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OPERAI E PADRONI: SFRUTTATI E SFRUTTATORI

(1 Novembre 2021)

comitato difesa sesto

Senza una strategia di classe che metta in discussione, con la lotta il sistema capitalista/imperialista, le lotte per quanto necessarie e radicali, si limitano a combattere gli effetti e le storture del sistema capitalista ma non intaccano le cause che li generano, e a parte qualche vittoria temporanea (subito rimangiata) sono destinate alla sconfitta.

Nella lotta economica-sindacale i lavoratori si battono per difendere le loro condizioni di vita e di lavoro, in alcuni casi dove i rapporti di forza sono favorevoli, gli operai riescono a contrattare al meglio e condizioni di lavoro limitando lo sfruttamento cui sono sottoposti.

Per i padroni e i loro servi rompere con la lotta di classe i pacifici equilibri della concertazione è un crimine gravissimo. I lavoratori che lottano per i loro interessi, che mettono in discussione l’accumulazione dei profitti sono considerati “provocatori” da reprimere.

Espellere dalle fabbriche gli operai che si mettono alla testa delle lotte contro i padroni, è da sempre l’obiettivo dei padroni e dei sindacati collaborazionisti. Il sistema di sfruttamento capitalistico, con le sue leggi a tutela della proprietà privata dei mezzi di produzione, cioè del capitale, li aiuta: la democrazia borghese, tante volte invocata a sproposito da molti, dentro e fuori le fabbriche, è sempre funzionale ai padroni. E una “democrazia” che legittima la sottomissione degli sfruttati agli sfruttatori è da sempre uno strumento del capitale contro il lavoro salariato, che i lavoratori in lotta per la loro emancipazione si troveranno sempre contro, ieri, oggi e domani, finche non cambieranno questo sistema capitalista /imperialista fondato sulla proprietà privata dei mezzi di produzione. In questa società la ricchezza e il potere di pochi si fonda sulla miseria della stragrande maggioranza della popolazione.

Oggi i capitalisti hanno trovato nuovi modi per dividere i lavoratori. Con l’introduzione del Green pass i padroni e il governo, con la complicità dei vertici sindacali confederali, dividono i lavoratori mettendoli gli uni contro gli altri, applicando sempre il vecchio motto latino “divide et impera”, cioè “dividi e conquista”.

La forza dei proletari, dei lavoratori e nel numero e nella loro unità, ma senza un’organizzazione unitaria sindacale e ancor più politica non c’è possibilità di cambiare la nostra condizione di schiavi salariati.

Non dobbiamo mai dimenticare che IL NEMICO È IN CASA NOSTRA, sono i padroni, i governi, i partiti che li rappresentano e i dirigenti sindacali sul loro libro paga.

Michele Michelino, Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

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