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Un bel di' vedremo

Un bel di' vedremo

(16 Dicembre 2010) Enzo Apicella
In tutta l'Europa cresce la protesta contro il capitalismo della crisi

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(Lotte operaie nella crisi)

SOSTEGNO INTERNAZIONALISTA AI PROLETARI INDIANI

(26 Gennaio 2022)

Dal n. 109 di "Alternativa di Classe"

india sciopero

L'India è il secondo Paese più popoloso al mondo e si prevede che entro il 2025 la sua popolazione supererà quella della Cina.
Quasi 294 milioni di indiani vivono con meno di un dollaro al giorno e lottano per la propria sopravvivenza. Quasi 200 milioni di persone sono malnutrite: il 38% dei bambini sotto i cinque anni soffre la fame e oltre la metà delle donne incinte tra i 15 e i 49 anni soffre di anemia.
La condizione delle donne in India è tra le più gravi al mondo: ogni anno quasi 120mila donne muoiono durante la gravidanza o non superano il parto. Il 37% delle donne subisce violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita e in 10 anni il numero di stupri denunciati è aumentato di circa il 7,5%.
Il recente sviluppo economico ha formato una solida classe borghese. In una società capitalistica, caratterizzata da emarginazione, disoccupazione, mancanza di servizi di base e problemi di salute.
La mancanza di servizi igienici adeguati è una delle più grandi preoccupazioni sanitarie del Paese. Le statistiche, condotte dall'UNICEF, hanno dimostrato che solamente il 31% della popolazione indiana è in grado di utilizzare strutture sanitarie adeguate, con una morte su dieci in India legata alla carenza di igiene. La diarrea cronica è causa di mortalità di una persona su venti.
Le persone che non hanno accesso a strutture sanitarie adeguate si trovano costrette a defecare nei corsi d'acqua. Il Fiume Gange porta più di un milione di litri di liquami fognari in dismissione al minuto; l'altissimo livello di contaminazione del fiume dai rifiuti umani organici promuove facilmente la diffusione di malattie contagiose, causando morti, soprattutto tra i bambini.
L'India non ha una copertura sanitaria universale, le disuguaglianze socio-economiche si estendono al settore sanitario e colpiscono in modo pesante le condizioni di salute delle comunità emarginate. Il miglioramento complessivo del tasso di mortalità infantile (IMR) è ineguale tra gruppi sociali. Dalit, Adivasi, e altre classi svantaggiate, hanno un tasso di mortalità infantile più alto.
Il Bilancio sanitario per il 2021-2022 è diminuito del 9,8% rispetto alle stime del 2020-2021. Tra il 2010 e il 2020 il numero dei letti d'ospedale per 10mila abitanti si è ridotto da 9 a 5. Attualmente l'India è al 155° posto su 167 (centosessantasette) Paesi per disponibilità di letti, e ha 5 letti e 8,6 medici ogni 10mila abitanti. L'India rurale, che costituisce il 70% della popolazione, ha solo il 40% dei letti d'ospedale disponibili nel Paese.
In questo contesto si è diffuso il coronavirus. A Marzo dello scorso anno le cose per l'India, che attendeva i vaccini, sono cambiate: una nuova forte ondata della pandemia ha travolto tutto il territorio. Ma la vaccinazione è stata per le classi borghesi: al 24 Marzo 2021 solo lo 0,4% della popolazione aveva ricevuto una dose di vaccino, 53,15 milioni di persone, su di una popolazione di 1,38 miliardi di persone!
Sono state sospese le forniture all'estero dei vaccini di AstraZeneca. L'India ne esportava il 38% dei commercializzati nel mondo. La gigantesca industria farmaceutica indiana aveva dato la precedenza ai migliori offerenti: i Paesi più ricchi.
Mentre nel mondo sei lavoratori/lavoratrici su dieci sono nel settore informale (lavoro nero, senza diritti e senza protezione), in India nel settore informale è il 70% della manodopera. Un Paese diventato una potenza economica e politica, che presenta le tipiche stimmate dello sfruttamento capitalistico e delle ingiustizie sociali. L'India è una delle comunità più diseguali del mondo.
L'India si presenta come comunità religiosa, ma nella realtà questa immaginaria comunità è lacerata da drammatiche disuguaglianze. La cosiddetta comunione spirituale non solo è indifferente alla sorte dei più emarginati e vulnerabili, ma è anche una maschera che nasconde la gerarchia temporale e materiale.
