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(12 Febbraio 2022)

Un dialogo tra due infermieri (F. e Francesco Cappuccio)

nuovo si cobas

Ciao Francesco,
concordo sostanzialmente con le tue affermazioni, e nemmeno noi vogliamo le guerre di religione. Ma...sarete ben consapevoli che la posizione del tuo sindacato é x sua natura non oggettiva, quando tu stesso affermi che "noi siamo x le vaccinazioni", intendi  che siete x l'obbligo vaccinale? Perché é lì il nodo cruciale.

Si può essere al fianco di TUTTI i lavoratori, difendendo la libertà di scelta, senza entrare nel merito di quale sia quella giusta, in quanto per la specifica situazione del singolo individuo, la scelta sul SUO corpo può essere quella giusta.
Sull'etica del fare il bene della collettività, se ne poteva parlare nella prima fase della campagna vaccinale, ora non più. E x molteplici ragioni, oltre a quelle già dette: cure sbagliate, se non addirittura cure negate. Avrebbero salvato migliaia di vite, c'erano già dopo pochi mesi, ma sono state boicottate , e ora lo sappiamo tutti. E una marea di effetti collaterali (oltre a effetti avversi gravi, e talvolta fatali) dopo prima, seconda, o terza dose, che si cerca ancora di nascondere, ma é sempre più difficile, perché sono i vaccinati stessi a rendersene conto.

Si potevano difendere i diritti di tutti, vaccinati e non, e difendendo il diritto al lavoro anche di chi ha fatto una scelta diversa dalla vostra(perché sì, voi avete preso una precisa posizione), avreste contribuito un poco a contrastare le divisioni, mentre così avete fatto anche voi il gioco del governo, e dei confederati.
Naturalmente questo è unicamente il mio parere. Ciao Francesco! 

Ciao F., siamo per la vaccinazione anti covid-19 così come siamo per le molte applicazioni della scienza medica. Siamo ad esempio per l’utilizzo dell’insulina per curare il dismetabolismo dei glucidi. Siamo per l’utilizzo delle trasfusioni per i casi gravi di anemia e via di questo passo.
Naturalmente non ci nascondiamo affatto che i vaccini più usati in Occidente (quelli a Mrna) sono stati apprestati in fretta e furia, bruciando i tempi della sperimentazione, magari per riuscire a battere sul tempo Cina e Russia.
Ma, dopo somministrazione di miliardi di dosi (ripeto: miliardi), quello che si può dire è che sono utili ad evitare le forme più gravi e, in molti casi, la morte, anche se non sono in grado di immunizzare completamente e di impedire, quindi, che il vaccinato contagi.
Per queste ragioni ci siamo dichiarati contrari all’obbligo vaccinale, anche per il personale medico e sanitario, perché comprendiamo che ci siano esitazioni, dubbi e resistenze a vaccinarsi, fondate proprio su queste circostanze.
Ritenere utili i vaccini (con una preferenza per quelli tradizionali) è altra cosa dall’essere per l’obbligo vaccinale. Spero ti sia chiaro.
Scelte di questo tipo non sono ne’ soggettive ne’ oggettive, sono il punto d’arrivo di acquisizioni medico scientifiche. Questo approccio non impedisce valutazioni critiche sui benefici e i rischi. Tra questi le reazioni avverse legata alla natura dei farmaci e dei vaccini. Di tutti i farmaci e di tutti i vaccini, però.
Farmaco è una parola che deriva dal greco e significa rimedio ma anche veleno. Non c’è solo l’azione del farmaco sull’organismo (farmacodinamica) ma anche l’azione dell’organismo sul farmaco (farmacocinetica).
La scelta di vaccinarsi o non vaccinarsi va riferita a questi parametri. Parametri che vanno osservati e verificati secondo criteri statistici. Ma un ruolo in questo può essere assolto anche dal buon senso.
Ritorno all’esempio del diabete : se le cellule del langerhans non producono a sufficienza l’insulina e vado a correggere il deficit con gli ipoglicemizzanti o con l’insulina, e verifico che se ciò ristabilisce l’equilibrio metabolico, non sto a pormi problemi filosofici-esistenziali di libera scelta.
Ne discende che mi sentirei di consigliare a chi soffre di questa malattia l’utilizzo di questi farmaci. Avendo chiaro, e facendo chiaro, che tutto è relativo.
Ecco, noi abbiamo ragionato in questi termini nel ritenere utile la vaccinazione per contrastare la diffusione del covid-19, e soprattutto per parare le sue conseguenze più gravi. Ma abbiamo anche ampiamente argomentato che per contrastare le epidemie che sono un’aggressione non al singolo organismo (non tutti hanno il diabete), occorre alzare degli scudi di difesa collettivamente, attraverso una molteplicità di strumenti, perché il virus aggredisce tutti e non selettivamente.
Mi rendo conto che a questo punto del mio ragionamento hai tutte le ragioni per dire “che palle”!, ma se non affrontiamo la questione dal punto di vista epidemico (disciplina medica particolare), invece di discutere secondo parametri scientifici, facciamo discorsi astratti, astrusi e metafisici.
Tutto qui. Di fronte a 5.705.754 vittime dell’epidemia nel mondo e circa 150.000 in Italia, a noi è sembrato responsabile e doveroso indicare la scelta del vaccino. E nella misura in cui questi vaccini sono solo parzialmente efficaci, auspichiamo la messa a punto di vaccini più efficaci (vedi il nostro ultimo comunicato). Questo al netto del fatto che i percorsi della ricerca scientifica sono condizionati dalla proprietà che è un tutt’uno con la ricerca del profitto.
Certamente, in un assetto sociale senza proprietà privata non avremmo questi limiti e questi condizionamenti, ma la direzione da intraprendere sarebbe la stessa – lo faremmo, è ovvio, con molti meno pensieri e dubbi.
Consapevoli dei limiti e dei condizionamenti della ricerca e della sanità al tempo del capitalismo e dentro una società capitalistica (del resto, qui viviamo, in una società capitalistica), dobbiamo condurre delle battaglie di resistenza allo strapotere di interessi che nulla hanno a che vedere con la salute e il benessere delle popolazioni.
Non possiamo aspettare che il sole dell’avvenire illumini la strada che dobbiamo intraprendere per difenderci dall’irrazionalità di un sistema che non si attaglia affatto ai bisogni dell’umanità, e che anzi vive dello sfruttamento di chi la ricchezza sociale produce.
Per questo a marzo 2020 dicemmo in tanti magazzini: ci asteniamo dal lavoro, non ci fidiamo dei padroni, che se ne fregano della nostra salute, vogliamo misure di protezione efficaci – mettendo così a rischio anche il posto di lavoro.
Ma se questo è il quadro, di quale libertà di scelta parliamo? La scelta di vaccinarsi pur nelle condizioni che oggi la scienza medica può offrire, non è altro che una necessità (per limitare i danni). Oltre questo perimetro medico che è il punto d’arrivo di secoli di studi (punto d’arrivo non definitivo perché è proprio della scienza approdare ad altri arrivi e ripartenze), cosa si può proporre in alternativa?
Il Nulla? Oppure altri farmaci apprestati dalla stessa scienza borghese, e nonostante questo miracolosi?
La libera scelta di non scegliere e di negare per non scegliere?
E’ una scelta di lasciar fare alla natura, non sempre benigna, al fato al destino o alla immunità di gregge? Avremmo salvato la libera scelta accompagnata, però, da un corteo di morti con ogni probabilità ancora più lungo.

