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Pandemia e capitalismo

La pandemia potrebbe essere, forse, una prova generale con la quale si sta disegnando una realtà di dominio assoluto con cui ci si dovrà relazionare nel prossimo futuro e da cui nessuno intende più arretrare

(12 Gennaio 2022)

Da diversi anni, ormai, in Italia sono in atto imponenti tentativi di indottrinamento con manovre di controllo sociale per imporre una svolta autoritaria del potere politico e di conseguenza delle istituzioni. Questo virus è arrivato per servire l’esperimento principe su un piatto d’oro. Per mezzo di uno stato d’emergenza permanente si sta attuando una gestione tirannica della pandemia volta a creare le condizioni e sagomare l’intera società secondo certi falsi modelli di unità nazionale, in nome della difesa della salute pubblica. In realtà il vero obiettivo politico consiste in un progetto di consolidamento di un regime capitalistico in crisi, che molti osservatori politici e economici lo vogliono in affanno da qualche decennio. Tutto questo, chi ancora non si è fatto abbindolare dalla stampa asservita può vederlo e toccarlo con mano. La classe dominante per mezzo dello stato borghese tende a imporre ai cittadini ogni misura restrittiva, anche la più assurda e insostenibile e attraverso una spietata caccia all’untore, al recalcitrante, al ribelle, cerca di reprimere il dissenso. Qualche genio incompreso ha partorito l’idea del greenpass. Una specie di patente che autorizza la circolazione di probabili ‘untori a loro insaputa’, ordinato da Confindustria per applicarlo sul posto di lavoro e dare la possibilità ai padroni di privilegiare certa mano d’opera e schedare i non allineati creando così divisioni fra i lavoratori. Si è tentato anche, strumentalmente, di contrapporre fronti opposti con la polemica assurda e cavillosa della ‘libertà individuale’ e ‘salute collettiva’, come se il benessere di una società fosse la pelle di certi organi umani da tirare nella direzione preferita e non invece una dimensione in cui, oltre allo stipendiato regolare e sicuro, al pensionato con pensione generosa, al manager pubblico con stipendio stratosferico, professionisti dello sport, della politica e dello spettacolo pagati lautamente, esistono anche gli immigrati che raccolgono le olive, i pomodori e quant’altro nei terreni dei latifondisti per le nostre tavole con la schiena curva per quattordici ore al giorno e paga da fame e ‘vivono’ sotto le lamiere delle baraccopoli, esistono i disoccupati, i lavoratori licenziati e i poveri. No, non si è tutti sulla stessa barca, e chi dice il contrario è semplicemente ipocrita o mente sapendo di mentire. Massacrano la gente con una feroce guerra del vaccino, prima con passaggi pubblicitari nelle tv di regime degni della più audace televendita, poi con bonus, premi e gadget e alla fine sono giunti all’obbligo di stato con relativa multa per chi trasgredisce pregiudicando perfino il lavoro. Ma ormai sappiamo che l’incremento delle varianti avviene perché il livello di immunizzazione nel mondo è estremamente disomogeneo. Mentre nei paesi poveri un vaccino ancora non c’è, nell’occidente agiato e opulento si esaspera una vaccinazione massiva anche avendo raggiunto quasi il 90%. Se uno stato democratico ha bisogno di imporre le scelte e perseguire con ogni mezzo chi pone domande e rivendica informazione sana e vera, di privare la libertà come punizione a coloro che non si adeguano, perché non è capace di farti sentire parte di esso, di partecipare alla vita del paese in cui risiedi, ebbene qualcosa sta succedendo. Potrebbe essere, forse, una prova generale con la quale si sta disegnando una realtà di dominio assoluto con cui ci si dovrà relazionare nel prossimo futuro e da cui nessuno intende più arretrare. Questa che stiamo vivendo è la prima di una serie di catastrofi perché i ‘signori del vapore’ col loro ‘capitalismo ecologico’, mai ossimoro più brutto fu inventato, ne provocheranno altre in nome del profitto distruggendo tutti gli ecosistemi ambientali. Si sta entrando a piccoli passi in una forma di ‘ipnosi collettiva’ che è la vera strada per l’ascesa di un regime dittatoriale. Il ‘governo dei migliori’ ha fallito con la gestione della pandemia, ma ha centrato l’obiettivo primario per cui è stato messo in piedi. Amministrare il consistente gruzzolo in arrivo da Bruxelles e difendere i profitti dei padroni di Confindustria. Tutti i provvedimenti adottati finora, di sicuro non sono rivolti alla salvaguardia della salute pubblica ma a tenere in vita questo governo di ‘tarallucci e vino’ per tutelare la catena produttiva e scongiurare il blocco del processo economico, perché altrimenti non si capisce quale potrebbe essere la differenza tra chi ha 49 e chi ha 50 anni, tra un cinquantenne che lavora e uno disoccupato, fra un barbiere e un altro qualsiasi negozio o, nella scuola, fra classi di bambini con regole differenti. Questa estenuante corsa a iniettare più ‘vaccini’ possibile, anche alla luce della non completa efficacia nell’interruzione della trasmissione del virus, altro non rappresenta che l’enorme opportunità di rilanciare le multinazionali del farmaco, assistite o addirittura partecipate da grandi banche e società finanziarie oltre che rendere credibile e accettabile l’emergenza infinita. Il sistema capitalistico e la sua economia, da tempo è in difficoltà e sta vivendo una fase di declino e contraddizione, e solo questo può spiegare il forsennato dispiegamento di risorse per un intruglio che doveva essere ‘miracoloso’ e una legge di bilancio che contempla una enorme spinta nella direzione di fornire ossigeno al capitale. Un farmaco non ancora completamente testato di cui non si conosce la vera efficacia e soprattutto gli effetti collaterali, la cui effettiva sperimentazione la si sta realizzando sulla pelle dei cittadini, venduto agli stati dopo averlo realizzato con smisurati fondi statali, dai grandi laboratori farmaceutici che hanno pensato bene di autotutelarsi con contratti capestro per mezzo dei quali sono sollevati da tutte le responsabilità. Certo, è facile costruirsi un buon capro espiatorio per nascondere i fallimenti, a partire dal ‘parassita di Calabria’, impastando con i novax reazionari e violenti che dimostrano odio, che minacciano gli scienziati, distruggono la sede di un sindacato, praticando delinquenza gratuita, anche tutti coloro che nutrono perplessità semplicemente perché sono scettici verso questo pseudovaccino e nessuno in questo disordine, creato ad arte, riesce a convincerli. Bisogna ammettere, invece, con onestà intellettuale che gli illustri governanti, per buona parte corrotti e arroganti, pensano solo e unicamente al mantenimento del potere a ogni costo e a conservare il dominio sui cittadini-sudditi con la strategia della paura e del ricatto, fottendosene della loro salute, molti scienziati operano in conflitto di interessi e predicano ognuno le proprie teorie nei vari talk-show assoldati dal potere, i colossi della ‘pozione magica’ hanno i soldi e dettano le regole da seguire. E’ il capitalismo bellezza!

Pasquale Aiello

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