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"Incidenti"

(6 Novembre 2010) Enzo Apicella
Esplode la Eureco di Paderno Dugnano: sette operai feriti, quattro rischiano la vita. In Puglia tre morti sul lavoro nell'ultima settimana

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(Di lavoro si muore)

ANCORA MORTI SUL LAVORO: GLI ASSASSINI SONO SEMPRE GLI STESSI

(24 Ottobre 2021)

basta morti sul lavoro

In Italia ogni giorno si muore per incidenti sul lavoro. Ieri 23 Ottobre 2021 ancora due operai morti in poche ore durante operazioni di manutenzione in provincia di Modena e di Ragusa.

Il primo incidente è avvenuto in provincia di Ragusa, dove un operaio di 66 anni mentre era al lavoro al secondo piano di una palazzina è precipitato nel vuoto.

Il secondo operaio morto sul lavoro è accaduto a Soliera (in provincia di Modena) dove un operaio di 70 anni (ancora al lavoro?) ha perso la vita cadendo dal tetto di un’officina mentre lavorava per una ditta esterna di manutenzione. Da una prima ricostruzione pare abbiano ceduto alcuni pannelli di amianto che l’operaio stava ispezionando. L’operaio caduto da un’altezza di otto metri, portato in ospedale per un trauma cranico, è morto due ore dopo.

Ogni giorni operai anziani e giovani costretti a lavorare senza condizioni di sicurezza​ e dispositivi di protezione individuali o collettivi adeguati perdono la vita.

In molti casi a causa di appalti e subappalti al ribasso i padroni costringono i lavoratori a lavorare senza sicurezza. Pur di ottenere il massimo profitto non esitano a risparmiare anche i pochi euro per la sicurezza dei lavoratori esponendoli a gravi rischi d’infortuni e incidenti mortali mandandoli consapevolmente a morte. I padroni sanno che in questa società capitalista lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo è legale e il profitto è tutelato da leggi che difendono la proprietà dei mezzi di produzione prima della salute e della vita dei lavoratori.

I padroni e manager sono consapevoli che anche nei pochi casi in cui sono trascinati in giudizio e portati sul banco degli imputati dai parenti delle vittime, possono cavarsela con un risarcimento economico. Oggi in Italia gli assassini dei lavoratori sono protetti da leggi che gli concedono l’impunità, il diritto di uccidere per il profitto. Ormai vediamo sempre più spesso che nei tribunali penali i padroni e manager imputati di omicidio colposo e lesioni gravi sono assolti e le parti civili condannate a pagare le spese processuali per aver cercato la verità. Sarebbe ora di cambiare la frase scritta nei tribunali dietro i giudici che recita “LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI” aggiungendoci, I RICCHI E POTENTI.

Noi continueremo a lottare contro ogni omicidio commesso dai padroni sul lavoro o per malattie professionali, contro chi non rispetta le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro uccidendo i lavoratori e inquinando l’ambiente e la natura, perché crediamo che questi siano crimini contro l’umanità.

Quando l'ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere. Contro lo sfruttamento e la società del profitto ora e sempre resistenza

Michele Michelino, Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

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