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Vicenza, l’ennesimo schiaffo alla Resistenza

Sull'iniziativa pubblica “Le più complesse vicende del confine orientale”

(22 Febbraio 2022)

Vicenza foibe

Sabato 19 febbraio la sezione di Vicenza ha organizzato - insieme alle sezioni provinciali di Rifondazione Comunista, del Partito Comunista Italiano e del Partito del Sud, e a USB Vicenza - un’iniziativa dal titolo “Le più complesse vicende del confine orientale” con la partecipazione della storica Alessandra Kersevan del gruppo Resistenza Storica. Hanno aderito all’iniziativa anche le altre sezioni del Veneto.
Durante l’organizzazione dell’evento abbiamo incontrato e riscontrato la netta opposizione delle istituzioni cittadine.
Inizialmente, infatti, era previsto che esso si svolgesse all’interno della sala conferenze di Villa Lattes, edificio di pertinenza comunale, che avevamo regolarmente richiesto e ci era stata concessa.
Il 14 febbraio però il sindaco della città di Vicenza, Francesco Rucco, ha revocato, mediante un breve comunicato stampa, la sala affermando che le posizioni espresse dalla Kersevan e dalle realtà organizzatrici risultassero “negazioniste sulla tragica vicenda delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata” e perciò “esecrabili sul piano storico e politico e del tutto inconciliabili con gli indirizzi e le linee d’azione dell’amministrazione”.
In risposta all’ostruzionismo istituzionale e alle proteste ipocrite delle organizzazioni irredentiste e neofasciste cittadine (come, per esempio, il Comitato 10 Febbraio che ha definito la nostra iniziativa “uno sfregio alla nostra città” in un comunicato stampa sempre del 14 febbraio) si è deciso comunque di organizzare l’evento e, in mancanza di uno spazio adatto, lo si è trasferito in una delle principali piazze cittadine (Piazza Matteotti), trasformandolo in un partecipato momento di lotta contro il fascismo e il revisionismo storico a cui la Kersevan ha contribuito con una preziosa e precisa relazione storica sulle vicende dell’Alto Adriatico tra il primo e il secondo dopoguerra.

Qui di seguito riportiamo l’intervento scritto dall* compagn* della sezione vicentina per l’occasione.


Ogni anno, in occasione del Giorno del Ricordo, nella nostra città e dovunque assistiamo ad un teatrino squallido e surreale a cui questa volta ha partecipato come primo attore il sindaco Rucco seguito fedelmente dai suoi accoliti.

Il sindaco ha infatti vietato l’uso di Villa Lattes alle nostre organizzazioni con la precisa intenzione di impedire lo svolgimento di un’iniziativa in cui la ricercatrice Alessandra Kersevan non avrebbe in nessun modo negato dei fatti storici come è stato insinuato. Al contrario tali fatti sarebbero stati contestualizzati nella giusta visione di una tragedia storica, ovvero quella delle vittime delle vicende dell’Alto Adriatico, vittime che furono di diversa nazionalità e non solo italiane, e tra le quali sarebbe inaccettabile annoverare fascisti, ex combattenti di Salò e perfino torturatori e criminali di guerra italiani a cui tuttavia ancora oggi vengono conferite onorificenze e medaglie in questo paese.

Il Sindaco Rucco avrebbe evidentemente ammesso soltanto iniziative con quel timbro di Stato elaborato dai fascisti nel 1943 e che ancora oggi vede la partecipazione attiva dell'estrema destra e di alcune organizzazioni del nazionalismo giuliano dalmata. Ma questa retorica ignora totalmente la storia ventennale di un’occupazione italiana - che ha vergognosamente vessato, umiliato, discriminato e ucciso - e che dunque non si può ignorare se si vuole trattare seriamente l’argomento delle foibe.

Ebbene per questo motivo veniamo tacciat* a mezzo stampa di essere dell* negazionist*. Allora è forse il caso di recuperare il vero significato del termine “negazionista”. Negazionista, secondo la Treccani, è un revisionista che non si limita a reinterpretare determinati fenomeni della storia contemporanea ma, con riferimento ad alcuni avvenimenti connessi al fascismo e al nazismo, si spinge fino a negarne l'esistenza per motivi ideologici più o meno dichiarati.

Alla luce di questo riteniamo che il vero negazionismo stia nel collaborare vergognosamente con l’estrema destra nel suo definire queste vicende un “genocidio slavo-comunista contro gli italiani”, nel tentativo di costruire ad arte un parallelo tra i crimini del nazifascismo ed il movimento comunista (jugoslavo ma non solo). E se da un lato, come Partito Comunista dei Lavoratori, non ci riconosciamo minimamente nel titoismo e nello stalinismo, dall’altro ci opponiamo fermamente a qualsiasi equiparazione delle ragioni di chi si schierò per la libertà e la giustizia sociale con quelle di chi sostenne fino all’ultimo il terrore e la tirannide nazifascista.

È questa un’operazione negazionista e vergognosa, una rilettura tendenziosa e autoassolutoria della storia che tende a considerare tutti come vittime e a rimuovere l’esistenza dei veri carnefici; si tratta dunque di un tentativo di abbattere l’argine dell’antifascismo e di ricostruire uno spazio di legittimità per il nazionalismo e l’imperialismo nel campo politico italiano e non solo, ritornando sempre alla vecchia storiella degli “italiani brava gente” che costruiscono le strade nelle colonie e alla falsa rappresentazione dell’imperialismo e del colonialismo italiano come “straccione” e “buono” rispetto a quello di altri paesi.

È la stessa retorica che ha portato l’assessora all’istruzione della regione Veneto, Elena Donazzan, a divulgare un comunicato alle scuole in occasione della Giornata della Memoria in cui viene chiamato in causa, senza alcun nesso logico né tantomeno storico, il fondamentalismo islamico, accusato di avere come obiettivo
una nuova Shoah nella “distruzione di Israele”.

Si è trattato di un atto di pura propaganda sionista, di un’operazione ideologica che ha l’obiettivo di portare la politica reazionaria nelle scuole, decontestualizzando la storia contemporanea, confondendo e gettando fumo negli occhi dell* student*.

Un atteggiamento disonesto, che accomuna la Shoah allo stato di Israele odierno e al fondamentalismo islamico, che ignora l’oppressione del popolo palestinese e che di fatto cancella la memoria dei crimini del nazifascismo nella stessa Giornata della Memoria.

Vogliamo quindi esprimere solidarietà ad Alessandra Kersevan e a tutt* coloro (come, per esempio, lo storico Eric Gobetti pochi giorni fa) che sono stat* vittime di questa ignobile macchina del fango.

Vogliamo infine ribadire l’urgenza di controbattere colpo su colpo ogni rigurgito fascista, anche quando si nasconde dietro la maschera del vittimismo, e denunciare la loro campagna di intossicazione ideologica, sostenuta e foraggiata dalle istituzioni borghesi in funzione chiaramente revisionista e anticomunista, che presenta i cosiddetti infoibati come martiri solo quando italiani, dimenticando volutamente la reale complessità delle vicende in causa; e costruisce narrazioni distorte rispetto alle vicende coloniali e militari dell’Italia post-unitaria e poi fascista.

Partito Comunista dei Lavoratori - sezione di Vicenza

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