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INTERVENTO DEL CLA IN DUE ASSEMBLEE SINDACALI

(16 Aprile 2022)

fronte unico bla bla bla n. 3

Sabato 9 aprile scorso come CLA siamo intervenuti in due assemblee sindacali.
La prima a Milano, nazionale, promossa da diversi sindacati di base.
La seconda a Firenze, regionale, promossa dall’Unione Sindacale di base.
L’assemblea milanese, intitolata “Verso lo sciopero generale e sociale. Contro la guerra e l’economia di guerra”, ha visto la presenza di circa 130 fra lavoratori, militanti sindacali e politici.
Abbiamo già inviato le due mozioni finali.
I sindacati promotori erano Cub, Sgb, Adl Varese, Unicobas, Usi Cit, Cobas Sardegna.
Fra i sindacati non promotori erano presenti SI Cobas, Slai Cobas per il Sindacato di Classe, Slai Cobas, i Cobas Sanità Università Ricerca. Assenti (ci pare) Usb, Confederazione Cobas, Adl Cobas, Sial Cobas.
L’assemblea ha sancito la decisione di proclamare uno sciopero generale contro la guerra e l’economia di guerra per venerdì 20 maggio.
Il SI Cobas è intervenuto dichiarando l’adesione allo sciopero.
Lo Slai Cobas per il Sindacato di Classe ha dichiarato che aderirà allo sciopero se si riuscirà a coinvolgere, oltre al SI Cobas (che ha dichiarato l’adesione), anche l’Usb e il Collettivo Gkn.
Un nostro compagno è intervenuto toccando questi punti:
- ha spiegato in due parole che il CLA è nato per battersi per l’unità d’azione del sindacalismo conflittuale e dei lavoratori (il primo è un mezzo per la seconda) e che quindi non può che condividere lo spirito unitario dell’assemblea;
- il CLA ha sostenuto l’iniziativa dell’assemblea milanese redigendo e diffondendo due comunicati: il primo distribuito a Genova il 31 marzo alla mobilitazione promossa dai portuali del Calp/Usb contro il traffico di armi nei porti; il secondo in solidarietà con l’Usb a seguito della perquisizione subita nella sede nazionale del sindacato a Roma da parte dei Carabinieri. In entrambi si invocava il dovere di tutto il sindacalismo di base e conflittuale di partecipare all’assemblea e di promuovere una mobilitazione unitaria contro la guerra;
- la guerra capitalista, imperialista, quale è quella in Ucraina, porta ogni regime padronale a imporre un disciplinamento sociale asfissiante e opprimente; diversi interventi in assemblea lo hanno ravvisato, affermando che mai, nel secondo dopoguerra, si era assistito a una simile propaganda bellicista;
- la sola forza che può rompere tale disciplinamento sociale è quella della classe lavoratrice; la guerra imperialista nella storia del capitalismo è stata fermata solo dalla forza dei lavoratori;
- il primo passo per fermare la guerra con la forza dei lavoratori consiste nel dare forza – organizzandolo – all’istintivo loro rifiuto a pagarne i costi;
- il sindacalismo di base e conflittuale ha una grande responsabilità e possibilità, come affermato dal compagno dell’Adl di Varese: quella di diventare polo di aggregazione di questo rifiuto istintivo a sacrificarsi per la guerra capitalista;
- in questo senso il sindacalismo conflittuale è in ritardo; finalmente questa assemblea segna il primo passo nella giusta direzione e va quindi sostenuto al meglio il percorso unitario che essa inaugura;
- a nostro modo di vedere, da qui allo sciopero del 20 maggio, sarebbe necessario organizzare delle tappe intermedie di mobilitazione; la più importante dovrebbe essere l’organizzazione di manifestazioni unitarie di tutto il sindacalismo conflittuale, contro la guerra, il Primo Maggio, giornata internazionale dei lavoratori; un’altra occasione a nostro parere dovrebbe essere la partecipazione alla manifestazione promossa dall’Usb per il prossimo 22 aprile a Roma. Questa manifestazione – che si accompagna a uno sciopero nazionale nell’industria, nei trasporti e nella logistica – è corretta nel suo slogan “Abbassiamo le armi, alziamo i salari”. Di sbagliato vi è che è stata preparata senza coinvolgere il resto del sindacalismo conflittuale. Lo spirito unitario deve essere messo in pratica agendo in senso opposto, partecipando a questa manifestazione pur se non coinvolti, rivolgendosi a tutta l’Usb – dirigenza, delegati e iscritti – affinché aderisca al percorso unitario verso il 20 maggio;
- il CLA ha sempre sostenuto che nel cercare di coinvolgere gli organismi sindacali in azioni unitarie occorre agire su due piani tra loro collegati, rivolgendosi sia alle dirigenze che alle basi delle organizzazioni. Questo si realizza compiendo inviti pubblici e formali, grazie ai quali le dirigenze devono rispondere pubblicamente di fronte ai loro iscritti e a tutti i lavoratori. Con ciò si aiuta chi dentro ogni sindacato si batte – come fanno i militanti del CLA – a favore dell’unità d’azione dei sindacati conflittuali, per vincere le dirigenze recalcitranti. In questo senso le relazioni, i dialoghi, fra dirigenze, vanno certo bene, ma non sono sufficienti. Il dialogo deve essere pubblico, non solo privato fra le dirigenze.
- Il CLA ritiene che per la miglior riuscita dello sciopero del 20 maggio debba essere coinvolto tutto il sindacalismo conflittuale, quindi tutti i sindacati di base, Usb e anche Adl Cobas, Confederazione Cobas. Ma anche le aree conflittuali entro la Cgil e il Collettivo di fabbrica ex Gkn.
La seconda assemblea in cui sabato 9 aprile il CLA è intervenuto si è svolta a Firenze, organizzata da Usb Toscana per preparare la manifestazione nazionale del 22 aprile a Roma.
È intervenuta una compagna del CLA:
- spiegando cosa sia il CLA;
- ha espresso la nostra solidarietà a Usb e sottolineato l'importanza dei lavoratori che in modo concreto si oppongono alla guerra;
- ha detto che eravamo là come eravamo lo stesso giorno all'assemblea di Milano, spiegando la necessità di vincere le divisioni, la frantumazione imperante, e che anche chi appare in un fase più forte, da solo nulla può contro il nemico per cominciare a invertire lo stato di cose presente;
- ha sottolineato l'importanza di partecipare il 22 aprile, così come della data del 20 maggio per una scadenza comune; ha sottolineato, in riferimento alla repressione, che colpendo un sindacato conflittuale colpiscono tutto il sindacalismo conflittuale;
- ha spiegato l’impegno del CLA su sicurezza, salute e repressione, in particolare approfondendo l'obbligo di fedeltà, dell'estensione della repressione anche a quella di altro tipo, come accaduto a USB.

Coordinamento Lavoratori/trici Autoconvocati per l'Unità della Classe

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