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Biblioteche comunali di Roma Capitale, qualcosa non va: senza personale e con poche risorse a settembre servizi ridotti e rischio chiusura

(28 Luglio 2021)

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Biblioteche comunali di Roma Capitale, qualcosa non va: senza personale e con poche risorse a settembre servizi ridotti e rischio chiusura.

I cittadini e le cittadine romani debbono sapere che a Biblioteche di Roma qualcosa non va, nonostante il grandissimo impegno dei bibliotecari e di tutti i dipendenti di questo servizio.
Abbiamo chiesto più volte un appuntamento con l’Assessorato alla Promozione Culturale, la richiesta è anche stata avanzata a quanto ne sappiamo tramite il Commissario dell’Istituzione Vittorio Bo, ma non abbiamo avuto nessuna risposta.
Entro settembre sarebbe molto utile che l’Assessore prendesse nota di tutto ciò che è necessario fare per far sì che il servizio possa essere rilanciato e siamo disponibili ad un incontro.
In caso contrario, a settembre il servizio si troverà in gravissime difficoltà per gestire in modo efficiente le richieste dei cittadini e come sindacato saremo costretti ad una forte iniziativa sindacale, non escludendo la chiusura delle Biblioteche.
Questi gli aspetti particolarmente preoccupanti:
Personale in gravissima carenza organica
Si pensi che questi sono i dati a partire dal 2006:

