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La pietà delle banche

La pietà delle banche

(15 Febbraio 2012) Enzo Apicella

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Oltre lo sciopero

(12 Ottobre 2021)

I servizi non sono merci

Lo sciopero generale di lunedì 11 ottobre è stato un momento importante per tutti i lavoratori e le lavoratrici, scesi in piazza a decine di migliaia in diverse città. La manifestazione più grande è stata quella di Roma, animata da almeno 10.000 lavoratrici e lavoratori, giunti in piazza nonostante le difficoltà dovute allo sciopero anche del trasporto pubblico. Siamo scesi in piazza anche noi, nonostante l’assenza di mezzi pubblici abbia impedito a molti colleghi e colleghe di raggiungerci.
Dalle verifiche che abbiamo potuto effettuare, hanno aderito allo sciopero alcune centinaia di AEC/OEPA, con punte del 20% nella cooperativa Apriti Sesamo, del 30% ed oltre nella cooperativa Eureka e a Fiumicino e una media generale del 15/20%. Numeri molto lontani da quelli del dicembre 2019, quando scioperò la stragrande maggioranza degli assistenti educativi, ma è pur vero che stiamo vivendo una fase del tutto differente rispetto all’entusiasmo che esisteva in quel momento.
Ora, in attesa del risultato del ballottaggio di domenica e lunedì prossimi, dobbiamo pensare a come rideterminare il nostro lavoro. Dall’assemblea di venerdì 8 sono emerse diverse questioni, con testimonianze che dimostrano come le condizioni del nostro lavoro stiano ulteriormente peggiorando. Per esempio, una collega del I Municipio ha casualmente scoperto che nell'ultimo capitolato d'appalto tra la sua cooperativa e il suddetto Municipio è sparita l'indicazione sui tre pomeriggi al massimo e anche quella relativa al divieto di buchi negli orari per l'Oepa, i quali potrebbero, quindi, essere costretti a fare tutti i pomeriggi o, peggio, avere un orario con buchi di 2,3 ore o più, come accadeva anni fa. Da una prima verifica che abbiamo fatto, sembra che si tratti di un caso isolato, ma il fatto che il I Municipio sia governato dal PD e che questo partito si appresti a governare nuovamente la città deve suonare come un campanello di allarme per tutti. Questo per dire che, una volta ottenuto un diritto, non è detto che sia per sempre, anzi. Appena ci si distrae o ci si adagia, ci tolgono i diritti conquistati faticosamente. Particolarmente i colleghi “nuovi” – che sono molti - non devono illudersi che siano altri a tutelarci, perché le Aziende Cooperative (molte sono cooperative sociali solo di nome, ma non di fatto), tutelano i loro interessi e niente altro. Dunque, l’appello che rivolgiamo a tutti i lavoratori e le lavoratrici è, ancora una volta, a partecipare, a non chiudersi ognuno nella propria “bolla”. Solo uniti e determinati possiamo riuscire a cambiare lo stato di cose esistente.

Comitato Romano Aec/Oepa

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