Secondo il World Inequality Report 2022, il 50% della parte inferiore della popolazione indiana ha un reddito medio annuo di 53.610 rupie, quello del 10% della parte superiore della popolazione è 22 volte maggiore, uno dei divari più ampi al mondo. Fondamentalmente, la fusione di religione, politica e nazionalismo, offuscano costantemente le più profonde divisioni sociali.
Le disuguaglianze di classe sono intrinsecamente legate alle caste. I Dalit, le caste più svantaggiate, e gli Adivasi, subiscono una spoliazione spaventosa, assieme al peso delle crisi economiche. Al governo è da sette anni Narendra Modi, uomo forte del partito nazionalista indù.
Sul piano geopolitico, l'India fa parte dei cosiddetti BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica). Gli Stati Uniti sono riusciti a rompere questo polo capitalistico mondiale nella guerra fredda in atto contro Russia e Cina. Il Brasile e, in parte, anche l'India sono stati portati nella propria orbita.
Intanto, il governo indiano ha iniziato il dispiegamento del sistema missilistico di difesa aerea S-400, di fabbricazione russa, nel Punjab, al confine con il Pakistan, al fine di rafforzare la propria capacità di difesa. “Il primo squadrone del sistema missilistico di difesa aerea S-400 è stato schierato nel settore del Punjab, per affrontare le minacce dal Pakistan e dalla Cina”, hanno riportato il 21 Dicembre scorso l'edizioni inglesi dei quotidiani “India today” e “Times of India”, citando fonti governative indiane.
L'annuncio è stato rilasciato dal direttore del Servizio federale russo per la cooperazione tecnico-militare (FSMTC), Dimitry Shugaev, all'Air show di Dubai. Fonti militari russe hanno spiegato che nel corso del mese di Dicembre l'India ha ricevuto i primi lotti del sistema missilistico di difesa aerea, chiarendo che l'operatività dell'arsenale militare sarà raggiunta nelle prossime settimane.
Nonostante che l'accordo russo-indiano sul sistema S-400 metta l'India a rischio di sanzioni da parte degli Stati Uniti, le relazioni tra le due potenze imperialistiche sono reciprocamente vantaggiose. Perchè da una parte l'India necessita del sostegno della Federazione russa, per fare fronte alla alleanza Cina-Pakistan, dall'altra la Federazione russa può espandere la propria influenza strategica in un'area cruciale del mondo. Gli Stati Uniti, ovviamente, non accolgono con favore la cooperazione russo-indiana, perchè vedono nell'India un alleato importante per contrastare l'avanzata della Cina.
I rapporti tra India e Cina sono sempre più complicati in relazione alla linea di controllo effettivo, che si estende per 83mila km quadrati. Il Ministero degli esteri indiano ha espressamente criticato la Cina per aver ridenominato il 31 Dicembre scorso 15 luoghi nel Tibet meridionale, che l'India già denomina Arunachal Pradesh.
Contrariamente alle affermazioni indiane, la Cina ha sempre considerato la linea di controllo effettivo parte del proprio territorio, nonostante il fatto che l'India amministri l'area in questione come uno Stato autonomo. Tutto questo non farà altro che incrementare l'escalation dal punto di vista militare tra le due potenze imperialistiche.
Per la sopravvivenza dell'agricoltura indiana, dal 1964 vigeva un regime di sostegno dei contadini con vari mezzi e strumenti. Tuttavia, a causa dei gravi problemi di questa agricoltura, negli ultimi 25 anni, circa 400mila contadini poveri si sono suicidati.
Nel Settembre 2020, Modi ha introdotto tre leggi, definite le ”leggi nere”, con cui si procedeva alla cancellazione di quel regime di sostegno e, liberando il mercato secondo i dettami del neoliberismo, poneva i contadini alla mercè dei grandi gruppi dell'agroalimentare e, in definitiva, dell'agrobusiness capitalistico.
Dal Novembre 2020 centinaia di migliaia di contadini, braccianti e tribali, si sono mobilitati. La lotta è stata pacifica, a fronte della solita violenza della polizia indiana. Lo SKM, la coalizione di circa cinquecento sindacati dei contadini indiani, ha coordinato la mobilitazione.
Provenienti soprattutto dagli Stati del Nord, Punjab e Uttar Pradesh in testa, circa 250mila contadini sono confluiti ai margini di New Delhi, creando enormi accampamenti con cucine, vita comune, biblioteche, ecc. Il tutto è avvenuto nel mezzo della pandemia da COVID-19. Tra il freddo dell'inverno, il covid, e il caldo torrido dell'estate del 2021, sono morte circa 700 persone. I “nostri martiri” li hanno definiti i dirigenti del movimento.