Perché chi esalta in modo acritico l’immunità naturale, passa sopra un piccolo particolare che è questo: il nostro sistema immunitario è il risultato delle condizioni economico-sociali-ambientali in cui viviamo, il genoma è sociale, e il sistema immunitario degli appartenenti alla classe lavoratrice è di sicuro più malandato di quello delle alte classi proprietarie, che non a caso vivono in media 5-7 anni, e anche di più, dei lavoratori, e specie degli operai. Non a caso la tesi “lasciamo circolare liberamente il virus” chi l’ha sposata? Johnson, Trump, Bolsonaro che non chiamerei amici nostri.

Alle volte mi sembra che compagne/i come te facciano propria questa logica. Ma in questo modo di procedere c’è solo lo spianare la strada al dilagare delle pandemia che troverà consenzienti chi tutto sacrifica agli interessi economici, costi quel che costi in termini di vite e di salute. Questi hanno messo in conto che un certo numero di morti è più che compatibile per la tenuta del sistema, anzi è una utile riduzione dei costi.
Le politiche sanitarie, oltre a non attuare una serrata lotta al covid-19, che dovrebbe partire dalla medicina preventiva e di comunità, non offrono risposte alla domanda generale di salute, ed è cosi che il governo ha buon gioco nell’indicare nei “no vax” i responsabili della situazione.
Si è veramente convinti che la scelta di non vaccinarsi non faccia dormire sonni tranquilli allo stato padrone? Beh, allora c’è molta, molta ingenuità.
Vorrei in conclusione che mi spiegassi in che modo noi siamo collaterali al governo. Se almeno per un momento non si guardasse il panorama sociale attraverso l’oblò della pandemia, potremmo meglio osservare quello che tu definisci “diritto del lavoro”, e scoprire chi sta con il governo e i padroni e chi no.
Si scoprirebbe che questo cosiddetto diritto del lavoro dipende dalla forza che mettiamo in campo, dipende dalla lotta contro i licenziamenti e anche chi è sottoposto all’obbligo vaccinale dovrebbe collegarsi agli altri comparti del mondo del lavoro per difendersi dando e ricevendo sostegno nella lotta.
Noi questo lo stiamo facendo.
Adil è morto in questa lotta, decine e decine di lavoratori sono segnati quasi quotidianamente a sangue dalla violenza padronale e statale. Questo ci costa fogli di via, licenziamenti, intimidazioni, denunce, processi e altro ancora.
In questa nostra azione siamo andati oltre le differenze di credo religioso, di etnia, di lingua, e ci siamo ritrovati come fratelli nella lotta contro questo governo. Ti assicuro che questo nostro impegno non ci lascia neanche un respiro per intavolare giochi con governo e confederali. Per cui trovo senza nessuna base di realtà questa accusa, la avverto francamente gratuita.
In conclusione noi siamo per la difesa dei lavoratori, anche di chi sulla questione dei vaccini la vede diversamente da noi.
Abbiamo nemici comuni: il governo, direzioni sanitarie, organi professionali, sindacati di regime, Ichino, partiti, media, ecc., tutti allineati contro i lavoratori sin dal 19 febbraio del 2021 quando noi prendemmo posizione contro la strumentalità dei provvedimenti che si andavano annunciando.
Da allora non abbiamo cambiato posizione di una virgola.
Esiste un mondo oltre il mono tema covid-19 e i vaccini. Dobbiamo restare uniti perché c’è un sistema da combattere.
Ti saluto con affetto, Francesco Cappuccio

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