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    Clima e agricoltura, i raccolti italiani stanno crollando sotto il peso degli eventi meteo estremi

    (4 Agosto 2021)

    Coldiretti registra danni per oltre 1 miliardo di euro dall’inizio dell’anno, decimati i raccolti nazionali di frutta con cali dal 30 al 50%

    clima estremo

    È al via con una settimana d’anticipo rispetto allo scorso anno la vendemmia 2021 in Italia, a valle delle ondate di calore causate dalla crisi climatica che hanno fatto schizzare le temperature oltre i 40°C accelerando la maturazione delle uve al Sud, mentre al Nord si stima un ritardo medio di dieci giorni.

    Soprattutto, oltre ai ritardi gli agricoltori della Coldiretti stimano un calo sensibile nella produzione di uva da vino – e non solo.

    Secondo l’analisi fornita dalla più grande confederazione d’agricoltori italiana, dall’inizio dell’anno l’agricoltura nazionale ha subito oltre 1 miliardo di euro di danni a causa degli eventi estremi che hanno decimato le produzioni nazionali: si passa da una perdita stimata tra il 5 e il 10% per la vendemmia al -10% per il grano, dal -30% per le ciliegie al -40% per le pesche e nettarine fino al -50% per le albicocche, rispetto ad una annata “normale”.

    Non a caso dalla Coldiretti registrano un moltiplicarsi degli eventi meteo estremi che hanno colpito la penisola, con un +74% nel 2021 rispetto al 2020 tra gelo primaverile e siccità in una estate segnata da trombe d’aria, alluvioni, bombe d’acqua e grandinate.

    «Per affrontare i danni causati dagli eventi estremi che stanno devastando le campagne italiane – spiega il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – servono interventi strutturali e strumenti di gestione del rischio sempre più avanzati, efficaci e con meno burocrazia. In tale ottica un intervento strategico è la realizzazione di infrastrutture a partire dai bacini di accumulo, proposto dalla Coldiretti e non a caso inserito nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) varato dal Governo Draghi. Serve però accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo, ancora ferma in Parlamento da quasi un decennio, che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio».

    Greenreport

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