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Ce la faremo

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(11 Novembre 2011) Enzo Apicella

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(19 Ottobre 2005)

Alcuni giorni fa all’agenzia delle Dogane e' stato siglato un accordo nell’ambito del contratto integrativo di agenzia che va a definire le linee guida del FPS del 2005. Ebbene il fondo medesimo “gode” di una somma abbastanza consistente (euro 83.985.460,95), frutto per lo piu' di risparmi di gestione, ma alberga al suo interno contraddizioni che avrebbero dovuto invece intaccare il trionfalismo e la compattezza di tutte le organizzazioni sindacali firmatarie.

Partendo “dal lato positivo”, riscontriamo che vi e' l’attribuzione di una posizione retributiva superiore a 7244 lavoratori doganali in 2 tranches, una dal 1 gennaio 2005 e la seconda dal 1 gennaio 2006 ma attenzione passando per il consueto viatico di graduatorie, punteggi e lungaggini facilmente prevedibili che sposteranno in avanti decorrenza ed effettivita' dell’inquadramento. Siamo reduci delle precedenti esperienze che hanno interessato almeno 20 mila lavoratori travolti da procedure di riqualificazione, corsi concorsi, passaggi tra le aree e all’interno di esse, contenziosi vari, scorribande giudiziarie che ancora oggi producono effetti negativi.

Preventivare lo stesso percorso irto, complicato e affannoso ci sembra scontato.

Non sarebbe stato il caso di inquadrare tutti questi lavoratori da subito, senza criteri obsoleti, utilizzando una parte maggiore di FPS e non solo euro 13.722.006,99, esigui rispetto al totale?

Passando “alla parte negativa” ci accorgiamo che il sistema di indennita' accessorie e di produttivita' viene confermato se non rafforzato con una destinazione economica notevole (circa 35 milioni di euro), perpetrando ancora disuguaglianze e disparita'.

Ed infine quello che ci sembra il pezzo peggiore dell’accordo e' la conferma ancora dell’istituto RSP (Retribuzione del Servizio Prolungato) che legittima ancora una volta l’allungamento dell’orario di lavoro e lo “sfruttamento intensivo” del personale doganale, il tutto accompagnato da ben 18 milioni di euro per lo straordinario (sino a 600 ore pro-capite annue) che forse serviranno a coprire qualche servizio carente ma sono un’ulteriore pugnalata alla lotta alla disoccupazione e al risanamento del precariato nelle Agenzie Fiscali.

COBAS Pubblico Impiego
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