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CANADA – ITALIA – UCRAINA/RUSSIA: COSA ABBIAMO DA DIRE E COSA ABBIAMO DETTO

(12 Febbraio 2022)

Volantone in distribuzione in due iniziative contro la certificazione verde che si svolgono a Udine il 12 febbraio (è comprensivo di due prese di posizione dell'Assemblea Militante)

Qui di seguito riportiamo due prese di posizione dell’Assemblea Militante (rete nazionale di compagni alla quale partecipiamo): una sull’importantissima lotta dei camionisti canadesi che abbiamo diffuso anche oltre i confini nazionali; la seconda in vista dello sciopero nazionale indetto per il 15 febbraio che deve riuscire il più incisivo possibile, auspicando che il soggetto decisivo per fermare la mano del governo cioè la classe lavoratrice, il proletariato – anche solo un suo settore come è stato per i portuali di Trieste – faccia sentire la sua voce e il suo decisivo peso rispetto ad una situazione di oppressione non più tollerabile, se è vero come è vero che ci troviamo in regime di apartheid. E non serve dire altro! La crisi globale del capitalismo, a cui la “cura” capitalistica della malattia Covid 19 è collegata, ora ci riserva anche una possibile guerra alle porte che intanto e di sicuro martirizzerebbe le popolazioni di Ucraina, peraltro già stremate dalla “pace” capitalistica gestita dal governo nazionale che è, come quelli precedenti, niente altro che una marionetta nelle mani dei poteri imperialisti di America e di Europa e della Nato, loro braccio armato.

I grandi blocchi di potere capitalistico – Usa, Europa, Russia, Cina – si contendono ferocemente spazi vitali, fette di terra e zone di influenza sulla pelle dei popoli, senza alcun scrupolo profittando di antiche zizzanie (nazionaliste, religiose e quant’altre) fra gli stessi e seminandone di nuove. Non c’è un blocco capitalistico “aggressore” rispetto ad un altro “pacifista”. Non abbiamo da scegliere un sistema di alleanze piuttosto che un altro. Nessuna indipendenza e sovranità è possibile se non fuori e contro tutte le grandi concentrazioni di potere capitalistico. Il primo compito per fermare la macchina della guerra alle porte è di battersi contro il proprio governo, la propria borghesia, il proprio imperialismo tricolore e italiano che, per quanto dipendente dal padrone d’oltreoceano, ha dato dimostrazione di sé nelle guerre – pardon: nelle “missioni di pace” – in Irak, in Jugoslavia, in Libia, in Afghanistan ecc. solo per restare ai tempi recenti.VIA LE BASI NATO! ALLA GUERRA FRA GLI STATI RISPONDIAMO CON LA LOTTA SOCIALE E DI CLASSE DENTRO GLI STATI che sono macchine tutte al servizio di Sua Maestà il capitale.

10/2/2022
NUCLEO COMUNISTA INTERNAZIONALISTA mail: info@nucleocom.org

A FIANCO DEI CAMIONISTI CANADESI CONTRO I GOVERNI DEL CAPITALE!

L’Assemblea Militante solidarizza pienamente con la lotta dei camionisti canadesi e della popolazione che si sta unendo attorno ad essi per realizzare gli obiettivi, che non sono “corporativi”, ma di liberazione dell’intera società dall’obbligo vaccinale e dal sistema di controllo/discriminazione instaurato dal governo. La nostra solidarietà non è in alcun modo condizionata dai palesi tentativi di strumentalizzazione politica manifestati da compagini sovraniste e reazionarie e che nulla hanno a che vedere con le dinamiche di classe e con gli obiettivi più autentici espressi dalla lotta.