Modi, con il sostegno di molti media indiani, aveva definito ”terroristi” i partecipanti alla mobilitazione, e si era rifiutato di incontrarli. La tenacia e la resistenza dei contadini, alla fine, hanno prevalso. Il 19 Novembre scorso Modi è stato costretto a ritirare queste tre leggi. Tuttavia, la mobilitazione continua, fino a che questa cancellazione delle leggi non venga sancita dal Parlamento indiano.
I protagonisti della lotta, i dirigenti su posizioni classiste e anticapitaliste, considerano questa grande vittoria non solo dei contadini indiani, bensì del movimento contadino su scala mondiale. Uno stimolo potente alle future lotte dei proletari, in India e nel mondo.
Il 17 Dicembre scorso migliaia di giovani lavoratori dello stabilimento di assemblaggio di I Phone di Foxconn nel Tamil Nadu, in India, hanno bloccato l'autostrada Chennai-Bangalore, per chiedere posti di lavoro dignitosi e migliori condizioni di lavoro e di vita.
Foxconn è una delle più importanti multinazionali operanti nel settore della tecnologia, la quarta al mondo per giro d'affari: ha sede a Tucheng, a Taiwan, ma le sue fabbriche sono diffuse in tutta l'Asia, dalla Cina all'India. Produce componenti elettroniche per moltissime aziende Tech, di cui molte occidentali, fra cui Apple, Blackberry, Nintendo, Kindle, Nokia, Sony, Microsoft: circa il 40% delle componenti elettroniche, vendute in tutto il mondo, proviene da questa azienda.
Lo stabilimento indiano produce componenti elettroniche per Apple I Phone. Le proteste allo stabilimento Foxconn indiano sono state innescate da un'intossicazione alimentare in un dormitorio, che ha mandato centinaia di lavoratori in ospedale.
Lo stabilimento impiega circa 16mila persone, l'80% delle quali ha un'età compresa tra i 18 e i 23 anni. La maggior parte dei lavoratori è costituita da migranti e lavoratori a contratto, assunti tramite agenzie o appaltatori esterni e privi di documenti di identità o qualsiasi prova che siano dipendenti Foxconn. Ricevono salari bassi, non hanno accesso alla protezione sociale e incontrano ostacoli nell'adesione ad un sindacato e nelle contrattazioni collettive.
I lavoratori sono costretti a vivere in ostelli, che sono sovraffollati e mancano anche dei servizi di base. Piccole sale, prive di un'adeguata ventilazione e con una capienza massima di 10 persone, ospitano tra le 20 e le 40 persone. Il cibo offerto è di scarsa qualità. I lavoratori possono partire solo in caso di emergenza e le ferie prese vengono detratte dal salario. Ai lavoratori a contratto è vietato utilizzare i telefoni cellulari all'interno dei locali della fabbrica, e i loro movimenti sono limitati.
Nella terza settimana di Dicembre centinaia di lavoratrici hanno subito un'intossicazione alimentare in un dormitorio, messo a disposizione dall'azienda, che ospita più di duemila donne. Quando alcuni lavoratori hanno chiesto informazioni sullo stato di salute delle loro colleghe, la direzione si è rifiutata di rispondere, scatenando la sacrosanta protesta dei lavoratori.
Il 6 Gennaio sei lavoratori sono morti, a causa della fuoriuscita di gas tossico da una cisterna, parcheggiata vicino a una fabbrica di tinture, nel distretto di Surat, nello Stato indiano del Gujarat e almeno 25 lavoratori hanno perso conoscenza dopo aver inalato fumi tossici. ”L'autocisterna stava cercando di smaltire illegalmente sostanze tossiche”, ha rilevato Basant Pareek, Capo dell'Ufficio principale dei Vigili del fuoco di Surat.
In India vediamo le stesse politiche contro i lavoratori, adottate da tutti i governi borghesi del mondo. Flessibilità del lavoro, precariato, lavoro nero, e tutti i trucchi che permettono ai capitalisti di risparmiare sul pagamento dei salari. I proletari indiani devono continuare la loro lotta per il miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita.
La nostra solidarietà internazionalista, per essere davvero incisiva, deve partire dalla lotta di classe contro la borghesia di casa nostra, per costruire ovunque una società nuova, finalmente liberata dal capitalismo, in grado di tutelare l'ambiente e soddisfare i bisogni umani.

Alternativa di Classe

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