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(La tolleranza zero)

Razzismo di guerra

Si sta tracciando un solco netto tra profughi di serie A con pelle bianca, soprattutto ‘civilizzati’ e profughi di serie B non occidentali e pelle colorata.

(1 Maggio 2022)

Per molti anni hanno cercato di convincere l’opinione pubblica che dare accoglienza o solo aiutare la moltitudine di profughi che arrivavano in Italia, di cui tanti morivano annegati nel mediterraneo o mentre attraversavano i confini balcanici, non era pensabile. Dicevano che erano in molti, moltissimi e che i governi non erano attrezzati per poterli gestire. Oggi si scopre che una legge europea, la 2001/55, un dispositivo che impone agli Stati europei di sostenere collegialmente una situazione di emergenza determinata da una massa di rifugiati in modo del tutto imprevisto, legge che stava per essere cestinata, torna magicamente utile e opportuna. Oggi, con la guerra in Ucraina, si scopre che, invece, quella legge va bene, si scopre che si può accogliere e che, addirittura, le persone in cerca di accoglienza, per prima cosa bisogna salvarle, bontà loro, verrebbe da dire. Qualche maligno complottista potrebbe pensare che in fondo alla pagina, magari con una lente d’ingrandimento, si potrebbero leggere annotazioni che indicano caratteri fisici, specifici dei profughi per essere accettati, come pelle bianca e occhi azzurri. E’ qualcosa che fa rabbrividire, quanto razzismo crudele e malvagio scorre nelle vene di tanta gente cosiddetta ‘umana e civile’. Il conflitto Russia-Ucraina, si sta rivelando, se possibile, anche un indicatore che segna il grado di disumanizzazione dell’uomo. Si sta tracciando un solco netto tra profughi di serie A con pelle bianca, soprattutto ‘civilizzati’ e profughi di serie B non occidentali e pelle colorata. E’ forte e chiara la dichiarazione dell’Alto Commissario Onu per i rifugiati in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale: «Mentre milioni di persone in tutto il mondo si sono giustamente commosse per la situazione estrema del popolo ucraino, le stesse difficoltà, lo stesso dolore e la stessa tristezza, sono vissute dai rifugiati di tutto il mondo che meritano anche e ugualmente la nostra compassione, la nostra empatia e il nostro sostegno. E se sono sicuramente commosso dalla manifestazione di supporto a cui abbiamo assistito da parte dei Paesi e delle comunità ospitanti, devo dire che siamo stati anche testimoni della inaccettabile realtà affrontata da alcune persone di colore in fuga dall’Ucraina e da altre guerre e conflitti in tutto il mondo, che non hanno ricevuto lo stesso trattamento dei rifugiati ucraini. Hanno riferito di episodi inquietanti di discriminazione, violenza e razzismo. Questi atti di discriminazione sono inaccettabili, e stiamo usando tutti i nostri canali e risorse per assicurarci che tutte le persone siano protette allo stesso modo». Alla stazione di Kiev era in atto una specie di ‘graduatoria razziale’ per poter salire su un treno che li portasse in salvo. Diversi cittadini non bianchi, in particolare studenti di origine africana e indiana, cercavano di lasciare il paese per mettersi in salvo dalla pressione che l’esercito russo stava esercitando sulla città e, secondo varie testimonianze, al fine di dare la priorità alla popolazione ucraina di pelle bianca, a molte persone sarebbe stato impedito l'accesso a treni e autobus dal confine polacco. Sono molteplici le testimonianze, raccolte da diverse testate internazionali e raccontate sui social, di famiglie e studenti di origine africana e indiana che riportano gli episodi di razzismo di cui sono stati vittime. Molte di queste persone provengono dall’Africa e vivevano in Ucraina da diversi anni, ma quando sono arrivate alle frontiere, le autorità ucraine le hanno bloccate lasciandole al freddo senza cibo e nel frattempo facevano passare tutte le persone bianche identificandole come ucraini. Prima tutti i bianchi e alla fine quelli con la pelle colorata. Sembra di rivedere i film sull’apartheid di vecchia memoria. Come se alcune vite valessero meno di altre. Profughi con pelle bianca e occhi azzurri accolti in casa, in Italia, da famiglie ospitanti con seguito di telecamere addette alla propaganda e studenti profughi africani d’Ucraina respinti solo perché neri. Come dire che se non hai caratteristiche fisiche che corrispondono ai lineamenti antropologici occidentali non hai diritto alla salvezza perché non sei un vero profugo. Ma di tutto questo, nella narrazione ufficiale di regime, poche tracce. L’uomo bianco, nel corso degli anni, per custodire e tutelare la propria falsa ‘identità superiore’ condita di un perbenismo razzista e intollerante, ha fatto sempre leva su una pseudo-civilizzazione con una unione europea che è rimasta sempre glaciale e distaccata, contribuendo di fatto a creare una forte discrepanza tra esseri umani per ciò che concerne i diritti di chi viene discriminato. E’ encomiabile la solidarietà e la presa in carico dei profughi ucraini, ma è altrettanto deprecabile e vergognoso che la stessa solidarietà non si esprime nei confronti di tutti gli altri rifugiati, specie se con la pelle colorata, e questo sta svelando una crudele disuguaglianza umana anche tra rifugiati che scappano dalla stessa guerra. Razzismo allo stato puro, dunque, e in quanto tale, molto difficile da estirpare o anche solo scalfire.

Pasquale Aiello

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