L’Assemblea Militante ritiene che l’azione di forza, cioè il pronunciamento di massa e di piazza contro i dispositivi statali di gestione della “crisi pandemica”, falsamente motivati e presentati come volti alla tutela della salute pubblica e dell’interesse sociale della collettività, sia la vera medicina, intanto per tutelare la salute e l’incolumità individuale e collettiva dalle sperimentazioni vax imposte attraverso i più subdoli ricatti (dagli esiti ignoti in quanto sperimentazioni), e poi per sbarrare la strada al tipo di società che il potere del capitale intende altrettanto imporre: società-galera di uomini controllati e tracciati in ogni istante e in ogni loro movimento, sul posto di lavoro e fuori; uomini trasformati in QR code. La nostra medicina è il virus della lotta collettiva anti-governativa, della comunità di lotta opposta al distanziamento sociale e all’atomizzazione degli individui. L’Assemblea Militante perciò è impegnata nella diffusione il più possibile contagiosa di tale virus-lotta di cui appunto i camionisti canadesi sono esemplari portatori, perfettamente sani.

Esemplari e sani: essi stanno dando – a -20° ed anche in certi luoghi della lotta a -35° di temperatura!!! – una straordinaria (e tonificante) dimostrazione di forza andando contro gli ordini di scuderia delle loro stesse associazioni sindacali, tipo la CTA (Canadian Trucking Alliance), perfettamente allineate agli ordini governativi. Associazioni e sindacati dei lavoratori che sono in Canada, come in tutti i paesi, pilastri del consenso sociale garantito, fino ad ora (fino ad ora!), alle infami politiche governative di pretesa “cura” e disciplinamento sociale che in alcuni paesi, come il nostro: paese cavia-Italia, sono giunte ad instaurare un regime di vero e proprio apartheid.

Esemplari e sani: i camionisti canadesi hanno rigettato le offerte e gli adescamenti che i datori di lavoro hanno messo sul piatto pur che accettassero la sottomissione. Offerte non da poco a quanto apprendiamo: aumenti della paga fino al 15% per i salariati delle compagnie di spedizione e fino al 7/8% per gli “owner-operators”, cioè per i “padroncini”. (cfr. https://cantruck.ca/vaccine-mandate-leading-to-better-driver-pay-carrier/). I servi del capitale in servizio permanente dentro la classe lavoratrice quali sono i vertici delle associazioni sindacali “ufficiali”, riducono tutto ad una questione di soldi. Pensano da buoni e miserabili borghesi di poter, con i soldi, comprare tutto e di poter tutto sedare. Finché bastano i “sedativi” in moneta sonante. Quando non bastassero i “sedativi”, allora c’è il bastone in arrivo, cioè la repressione aperta per il ripristino dell’ordine violato dalle orde dei “razzisti e nazistoidi” come dice il vigliacco e fuggiasco capo del governo Trudeau dei camionisti ribelli.

La lotta si avvia verso momenti cruciali. Se (se) i camionisti e la massa popolare stretta attorno ad essi non accetteranno di smobilitare fino al conseguimento degli obiettivi (o una credibile garanzia di revisione delle politiche governative) è il potere del governo ad essere messo in discussione. E un cedimento del governo canadese, tanto più dovuto ad un movimento di massa e di piazza, difficilmente potrà essere “gestito” entro i confini nazionali e cioè non dilagare, contagioso esempio di lotta e di galvanizzazione per milioni e milioni di uomini e donne oppressi e traumatizzati, in specie nei paesi occidentali, dal presente incubo. Difficilmente potrà essere, più in generale, tollerato dall’ordine borghese, senz’altro non digeribile dalla frazione borghese liberal-progressista attualmente prevalente in Occidente, a cominciare dagli Usa di Biden.

Il governo non può quindi, per motivi evidenti di ordine interno e meno evidenti ma altrettanto pesanti di ordine (borghese) internazionale, cedere alla piazza. Deve in qualche modo “ricondurla alla ragione”. Possibilmente con “le buone” oppure, e non ci sono santi, con le cattive. Ma, “le cattive” vanno preparate. L’uso del bastone va preparato.

