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63° anniversario

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Il disfacimento della Russia

L’effetto boomerang della guerra d’Ucraina

(12 Maggio 2022)

Zhao Lijian

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Papa Bergoglio da un lato, la Cina dall’altro [vedi la dichiarazione di Zhao Lijian portavoce del ministero degli esteri cinese, 9 marzo, https://www.financialounge.com/news/2022/03/09/la-cina-accusa-nato-e-usa-per-la-guerra-in-ucraina/] hanno denunciato la natura provocatoria dell’intervento Nato in Ucraina che, dietro le quinte (ma non tanto), vede yankee e Unione europea tirare le fila per disgregare la Russia, e mettere così le mani sulle sue immense ricchezze naturali, oggi coltivate con metodi arcaici. E, così facendo, per tentare di lenire (non certo superare) la crisi sistemica del modo di produzione capitalistico.

Come osservavo, c’era però il rischio di scoperchiare il vaso di pandora, con effetti peggiori del male. Il barbaro ma fallimentare impegno militare sul fronte occidentale ha fomentato in Russia le mai sopite tensioni sociali, a Belgorod – importante città – è stato incendiato un ripetitore[1]. Sabotaggi, diserzioni, proteste. Il malessere dei soldati russi. Chi incendia caserme o centri di reclutamento, chi si rifiuta di combattere, chi fa obiezione di coscienza: continua a crescere il numero dei militari ostili al conflitto. E la repressione non è certo tenera[2].

Quasi quattro milioni di russi hanno abbandonato il Paese: la maggior parte è partita, in «cerca di fortuna», per l’Abkazia (Caucaso), per il Kazakistan, per l’Armenia, per l’Uzbekistan e per il Tagikistan[3].

Ancor più accese sono le tensioni nelle numerose etnie che compongono la Federazione russa e che mal sopportano il giogo di Mosca: La Buriazia si «ribella» al tributo di sangue[4]; Sedici paesi in fiamme in Siberia: «incidenti»[5]. Nella piccola Mordovia, molotov contro l’ufficio di arruolamento militare[6]. Queste repubbliche russificate forniscono i maggiori contingenti militari – e quindi il tributo di sangue – per la guerra d’Ucraina che la dissennata regia di Putin manda allo sbaraglio:

Con questo scenario, la «conquista» della Russia presenta troppi e pericolosi rischi. E l’Europa, Macron in testa, inizia a smarcarsi da Washington.


Milano, 11 maggio 2022.




[1] Una breve panoramica della resistenza alla guerra, «Bezmotivny», A. II, n. 9, p, 2.

[2] Riccardo Michelucci, Sabotaggi, diserzioni, proteste. Il malessere dei soldati russi, «Avvenire», 11 maggio 2022, p. 3.

[3] Marta Ottaviani, Una Zeta patriottica nei cieli di Mosca, ma non si ferma, «Avvenire», 8 maggio 2022, p. 4.

[4] «Avvenire», 6 maggio 2022, p. 7.

[5] Sedici paesi in fiamme in Siberia: «incidenti», «Avvenire», 8 maggio 2022, p. 4.

[6] «Bezmotivny», cit.

Dino Erba

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