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Un bel di' vedremo

Un bel di' vedremo

(16 Dicembre 2010) Enzo Apicella
In tutta l'Europa cresce la protesta contro il capitalismo della crisi

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VIVERE E MORIRE PER LA NOSTRA CLASSE

(19 Giugno 2021)

prospettiva marxista

E si torna a parlare di far west, di giungla della logistica.
A Biandrate (Novara) un camion, guidato da un crumiro, ha investito e ucciso Adil Belakhdim, coordinatore interregionale del SI Cobas.
Troppo comodo, troppo furbo e troppo falso liquidare il tutto con un far west dove i profili di vittime e carnefici, di sfruttati e sfruttatori sfumano in un indistinto scenario di caos e di furia primordiale. Un lavoratore cosciente, un militante sindacale, un combattente per una società più giusta è stato trascinato sull’asfalto non perché ha incontrato i figli degeneri di sua maestà il capitale, invece dei veri imprenditori, quelli “per bene”.
Non ha lasciato il suo sangue sulla strada perché mancavano i sindacati “veri” e le parti sociali legittime e legittimate.
È morto nella lotta di classe. È stato ucciso dalla lotta di classe dei padroni.
In questa lotta i lavoratori devono essere piegati, ridotti a merce utilizzabile e scaricabile alla bisogna, inerme fattore produttivo, massa amorfa subalterna alle esigenze del capitale. Ma ci sono lavoratori che non accettano questo destino pecorile preparato per loro dai padroni, dai loro scribacchini, dai loro politicanti, che non accettano il falso e velenoso spartito padronale della contrapposizione etnica, dell’odio di nazione, ma che guardano in faccia il vero nemico, che alzano contro di esso il proprio volto di esseri umani. Questi lavoratori vanno intimiditi, insultati, percossi, ammazzati. Tutto ciò fa parte, a pieno titolo, della lotta di classe, della lotta della classe dominante.
Contro tutto questo non servono i piagnistei e la retorica delle istituzioni che sovrintendono lo sfruttamento. Non valgono le prese di posizione di burocrazie sindacali indegne ormai della definizione di sindacalista sul dizionario.
Contro la lotta di classe degli sfruttatori e dei loro servi conta solo la lotta di classe degli sfruttati, di chi regge sulle sue spalle l’intera società in cambio di briciole e bastonate. Contro l’organizzazione di chi sfrutta e reprime vale solo l’organizzazione di chi marcia per l’emancipazione di classe e la dignità dei proletari.
Costruire l’organizzazione, sviluppare la capacità di reazione e di avanzata dei lavoratori richiederà un lungo, tenace, difficile percorso. Di questo tragitto verso un mondo senza sfruttamento, senza mercificazione dell’essere umano, è parte, profonda e integrante, la lotta, la morte, la vita cosciente del proletario cosciente Adil Belakhdim. Il cammino della nostra classe è fatto di dolore e vita, è il cammino dell’unica classe rivoluzionaria.

Prospettiva Marxista

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