L’uso del bastone da parte del governo canadese deve essere però preparato e accompagnato da una mobilitazione di “consenso popolare” pro-governativo. In questo senso sono decisivi non tanto lo schieramento dei vertici e degli apparati delle istituzioni sindacal-politiche del movimento operaio, uno scontato schieramento pro-governativo cioè pro-repressione, ma – il che non è affatto scontato – della classe lavoratrice organizzata e indirizzata da questi apparati.

L’altrettanto scontato “tema” che la mobilitazione pro-regime utilizzerà per preparare e accompagnare la repressione sarà quello del campo della ragione-della scienza-del progresso-dei “valori progressisti”-dell’“antifascismo” e via dicendo in fatto di politically correct opposto all’orda troglodita e camionara del campo reazionario-oscurantista-razzista… e chi ne ha più ne metta. Prevedibilmente dentro a questa agitazione “progressista” volta a preparare il terreno alla repressione si tufferanno, per quel poco o tanto che contino, tutti i settori della sinistra e il grosso della cosiddetta “estrema-sinistra” (come avviene nel caso australiano e neozelandese, come avviene in Germania e insomma dovunque in Occidente). A tutti i rivoluzionari dei “salotti buoni”, sempre pronti a storcere il naso e a infangare le mobilitazioni apparentemente “spurie”, ricordiamo che la storia deraglia spesso e volentieri al di fuori dei loro schemi scolastici: per fare un solo esempio, la rivoluzione russa del 1905 cominciò con una marcia che inalberava vessilli religiosi, guidata da un ambiguo prete ortodosso... Oggi come allora bisogna guardare dietro la superificie: sotto la crosta di linguaggi e simboli che spesso non ci appartengono, si agita e si muove la lotta di classe, oggi diretta contro il potere del capitale totale.

L’Assemblea Militante si augura e si schiera perché la classe lavoratrice non cada in questo, prevedibile, tranello né in altre subdole insidie tese dal governo (come i disagi dovuti ai mancati rifornimenti di generi alimentari e altri provocati dalla lotta). Perché neghi ad esso ogni consenso. Non si faccia complice della repressione che Trudeau e i poteri capitalistici che gli stanno dietro si stanno preparando ad attuare SE non riuscissero ad addomesticare (“all’italiana”: vedi “l’esemplare” gestione con cui si è addomesticato il ribelle porto di Trieste) i lavoratori della strada canadesi.
L’Assemblea Militante è schierata con la lotta dei brutti, sporchi e – finalmente – cattivi camionisti canadesi. E per la vittoria della “loro” lotta. Al diavolo i progressisti di tutto il mondo! Che l’azione di forza in corso sul teatro canadese dia fuoco alle polveri, in una serie di pronunciamenti di massa e di piazza a catena in grado di far crollare il castello di menzogne e la realtà da incubo nella quale siamo piombati.
6 febbraio 2022
Assemblea Militante

15 FEBBRAIO: REAGIAMO CON LA LOTTA SUI POSTI DI LAVORO E FUORI!
Con l’entrata in vigore a inizio mese dell’obbligo vaccinale per gli over 50, dal 15 febbraio i lavoratori che non accetteranno di piegarsi alla vaccinazione e ai provvedimenti governativi sul lasciapassare saranno sospesi dal lavoro senza salario, come è già avvenuto per i lavoratori di sanità, scuola e di altre categorie.

Questo ennesimo ricatto non ha nulla di sanitario. Anche chi ha seguito scrupolosamente le indicazioni del governo, di fronte a vaccinati che si contagiano e contagiano e a un numero di morti simili a quelli di un anno fa, comincia a sospettare che la divisione costruita con cinismo tra vaccinati e non sia servita, serva e servirà solo a indebolire e azzerare la difesa di classe contro i capitalisti.

