamente a invecchiare e scomparire". Per il Papa: "Finalmente in Italia si è deciso di trasformare in legge un assegno, definito unico e universale, per ogni figlio che nasce. Esprimo apprezzamento alle autorità e auspico che questo assegno venga incontro ai bisogni concreti delle famiglie, che tanti sacrifici hanno fatto e stanno facendo, e segni l'avvio di riforme sociali che mettano al centro i figli e le famiglie. Se le famiglie non sono al centro del presente, non ci sarà futuro; ma se le famiglie ripartono, tutto riparte".
Non c'è futuro, invece, per le famiglie e i giovani palestinesi oppressi, incarcerati, torturati, privati di cure, del lavoro, della casa, bombardati (con caccia compresi gli F.35 e armi prodotte in Italia) a pochi giorni dal 15 maggio (commemorazione della nakba) dal regime di apartheid israeliano. Una vera e propria pulizia etnica che sta provocando una forte reazione nelle piazze - soprattutto di giovani - rispetto alle ridicole mobilitazioni dei parlamentari e capetti della destra che sostengono il sionismo per difendere i numerosi accordi economici e militari bilaterali.
Solo schierandosi, organizzandosi e lottando sempre più fermamente contro il nemico comune: capitalismo e imperialismo, a partire da quello interno, si potrà liberare l'Italia e dare concretamente un aiuto alle popolazioni che in tutto il mondo sono oppresse e sfruttate.

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