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Uccellacci e uccellini

(16 Gennaio 2022)

uccellacci e uccellini

da cinefiliaritrovata.it

"Uccellacci e uccellini" è un film ironico, poetico e surreale, uscito nel 1966 per la regia di Pier Paolo Pasolini, con protagonisti una coppia di interpreti formata da Totò (in un ruolo inedito) e l'esordiente e simpatico Ninetto Davoli, il cui talento fu scoperto e lanciato dallo stesso Pasolini, che gli aveva già affidato una comparsata nella pellicola "Il Vangelo secondo Matteo", girata nel 1964. Il corvo, eloquente e saccente, spocchioso e supponente, incarna in chiave allegorica la crisi dell'ideologia marxista di quegli anni ed è il vero protagonista del film. Dietro l'invenzione cinematografica, poetica ed allegorica del corvo si cela (anzi, è malcelato) l'autore stesso. Non a caso, la morte del corvo ("anarchico, marxista e veritiero", come scrisse lo stesso Pasolini) intende richiamare, in una prospettiva addirittura profetica, la scomparsa prematura e violenta del poeta. La trama del film esprime una metafora surreale della lotta di classe tra falchi (gli oppressori) e passerotti (gli oppressi). Secondo il mio modesto parere, il film costituisce il vero capolavoro artistico e cinematografico di Pasolini, nella misura in cui racchiude una sintesi profonda ed originale, ed un'apoteosi del pensiero, estremamente vasto e complesso, quanto scomodo, dell'autore. Il quale sviluppa una critica, acuta e spietata, nei confronti dell'ideologia totalitaria che si annida nella società dei consumi di massa, che riduce gli individui in entità vuote, superficiali, alienate da un ingranaggio di omologazione strisciante. È un film da rivedere e "rileggere", oltre che da gustare. Con Totò che il regista ha riscoperto in una cifra interpretativa nuova, poiché devia dal consueto cliché comico e macchiettistico che egli ha rivestito in molti altri "film da cassetta".

Lucio Garofalo

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