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La fatalità dominante

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(26 Novembre 2011) Enzo Apicella

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(Di lavoro si muore)

MORTI E INFORTUNI SUL LAVORO: LO SFRUTTAMENTO LA CAUSA PRINCIPALE

(11 Novembre 2021)

di capitalismo si muore

In Italia ogni anno 1400 lavoratori sono uccisi sul lavoro. Altre migliaia sono condannate a morte dalle malattie professionali e si spengono in silenzio nell’indifferenza del governo, Confindustria, partiti e istituzioni, e purtroppo anche dell’opinione pubblica. I vertici dei sindacati confederali sono complici, di questa strage operaia, ma la responsabilità è anche di alcuni sindacati di base che nulla fanno per contrastare le morti su lavoro. Nei casi più clamorosi la magistratura apre dei fascicoli che finiscono in niente e, i responsabili di questi omicidi, salvo casi particolari, rimangono sempre impuniti o, al massimo, se la cavano con un risarcimento economico. Nella società del profitto, in cui lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo è legalizzato da leggi e contratti, la salute e la vita umana sono monetizzati e solo in alcuni casi risarcita economicamente con qualche decina di migliaia di euro.

Per i padroni e i loro governi i morti sul lavoro, gli invalidi, i morti per malattie professionali sono solo incidenti di percorso, effetti secondari della ricerca del massimo profitto.

In questa società l’unico diritto riconosciuto è quello di fare profitti: a questo sono subordinati tutti gli altri “diritti umani”. Noi riteniamo che la salute venga prima di tutto e lottiamo per la totale riduzione del rischio, perché non esistono soglie di “sicurezza” o di tolleranza alle sostanze cancerogene e ai pericoli che ogni giorno i lavoratori corrono sui luoghi di lavoro, continuando a pagare un pesantissimo tributo di sangue e di morte.

La via del “progresso” è lastricata di sangue operaio, è una società che fonda la ricchezza di una minoranza sullo sfruttamento e sulla miseria della maggioranza della popolazione, è una società barbara e inumana contro cui vale la pena di lottare. I morti sul lavoro e di lavoro sono crimini contro l’umanità e come tale vanno perseguiti. Contro la società del profitto che uccide gli esseri umani e la natura per gli interessi dei padroni continueremo a opporre ora e sempre resistenza.

Per ricordare i nostri morti, contro la logica del profitto che distrugge gli esseri umani e la natura, noi continuiamo a lottare. Basta morti sul lavoro e di lavoro!

Dobbiamo organizzarci un altro mondo senza sfruttamento è possibile con il potere in mano ali operai, nel socialismo.

Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli”

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