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SALUTE, MALATTIA E PROFITTO

(14 Settembre 2021)

la salute è un diritto

In una società divisa in classi, le pandemie come tutte le malattie non colpiscono le classi sociali allo stesso modo. Si muore più velocemente, più rapidamente, nella classe sfruttata, nella classe operaia che non nella borghesia
Per anni i padroni e i loro governi hanno attuato una compagna denigratoria contro la sanità pubblica elogiando quella privata, trasformando le strutture sanitarie e sociosanitarie, compresi gli ospedali in aziende.
Per anni gli industriali della salute e tutti i loro governi, di qualsiasi colore, ci hanno martellato con campagne di denuncia sull’inefficienza e sulla corruzione nella sanità (di cui erano responsabili) denunciando il superconsumo dei farmaci, delle analisi, lo spreco dei beni sanitari, denigrando i lavoratori pubblici e accusandoli di assenteismo, di essere privilegiati, mettendo lavoratori e cittadini gli uni contro gli altri.
La denuncia della malasanità e del servizio nazionale pubblico fatta dai padroni della sanità privata non ha mai avuto a cuore la salute dei lavoratori e dei cittadini degli strati popolari. Le campagne sulla corruzione e inefficienza della sanità pubblica montata di capitalisti hanno avuto sia in passato sia oggi l’obiettivo di privatizzare ancora di più sia la sanità pubblica sia tutto quello che oggi è ancora pubblico con il consenso di una parte della popolazione e l’indifferenza di un’altra parte.
Con il pretesto di contenere il “deficit” pubblico hanno tagliato le spese sanitarie della popolazione più povera, dei proletari (più di 37 miliardi di euro negli ultimi 10 anni) a favore di quella privata. Ormai sempre più i padroni e le multinazionali hanno assunto direttamente il controllo della sanità e della salute della popolazione e si apprestano a intascarsi il bottino che arriva dall’Europa che i proletari e le classi sottomesse dovranno ripagare.
Il 13 agosto è stata erogata dall’Europa la prima tranche dei fondi del Recovery per l’Italia da 24,9 miliardi di euro con l’obiettivo di potenziare il livello di digitalizzazione di 280 strutture sanitarie sede di Dipartimenti di emergenza e accettazione (DEA) di I e II livello entro dicembre 2025 e il rafforzamento strutturale degli ospedali del Ssn attraverso l’adozione di un piano specifico di potenziamento dell’offerta.
Il capitalismo per realizzare la massificazione dei profitti cerca di ridurre il più possibile l’aliquota per le spese dei beni collettivi (educazione, sanità ecc) a vantaggio dei beni individuali di consumo.
Nel 1978 la classe operaia grazie alle lotte fece approvare per legge la riforma sanitaria pubblica gratuita per tutti, con cure, assistenza e sicurezza sociale per tutti.
Anche se la sanità pubblica nel capitalismo è un’impresa che è sottoposta alle leggi commerciali e dipende da fondi stanziati dal governo e gestita dalle Regioni (pagate dai lavoratori e cittadini) noi siamo contro la privatizzazione e rivendichiamo il suo miglioramento.
I padroni da sempre si battono contro l’attuale sistema di sanità pubblica frutto di un ciclo precedente di lotte operaie e di rapporti di forza fra capitale e lavoro. Per i padroni un operaio malato è un lavoratore sospeso dal lavoro, che per quel periodo non viene sfruttato e non produce plusvalore e profitto, pertanto inutile.
Le classi sociali e il reddito dividono gli esseri umani davanti alla malattia e alle possibilità di cura evidenziando la diseguaglianza anche davanti alla malattia e alla morte.
Anche i dati recenti dei morti per covid ci dimostrano che si muore più velocemente, più rapidamente, nella classe sfruttata, nella classe operaia che non nella borghesia (basta vedere come hanno risolto in pochi giorni con le cure il covid di Donald Trump, Boris Johnson, Silvio Berlusconi, Flavio Briatore, Carlo d’Inghilterra, Alberto di Monaco, Guido Bertolaso e tanti altri)
I morti di lavoro, di malattie professionali e ambientali aumentano costantemente, come quelli per incidenti stradali. Sono decine di migliaia quelli per cause di lavoro, centinaia di migliaia i feriti e gli invalidi, milioni i feriti per incidenti stradali e tutto questo va a vantaggio delle compagnie di assicurazione e delle multinazionali della sanità e del farmaco che possono vendere polizze, tranquillanti, le medicine per “curare” l’ansia, gli attacchi di panico e la tensione nervosa, e oggi i vaccini, facendo lauti profitti.
In nome dell’emergenza covid tutti i governi attuano misure restrittive delle libertà costituzionali, dei lavoratori e della popolazione con il consenso della maggioranza dei cittadini, ma oggi più che mai diventa attuale quanto affermava Lenin:
«Fino a quando gli uomini non avranno imparato a discernere, sotto qualunque frase, dichiarazione e promessa morale, religiosa, politica e sociale, gli interessi di queste o quelle classi, essi in politica saranno sempre, come sono sempre stati, vittime ingenue degli inganni e delle illusioni».

Sesto San Giovanni 14 settembre 2021

Michele Michelino – Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

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