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Dove volano i salami

Dove volano i salami

(2 Maggio 2010) Enzo Apicella
Arrestati undici 'Falchi' della polizia di Napoli, per aver "ripulito" il carico di un tir rapinato

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TRIESTE CHIAMA…

(10 Giugno 2022)

Comunicato che sarà distribuito l'11 giugno a Trieste, in relazione alla repressione che ha colpito il movimento contro il GP

Al porto di Trieste è arrivato a fine maggio un quarto licenziamento. Una ulteriore pesantissima misura che si inquadra nel clima di vera e propria rappresaglia instaurato, a colpi di licenziamenti e di decine e decine di sospensioni (52 provvedimenti disciplinari al momento) dai padroni del porto, come da mesi denunciano i lavoratori del CLPT, Coordinamento Lavoratori del Porto di Trieste.

E’ una rappresaglia dice giustamente il CLPT per le lotte di ottobre culminate con l’intervento poliziesco che ha sgomberato il presidio di massa al Varco IV del porto. E’ un rappresaglia che se colpisce in particolare i lavoratori del porto in quanto sono stati la punta di diamante del grande movimento anti-governativo, ha una portata più vasta. Sono in arrivo infatti, annunciate dalla stampa, 30 denunce sempre in relazione alla lotta davanti al Varco IV che si sommano allo stillicidio di misure persecutorie contro gli attivisti “no green-pass” della città.

E’ una rappresaglia annunciata: fin dal novembre, una volta fatta sfogare l’onda di piena del movimento, il presidente degli industriali dell’Alto Adriatico Sig. Agrusti, ricordava che “se è una guerra, questi (i cosiddetti “no vax”) sono disertori e in guerra i disertori… si fucilavano”. Oggi, nell’attuale guerra di classe, “i disertori” cioè chi non intende piegare la testa ai diktat del governo e del capitale, viene discriminato, buttato fuori dalla società, impedito persino di guadagnarsi il pane con il suo lavoro, come per i lavoratori renitenti della sanità che sono fuori senza stipendio fino al 31 dicembre. Nel febbraio di quest’anno il Sig. sindaco Dipiazza invocava “leggi speciali come quelle contro i terroristi” contro la gente che a Trieste non ha mai mollato la lotta contro un governo che ha instaurato l’apartheid. Ancora: nella recente celebrazione del 1° maggio i sindacati ufficiali, hanno tentato (vanamente) di tenere fuori dalla manifestazione, anche con l’intervento della polizia, i lavoratori e le lavoratrici “no green pass” che volevano denunciare, ed hanno energicamente denunciato, la vergogna delle discriminazioni e delle persecuzioni sui posti di lavoro possibili grazie alla complicità dei confederali.

Insomma: tutte le forze istituzionali dello Stato - dagli industriali al sindacalismo complice del regime passando dal governo (governo di “Unione Sacra”! con dentro in pratica tutte le forze politiche “ufficiali”) alle forze di polizia – tutti svolgono il loro compito contro chi osa opporsi non a parole ma realmente, nei luoghi di lavoro e nelle piazze: democrazia blindata!

Non si tratta solo di una vendetta e rappresaglia per quello che è stato. E’ anche un preciso avvertimento e monito per quello che ci aspetta, nel quadro della crisi e della guerra i cui costi andranno scaricati, secondo i signori detentori del potere, sulle spalle e sulle tasche dei lavoratori e della gente comune. E’ un avvertimento e un monito rivolto soprattutto ai lavoratori: non azzardatevi a lottare realmente! Non azzardatevi a fare un passo fuori dal recinto che il governo e le istituzioni dello Stato hanno il potere di tracciare!

La rappresaglia in atto non è solo contro i lavoratori del porto di Trieste e lo straordinario movimento “no green pass” della città. E’ un preciso avvertimento contro tutta la classe lavoratrice e l’insieme del movimento sorto il sabato 24 luglio 2021. Colpiscono a Trieste per avvertire e colpire tutti noi!

SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI PORTUALI DI TRIESTE COLPITI DALLE RAPPRESAGLIE PADRONALI PER NON AVER PIEGATO LA TESTA E NON VOLERLA PIEGARE!
DAL PORTO – ALLA SCUOLA – ALL’OSPEDALE / NON SIAMO SCHIAVI DEL CAPITALE / MAI PIU’ SCHIAVI DEL CAPITALE!



Udine, 9 giugno 2022

Nucleo Comunista Internazionalista

2015