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"Incidenti"

(6 Novembre 2010) Enzo Apicella
Esplode la Eureco di Paderno Dugnano: sette operai feriti, quattro rischiano la vita. In Puglia tre morti sul lavoro nell'ultima settimana

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(Di lavoro si muore)

PER IL PROFITTO SI CONTINUA A MORIRE

IL GOVERNO I PADRONI E SINDACATI SONO COMPLICI DI QUESTA MATTANZA, DA INIZIO ANNO SONO GIÀ 92 I MORTI

(1 Febbraio 2022)

morti sul lavoro

Oggi ancora una volta tre lavoratori, tre persone sono morte per infortuni sul lavoro.

Il primo è avvenuto a Fusina, in provincia di Venezia, un operaio di 50 anni è morto sul colpo, dopo essere precipitato da un’impalcatura all’interno dell’azienda “Ecoprogetto”.

Il secondo “incidente” mortale si è verificato, a Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova, dove un agricoltore di 56 anni è morto dopo essere stato travolto dal mezzo che stava conducendo.

Il terzo operaio di 58 anni è morto a Sora, in provincia di Frosinone, dopo essere stato colpito da una lastra sollevata forse dal forte vento.

Sul lavoro si continua a morire e non bastano le chiacchiere di governo, Istituzioni e sindacati confederali a fermarle. I padroni continuano a uccidere e rimanere impuniti. La sicurezza sui luoghi di lavoro un miraggio irraggiungibile in una società che considera normale lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e che mette il profitto prima della vita umana, dove i sindacati filo padronali contrattano al ribasso il prezzo della forza lavoro sulla pelle dei lavoratori.

Secondo i dati pubblicati dall’Inail, in tutto il 2021 le morti sul lavoro in Italia sono state 1.221, il 12 percento in più rispetto al 2019, per una media di 3,35 morti al giorno. Nel primo mese di quest’anno si erano già contati 89 decessi. Secondo l’Inail, su 7.486 aziende ispezionate nel corso del 2020, l’86,57 percento è risultato irregolare. Naturalmente i dati Inail non tengono conto dei lavoratori in nero.

Ben peggiori i dati dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro che conta 1404 morti sul lavoro nel 2021.

Basta lacrime, basta chiacchiere è arrivato il momento della lotta. Non si può continuare a morire per i profitti dei capitalisti.

I lavoratori devono prendere in mano il loro destino senza delegare alle istituzioni la difesa della sicurezza nei luoghi di lavoro e la loro salute. Bisogna che tutti i lavoratori, organizzati e non, si organizzino e spingano per uno sciopero generale contro gli assassini: padroni e governo.

I morti sul lavoro sono omicidi. I sindacati che non difendono la salute dei lavoratori organizzando uno sciopero generale contro le morti sul lavoro sono complici del sistema di sfruttamento capitalista e corresponsabili di questi omicidi.

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

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