L’obiettivo vero del governo è, infatti, quello di imporre alla stragrande maggioranza della popolazione una restrizione sempre più marcata degli spazi di libertà personale, sindacale, politica e persino delle normali relazioni sociali. Un disciplinamento e un controllo asfissiante di cui il green pass costituisce solo un primo strumento per passare al passaporto digitale, strumento per registrare ogni attività di ciascun cittadino che permetterà allo stato di decidere quali attività permettere e quali vietare a chi non obbedisce alle sue disposizioni. Così si potrà procedere senza intralci a nuovi attacchi alle condizioni di vita e di lavoro degli sfruttati.

Già ne vediamo le premesse:
- miliardi ai grandi capitali finanziari e industriali in nome della ricostruzione dell’economia, che saranno utilizzati per accelerare processi di ristrutturazione con enormi esuberi e aumenti nello sfruttamento dei lavoratori;
- sblocco dei licenziamenti con centinaia di migliaia di espulsioni e ulteriore diffusione del lavoro precario;
- aumento delle bollette e dei prezzi dei beni di prima necessità mentre i salari restano inchiodati al palo;
- smantellamento ulteriore della medicina territoriale (al quale contribuiscono generosamente le sospensioni dei renitenti al vaccino e il trasferimento del personale sanitario nella vaccinazione di massa) e ulteriore mortificazione di una scuola ridotta a sfruttare (e uccidere) i giovani nell’alternanza Scuola/lavoro;
- la sempre più dura repressione degli studenti e dei lavoratori combattivi in lotta per la difesa del posto di lavoro e il divieto dei cortei, ancora una volta “giustificato” in nome dell'”aumento dei contagi”.

La possibilità di tornare a difendere efficacemente le proprie condizioni di vita e di lavoro è strettamente legata alla lotta contro la gestione autoritaria e militarizzata della pandemia. Occorre perciò rompere questa gabbia che progressivamente ci stanno costruendo intorno.

Nei mesi scorsi, a partire dall’imposizione dell’obbligo del green pass, nelle piazze italiane, e non solo, si è sviluppato un poderoso movimento di opposizione alla svolta autoritaria dello Stato.

Solo in alcuni casi, come quello dei portuali di Trieste e di altre città, i lavoratori si sono mossi in maniera solidale e organizzata suscitando consensi e speranze nel resto del movimento. Sebbene quell’esempio sia rimasto abbastanza isolato, anche per l’ostilità dei sindacati che hanno accettato e collaborato con la gestione governativa della pandemia, esso ha indicato la strada da seguire per contrastare la politica del governo:

Solo bloccando le fabbriche e la circolazione delle merci i lavoratori possono dare un colpo decisivo alla gestione autoritaria della pandemia e fornire nuova linfa al movimento che si è battuto contro di essa.

I camionisti canadesi, come già settori operai in altri paesi, stanno dando uno splendido esempio di quale forza possa sprigionare la lotta coalizzata dei lavoratori con il supporto di buona parte della popolazione che non ne può più di tollerare questo cappio al collo che i capitalisti e i governi che li rappresentano stanno stringendo ogni giorno di più.


Ci rivolgiamo a tutti i lavoratori, sia quelli che stanno resistendo agli obblighi di vaccino e del green pass, sia quelli che hanno avuto finora fiducia nella Campagna del Governo:
CREIAMO LEGAMI, DIAMO VITA A COMITATI DI RESISTENZA COLLEGATI TRA DI LORO, COSTRUIAMO UNA MOBILITAZIONE PER IL 15 FEBBRAIO CHE SAPPIA ESTENDERSI E RADICARSI A LIVELLO TERRITORIALE.
In diverse città, come Milano e Torino, comitati di lavoratori stanno già operando in questa direzione insieme a coloro che hanno animato le piazze nei mesi scorsi.
• Fine immediata dello stato di emergenza (che sia di diritto e di fatto)
• Abolizione del green pass sia esso normale o super
• No all’obbligo vaccinale per nessuno

Assemblea Militante

Per contatti ed info: assemblea_militante@inventati.org

Dal Nucleo Comunista Internazionalista

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