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Mani bianche

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SOLIDARIETA’ AGLI ATTIVISTI, DELEGATI E DIRIGENTI DEI SINDACATI SICOBAS e USB, per l’attacco repressivo, gli arresti e le denunce messi in atto dalla Procura di Piacenza

LA STORIA NON SI CANCELLA, la repressione si ripete anche cambiando i soggetti colpiti, la LOTTA DI CLASSE…non si “arresta”

(22 Luglio 2022)

comunicatousi

L’Usi Unione Sindacale Italiana nazionale, fondata nel 1912 (e ricostituita secondo i principi fondativi originari), esprime il sostegno alle lotte che da anni lavoratori, in maggioranza immigrati, stanno conducendo nel settore della logistica, dove sindacati conflittuali e combattivi hanno dato la corretta sponda organizzativa, per ottenere quei miglioramenti salariali e normativi, necessari per uscire da una realtà di ricatto, precarietà, sottomissione, tipica anche di questo settore, come del resto avviene nel mondo variegato dei servizi e attività in regime di appalto.
Si denuncia la condotta repressiva, operata anche tramite arresti, limitazioni della libertà personale, arresti domiciliari e fogli di via, attivati sulla base di una documentazione dalla Procura di Piacenza, ai danni del coordinatore nazionale e di altri 3 attivisti e delegati di SICOBAS e di 4 dirigenti e delegati di Usb della logistica, che ha la finalità di ridurre la conflittualità sindacale e sociale, ad un problema di “ordine pubblico”, relegando la lotta e le iniziative messe in campo, come se fossero atti di criminalità diffusa operate non da lavoratori che cercano un riscatto sociale e condizioni di lavoro e di vita migliori, ma da criminali comuni, basta verificare i capi di imputazione a loro addebitati e la campagna discriminatoria contro i loro sindacati di riferimento, per comprendere che si tratta si operazione che va molto al di là della normale repressione che si mette in contro, quando si fa attività sindacale nei luoghi di lavoro e sui territori, contro un avversario di classe abituato alla rassegnazione, alla sottomissione, all’omertà e al ricatto generale, per ottenere profitti e controllo sulla forza lavoro, colpevole anche di organizzarsi sindacalmente fuori dai meccanismi di concertazione e di “collaborazionismo”, avallati da altri sindacati firmatari di contratti nazionali di lavoro al ribasso e in un sistema di relazioni sindacali industriali ingessato e omologato agli interessi delle controparti, più che alla tutela, difesa e organizzazione delle istanze, bisogni e diritti delle classi lavoratrici, dei settori popolari subalterni e sfruttati.
Bene hanno fatto anche la coalizione di sindacati catalani, baschi, delle asturie, della galizia e in generale dello stato spagnolo, a prendere posizione a sostegno dei sindacalisti denunciati e arrestati di Sicobas e Usb, chiedendone la loro liberazione e la fine di un attacco repressivo antisociale e ingiustificato, ribadendo che non è solo una questione di settori più o meno combattivi o di repressione a quel sindacato di base, ma un attacco che si inquadra nella generale LOTTA DI CLASSE e nella repressione anche forzando le situazioni specifiche, per riportare la forza lavoro, oggi in Italia domani in tutta Europa e nel mondo, ad accettare la precarietà, la sottomissione e la subalternità di regole imposte dal grande capitale, dalle speculazioni finanziarie e dal dominio delle multinazionali. Anche L’USI fondata nel 1912, ribadisce la validità di questi principi e l’analisi fatta dai compagni e compagne dei sindacati dello stato spagnolo e dei paesi baschi, trattandosi di principi interni alla nostra prassi di solidarietà internazionale e internazionalista e chiede che siano liberati dalle misure restrittive, i sindacalisti soggetti agli arresti domiciliari e alle altre misure restrittive della libertà personale, fino ad arrivare all’archiviazione, come già avvenuto in passato, dell’impianto accusatorio. LA LOTTA DI CLASSE non si “arresta”, utilizzando in modo distorto strumenti di repressione di condotte criminali tipiche della delinquenza comune. E’ la lezione che Usi fondata nel 1912 ha appreso nella sua lunga storia, sia nella fase a cavallo dei due conflitti mondiali, come ondata repressiva alle scelte antimilitariste e contro la guerra, al conflitto sindacale nelle fabbriche, nelle campagne e nei servizi pubblici nel biennio rosso, fino alla furia distruttrice del regime fascista e monarchico, sostenuto dagli industriali e dai latifondisti contro il sindacato di riferimento all’epoca, delle classi lavoratrici e della popolazione oppressa, così come successivamente nel percorso di riattivazione di Usi, nel periodo dagli anni ’50 del secolo scorso fino ai giorni nostri, con morti, licenziati, incarcerati ingiustamente, espulsioni e fogli di via ad attivisti, lavoratori e lavoratrici combattivi e dirigenti. SOLO LA FORZA E LA TENACIA messe in campo, ebbero la capacità di respingere anche con gravi costi, perdite umane e ritardi nel processo di riaggregazione del movimento operaio e sindacale orientato alla lotta e al conflitto, questo attacco, che ebbe tra i suoi atti principali, con il decreto del 7 gennaio 1925 del prefetto di Milano, su ordine del capo di governo (un certo Benito Mussolini), lo scioglimento dell’Usi “…per non più ricostituirsi…” . La storia e la realtà ebbero sviluppi diversi, da quelli sperati, dei sostenitori dell’eliminazione di sindacati “scomodi” e della denigrazione dei suoi attivisti e dirigenti.
LA STESSA FORZA, COMBATTIVITA’ E TENACIA, come allora fu per l’Usi sindacalista rivoluzionaria di cui si è ripreso il percorso antico, servirà oggi, a sostegno dei delegati e dirigenti di Sicobas e Usb, con una grande campagna di informazione e di controinformazione, che eviti l’isolamento e lo sfrangiamento in mille rivoli della già complessa realtà e galassia del sindacalismo di base e conflittuale nel nostro Paese e nell’Europa dilaniata da guerre, repressione padronale e statale. Fino al consolidamento di un percorso collegato e coordinato, che rispettando le diverse origini e storie, i differenti modelli organizzativi e le prassi sindacali, porti a scrivere nuove pagine per la liberazione dalla servitù del lavoro salariato e nel sistema capitalista, coerenti con l’antico e valido motto “L’EMANCIPAZIONE SARA’ OPERA DEI LAVORATORI (ndr e LAVORATRICI) STESSI…O NON SARA’”.

Comitato dei garanti ed esecutivo nazionale di Usi fondata nel 1912 e ricostituita Roma-Caserta-Cuneo

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