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L'angoscia dell'anguria

L'angoscia dell'anguria

(24 Luglio 2013) Enzo Apicella

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Un fossato sempre più profondo

(13 Gennaio 2022)

scintilla

Le conseguenze della crisi economica capitalistica e della pandemia colpiscono con violenza i proletari e i popoli dei paesi dipendenti.

Il fossato che separa la classe dominante da quelle dominate si è ampliato, per effetto della concentrazione della ricchezza in poche avide mani a un polo della società, e del peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro degli sfruttati e degli oppressi, all’altro polo.

Per milioni di operai e lavoratori la “ripresa” strombazzata sui media borghesi - che è parziale, incostante e disuguale fra paesi e settori - vuol dire carovita, perdita di salario e di occupazione, aumento dello sfruttamento e della precarietà, più infortuni sui luoghi di lavoro.

Condizioni che determinano impoverimento, sacrifici, malattie e altre piaghe tipiche del modo di produzione vigente. Ma anche l’aumento del malcontento e della protesta di massa, che in alcuni paesi già assume forme aperte e acute.

Le donne e i giovani delle classi subalterne soffrono anch’essi una situazione che si fa via via più grave a causa della massiccia disoccupazione e dell’impennata dei prezzi dei generi alimentari e di prima necessità, della distruzione sistematica dei servizi sociali e della sanità pubblica. Tutto ciò mentre continuano ad aumentare le spese militari e i profitti di potenti gruppi monopolistici che hanno fatto della pandemia un occasione per rafforzarsi, centralizzando enormi capitali.

Questa è oggi la società tardo-imperialista, avvolta in una crisi generale che colpisce tutti gli ambiti: economia, politica, salute, cultura, ambiente, morale, etc.

Una società sempre più divisa in classi contrapposte, costretta non a “ripensarsi”, come dicono borghesi e riformisti, ma ad essere trasformata radicalmente.

Per difendere il lavoro, la salute, l’ambiente è sempre più evidente che ci vuole la rivoluzione e il socialismo, poiché il capitalismo non può farlo. Può solo farci sprofondare nel suo baratro.

C’è una sola classe sociale che può avanzare e trionfare nel processo rivoluzionario, che può costruire la nuova società, dirigendo nella lotta contro la borghesia i suoi alleati: il moderno proletariato, rappresentante di tutte classi sfruttate e oppresse, a condizione che esprima dal suo seno un partito politico d’avanguardia, distinto e opposto a tutti i partiti delle classi proprietarie.

A questo compito storico, sempre più urgente, chiamiamo i comunisti che non hanno smarrito la bussola del marxismo-leninismo, gli operai avanzati e combattivi, le donne e i giovani rivoluzionari.

Facciamo del 2022 un anno di sviluppo delle lotte e dell’organizzazione rivoluzionaria e di classe!

Da Scintilla, n. 120 – gennaio 2022

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