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La classe operaia va in fumo

La classe operaia va in fumo

(8 Settembre 2011) Enzo Apicella
L'articolo 8 della manovra economica permette i licenziamenti senza giusta causa

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    BUGIE E VERITA’

    IPOCRISIA E VIOLENZA DELLA BORGHESIA IMPERIALISTA

    (9 Febbraio 2022)

    il nemico è in casa nostra

    Gli apologeti del sistema capitalista/imperialista, politici, sindacalisti, mass-media, scienziati di regime, ecc, pagati profumatamente e finanziati economicamente con grandi finanziamenti e privilegi dai loro padroni continuano a tessere le lodi dei loro padroni, dipingendo il sistema capitalista sempre più dittatoriale come “democratico”, il migliore dei mondi possibili.

    Per aumentare i loro profitti, i padroni attuano delocalizzazioni, licenziamenti, salari da fame, precarietà e sacrifici ai proletari, agli sfruttati, e contro chi si ribella usano la violenza “legale” della classe dominante, dello stato, per difendere e mantenere i loro privilegi.

    I borghesi (di destra o di sinistra), sono sempre pronti a denunciare, condannare e reprimere l’autodifesa degli sfruttati. La lotta contro lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e la resistenza dei paesi che si oppongono alla penetrazione imperialista sono criminalizzate e bollate come violenza contro il sistema “democratico”.

    I capitalisti, gli imperialisti che nascondono dietro la parola “democrazia” gli interessi della loro classe di sfruttatori non esitano a esportare in tutto il mondo anche contro il volere dei popoli.

    I capitalisti condannano la violenza di chi si ribella e lotta ogni giorno per mettere insieme il pranzo con la cena ma, pur di salvaguardare i loro profitti, non esitano ad ammazzare donne, uomini e bambini con le armi, le bombe, o per fame, sete e malattie.

    Il terrorismo degli stati imperialisti e capitalisti che riempie le galere e i cimiteri di tutto il mondo è chiamato “difesa della democrazia” a “tutela della pace”.

    Da sempre i paesi imperialisti e le multinazionali che fanno maggiori profitti sono quelli che più ammazzano, inquinano e distruggono il pianeta. Nella loro “libera” stampa di regime gli sfruttatori sono fatti passare per benefattori dell’umanità e amanti della pace, e della salute collettiva del popolo.

    Paesi come gli Stati Uniti - che nella sola guerra del Vietnam spesero 676 mila milioni di dollari per distruggere vite umane e natura, e che solo in esplosivo hanno buttato in Vietnam l’equivalente di duecento bombe di Hiroshima - si vantano di essere capofila dell’esportazione della “democrazia”.

    Nella società borghese gli operai, continuamente posti sotto il ricatto della perdita del posto di lavoro e del salario, vivono o sopravvivono, con una pistola puntata alla tempia e devono sottostare al padrone, e quando settori di operai si ribellano pagano a caro prezzo la loro insubordinazione.

    Dividere i proletari mettendoli gli uni contro gli altri serve al capitale per mantenere il suo dominio.

    Oggi ai vecchi metodi di divisione il capitale ne ha aggiunti altri prendendo a pretesto la pandemia.

    Chi si ribella, chi lotta contro il Green pass e l’obbligo vaccinale, è criminalizzato dal governo e Confindustria, sindacati di regime e anche da alcuni sindacati di “base”.

    Anche alcuni compagni dell’area che si definisce “rivoluzionaria”, che proclama che "lo stato borghese si abbatte non si cambia", sono diventati di fatto sostenitori della politica sanitaria del governo e dei padroni .

    I lavoratori non vaccinati o che non possiedono il Green pass sono espulsi dal posto di lavoro, ridotti alla fame, confinati in una forma di apartheid che separa all'interno del paese i vaccinati dai non vaccinati come si faceva in USA o in Sudafrica tra bianchi da una parte e neri, meticci e indiani dall'altra. Oggi la “democratica” società italiana costringe i non possessori di Green pass a vivere ai margini della società in uno stato d’inferiorità, alla faccia della repubblica nata dalla resistenza.

    Oggi si arriva al paradosso che il pensionato affamato o il lavoratore disoccupato che ruba una mela o una scatoletta di carne da un supermercato o un ladro che ruba una borsa da un’automobile è condannato a una pena maggiore rispetto all’imprenditore responsabile della morte di decine di operai o che inquina interi territori come all’Ilva a Taranto.

    L’attacco delle condizioni di vita e di lavoro, i tagli alla sanità, alla scuola, il restringimento dei diritti, non solo ci fa tornare indietro di cento anni, ma sta trasformando la società in una grande caserma, e i luoghi di lavoro, uffici e fabbriche, in campi di concentramento in cui l’unica legge applicata è quella del padrone, senza alcuna mediazione.

    Per secoli la cultura dominante ha insegnato alle classi sottomesse la rassegnazione, a inchinarsi e accettare le sofferenze con cristiana, o altra religiosa, pazienza come se il potere dei potenti di turno fosse frutto di una volontà divina e non degli uomini di una determinata classe sociale che difende i suoi interessi.

    Il diritto del più forte è legge e il principio di uguaglianza sancito anche dalla Costituzione Repubblicana Italiana che stabilisce che siamo tutti uguali davanti alla legge è una grande bugia.

    La società borghese -con le sue forme di democrazia delegata - di là dalle forme di governo e degli schieramenti politici, usa tutti gli strumenti e i mezzi per non farci pensare con la nostra testa; con la disinformazione attuata dai media di cui sono proprietari, sostenendo e predicando il fatalismo affermando ”che mai nulla cambierà” cercano di portare alla rassegnazione le classi sottomesse.

    La lotta si fa sempre più cruenta. La borghesia mondiale e italiana, come già fece in passato, commetterà ogni tipo di atrocità e delitti per impedire che il proletariato organizzato abbatta il suo potere e costruisca un sistema sociale socialista, in cui si abolisce la proprietà privata dei mezzi di produzione e si lavora non per il profitto di pochi ma per soddisfare i bisogni dell’immensa maggioranza degli esseri umani.

    Michele Michelino - Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli”

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