2006 personale pari a 367 unità di ruolo (circa 35 sedi aperte)
2016 personale pari a 280 unità di ruolo (circa 39 sedi)
2021 personale pari a 239 unità di ruolo con 40 sedi e ampliamento nel numero dei servizi centrali e periferici, i Bibliopoint ad esempio sono cresciuti esponenzialmente negli ultimi tre anni e sono circa 40 rispetto ai circa 15 precedenti.
Risulta inoltre una necessità di personale dovuta a carenze gravi anche per altri profili professionali: economico/amministrativo, comunicazione, informatico-telematica e tecnica, necessari per assicurare l’efficienza del servizio da rendere ai territori ed ai cittadini.
Cosa si sta facendo per questa situazione vista anche la riapertura del servizio al pubblico che si amplierà progressivamente sino alla normalità (Covid permettendo)?
Ma in particolare: che fine hanno fatto i Funzionari di Biblioteca neo assunti?
Hanno vinto un concorso al Comune di Roma per fare i bibliotecari ed essere dunque assunti nelle biblioteche pubbliche della Capitale che da anni come abbiamo visto, fanno i conti con una pesante (e crescente) assenza di personale. Eppure i vincitori e gli idonei di quel concorso sono stati impiegati negli uffici dei Municipi e dei Dipartimenti con mansioni diverse rispetto
a quelle previste. C'è chi è finito ad esempio al dipartimento Trasformazione digitale o a quello delle Politiche abitative, chi al Dipartimento Sport e chi nei tanti uffici dei Municipi I, II, XII, XIV, XV, dall'anagrafe all'economato, dall'ufficio tecnico cavi e passi carrabili a chi si occupa delle graduatorie per le assegnazioni degli alloggi Erp, di residenza popolare.
Insomma, fanno tutto fuorché le mansioni previste, come la catalogazione di volumi, libri, la gestione degli archivi, la cura delle biblioteche.
La situazione è la seguente: «La previsione assunzionale di 50 funzionari entro la fine del 2020 aveva fatto sperare in una boccata d’ossigeno che avrebbe permesso di garantire, pur con la fatica legata a un numero ugualmente basso di risorse umane, gli standard dei servizi bibliotecari e il lavoro di tutti gli uffici, insomma Roma Capitale ci stupisce sempre per le sue scelte e così vengono assegnati solo 10-14 funzionari bibliotecari (su 27-40) all’Istituzione
Biblioteche, di cui 4 già provenienti dall’Istituzione Biblioteche come istruttori culturali, mentre gli altri 17 vanno a Municipi o altri Dipartimenti dove di Biblioteche non ce ne sono».
Perché? Può un bibliotecario figurare come impiegato nell'ufficio anagrafe o in quello del Dipartimento delle politiche abitative? Tecnicamente no, dal momento che ha vinto un concorso per ricoprire un'altra posizione. Sono persone e risorse impiegate malissimo e ne chiediamo l’immediata riassegnazione a Biblioteche di Roma.
Si tenga conto anche del fatto che improvvidamente Roma Capitale non ha previsto posizioni per Bibliotecari nei nuovi concorsi in essere in queste settimane, ma questo sarà un tema sul quale dovrà probabilmente intervenire la nuova Giunta eletta salvo che l’Assessora Fruci non intervenga, ma sinora non si è occupata di questi aspetti, almeno a quanto ne sappiamo.
Conoscenza del servizio, bilancio e attività
- Il servizio non è conosciuto dal 67 per cento dei cittadini romani
- Il bilancio 2019 è minore del bilancio 2013 20.502.000 / 2013, 20.351.000 / 2019
(fonte https://www.agenzia.roma.it/)
- Inoltre le previsioni di bilancio sembrerebbero assestarsi a meno di 20 milioni di euro, su questo vorremmo conoscere quanto si sta predisponendo in termini di risorse economiche nelle Previsioni triennali di bilancio e Piano Programma 2021.
- Si tenga conto che la spesa per abitante di Roma è di 6,5 euro circa, quella di Milano 10,1, quella di Torino 12,3, quella di Parigi 25,1
- Inoltre anche le risorse per entrate dirette dell’Istituzione sono in calo del 36% tra 2018 e 2019.
(Escludiamo il 2020 e 2021 causa COVID)
- Sempre al 2019 le attività culturali sono in calo dell’11% rispetto al 2018 e anche i partecipanti sono in calo dell’11 % sempre confrontandole con l’anno precedente.
- Anche i prestiti che nel 2014 avevano un indice 1014 nel 2019, scendono a 736.
- I libri e i documenti in genere, sono stati acquistati negli ultimi due anni con risorse esterne, Ministero Beni Culturali e Regione Lazio.
Le risorse proprie destinate a questa spesa risultano bassissime, a quanto è dato conoscere, intorno ai 50mila euro o poco più, incredibile e fuori scala per il sistema bibliotecario della Capitale d’Italia; altre città italiane spendono molto di più.
- La maggior parte delle attività decentrate, più del 90%, sono a costo zero grazie all’inventiva del personale. Quelle con finanziamento, circa il 90%, riguardano le attività di una sola sede la Casa delle Letterature ed in prevalenza il Festival delle Letterature.
(I dati sono Fonte ASPL per studi chiesti da ISBCC e ACOS su dati ISBCC, quasi tutti presenti su https://www.agenzia.roma.it/)
- Risulta inoltre una accentuata centralizzazione decisionale delle strategie e dei programmi e risulterebbe anche che non è possibile leggere sul sito istituzionale tutte le delibere di CdA o Commissario e tutte le D.D. della Direzione, si chiede su questo una verifica immediata.
- Ci chiediamo infine quale piano d’investimenti o di finanziamenti è allo studio per le sedi, la comunicazione, le attività culturali non solo centrali, l’acquisto di documenti (libri, eBook, ecc), l’innovazione tecnologica, la formazione e l’aggiornamento del personale e anche, repetita iuvant, come s’intende reperire il personale necessario vista la carenza d’organico evidente.
Infine segnaliamo che grazie ad una accorta gestione di bilancio Biblioteche di Roma potrebbe, dopo attenta verifica, avere dei sostanziosi risparmi di gestione. Per questo ripetiamo la necessità che nel corso dell’incontro richiesto si possa verificare anche questo aspetto.
Vogliamo sperare che l’Assessora Fruci nell’interesse comune riguardo la città si faccia viva per risponderci e convochi un incontro che possa definire se non un rilancio, almeno qualche intervento immediato come ad esempio riportare a Biblioteche di Roma tutti i Funzionari di Biblioteca assegnati altrove.
Per questo motivo facciamo appello anche alla disponibilità all’Assessore al Personale De Santis, per un confronto che consenta di valutare l’opportunità di definire, già ora, una programmazione della destinazione di coloro che saranno assunti dai concorsi che si stanno completando, sia per garantire il personale dei profili tecnico-amministrativi necessari al funzionamento dell’Istituzione Biblioteche, sia per consentire di “liberare” dipendenti dei profili culturali (istruttori servizi culturali, funzionari biblioteche, funzionari attività e manifestazioni culturali) ora utilizzati, per lo più, in attività di carattere amministrativo nei Municipi e nei Dipartimenti, che avessero intenzione di essere destinati presso le strutture delle Biblioteche di Roma.

Sempre per questi motivi ripetiamo la richiesta d’incontro a questi Assessori se così non sarà a settembre, la protesta sindacale sarà inevitabile, Biblioteche di Roma non merita questa situazione di mancanza di attenzione e soprattutto non la meritano le cittadine e i cittadini romani.

CGIL CISL UIL CSA USI BIBLIOTECHE DI ROMA

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