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Non prestiamoci a questo gioco fratricida

(9 Dicembre 2021)

nuovo si cobas

La quarta ondata dell’epidemia è in corso, crescono i contagi e, seppure con lentezza, ricoveri e decessi, che riguardano prevalentemente persone non vaccinate. E’ una conferma tanto della necessità del vaccino quanto dei suoi, inevitabili limiti d’azione.

La nostra opposizione nei confronti di chi, sulla base di presupposti ideologici, rifiuta la vaccinazione è quanto mai netta. Allo stesso tempo, però, vogliamo ribadire un punto essenziale: Il virus si combatte con un’arma specifica che si chiama vaccino, ma pensare di contrastare l’epidemia relativizzando l’azione sanitaria complessiva (per non parlare di quello che non si fa su scuola e trasporti) è una strategia criminale.

Per questo non ci prestiamo al gioco del governo e di quanti lo sostengono che vogliono addossare ai lavoratori non convinti della necessità di vaccinarsi, la diffusione del contagio.
Questo gioco sporco serve solo a nascondere le loro responsabilità.

La santa alleanza dell’ipocrisia vede solidali tutto l’apparato ideologico delle classi dominanti nell’additare quale facile capro espiatorio i cosiddetti “no-vax” che in realtà sono solo una esigua e fanatica minoranza a fronte della stragrande maggioranza di non vaccinati, solo perché impauriti, spaesati, disorientati, dubbiosi, Sfiduciati. Una sfiducia non certo immotivata nelle autorità pubbliche compresa quelle sanitarie.

La messa in campo di misure autoritarie è la confessione di un fallimento che nasconde colpe di un sistema che mercifica la salute e la vita sull’altare del profitto e delle convenienze economiche. Nelle varie ondate epidemiche si sono alternati convulsamente propositi di “non chiudere” a richiami alla salute come bene collettivo ma questi ultimi sono solo vuota propaganda.

I miliardi del PNRR previsti come spesa sanitaria transiteranno soltanto dal SSN per finire inevitabilmente preda delle incursioni dei privati o delle stesse ASL, da tempo trasformate da presidi sanitari in lucrosi centri di spesa.
Come sempre è la sanità lombarda che prefigura i modelli nazionali e dietro la retorica del potenziamento della sanità territoriale vengono varate le Case della salute e gli Ospedali di comunità.
E’ evidente la preminenza del grande capitale sulla sanità pubblica e ogni misura di potenziamento del SSN è dal loro punto di vista, una sorta di concorrenza sleale ai privati.

Questi mai potranno attuare una prevenzione sanitaria perché è spesa che non produce profitti.

Quando il numero dei contagi era basso, si aveva l’occasione, di fare un capillare tracciamento dei positivi al covid-19 per attuare le necessarie misure di quarantena. Ora, la diffusione dei casi rende quasi impossibile il tracciamento e si scopre che a diffondere il virus non sono solo i non vaccinati ma gli stessi vaccinati di lunga data la cui protezione va scemando.
La caccia agli “untori” e il varo di misure inefficaci a frenare i contagi è utili solo a “scovare i colpevoli”.

Così sospensioni e privazioni dello stipendio si abbattono sugli “ex eroi” compresi coloro che trovati positivi ma asintomatici furono obbligato a presentarsi al lavoro e se a casa si avevano dei positivi fu l’unica categoria esentata dalla quarantena.

Non abbiamo nessuna simpatia per i no-vax ma ancora più rivoltante è l’ipocrisia dei pro-vax di Stato soprattutto quando si accaniscono contro i lavoratori per continuare a non tutelare la salute della popolazione.
Tutti i lavoratori anche quelli che fanno scelte sbagliate e pericolose vanno difesi da provvedimenti che li privano dei mezzi di sussistenza, varati da chi ha sulla coscienza decine di migliaia di morti e che oggi pretendono di ergersi a paladini della salute collettiva.
Non prestiamoci a questo gioco fratricida.

si cobas

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