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(19 Ottobre 2011) Enzo Apicella

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(1 Agosto 2022)

nuovo si cobas

Riproponiamo il volantino dal titolo “Attenti ai borseggiatori del TFR'" che prendeva posizione contro la truffa ordita da Aran e Confederali per l’adesione automatica al Fondo Perseo con la formula del silenzio assenso.
A distanza di tempo l’operazione è andata avanti e alla forzatura giuridica del silenzio assenso la pratica di sciacallaggio finanziario ha superato i limiti della decenza.
Alla trasparenza che dovrebbe regolare gli accordi tra le parti si scade nel metodo mafioso dove vengono formulate offerte “che non possono essere rifiutate” .
Una volta rotti gli argini della legalità e della decenza, in guerra come in amore ogni affondo o colpo proibito è lecito. A questo si ispira la condotta degli attori in commedia.
Il mercato delle pensioni complementari, popolato da sindacalisti che si scoprono finanzieri, rivela nuove e spericolate manovre e complicità istituzionali.
I dipendenti pubblici assunti prima del primo gennaio 2019 non rientrando a nessun titolo nell’accordo che prevede il silenzio-assenso, non dovevano essere oggetto di così tanta attenzione. Ma, evidentemente, la fame vien mangiando ed è così sono molti i casi di lavoratori in tutta Italia arruolati nelle liste di “persecuzione” Perseo in modo fraudolento.
I lavoratori assunti prima del primo gennaio 2019 per sottrarsi all’abbraccio di Perseo debbono attivare un complicato iter di rescissione del contratto.
La rinuncia che si deve formulare è un non senso giuridico perché questo contratto non poteva e non può sussistere e semplicemente non è stato mai stipulato.
Viene da chiedersi in queste vicende quanta parte hanno avuto le Direzioni?
Chi ha fornito, illecitamente, gli elenchi dei nominativi a Perseo?
Quale contiguità e permeabilità nel passaggio di dati sensibili tra istituzioni e soggetti che operano sul mercato si è venuto a determinare?
Tutto è rubricabile come errori di singoli uffici o funzionari?

Speriamo che venga fatta luce su questa vicenda da chi di dovere.
Intanto non possiamo non rilevare che a fronte di una inflessibilità da parte delle Direzioni nel colpire, con rinnovato rigore, anche semplici e lievi errori dei propri dipendenti invocando e pretendendo ordine e disciplina si lascino poi aperte le porte al mercimonio e alle truffe santificate da accordi tra ladroni.

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Era nell’aria, era preventivato, avevano già deciso per noi. Solo un residuo di pudore li frenava dall’uscire allo scoperto, per questo l’ufficializzazione tardava a concretizzarsi.

Finalmente, il 16 settembre 2021 i ladri di Pisa sono usciti dall’angolo buio. CGIL, CISL, UIL e ARAN (padronato pubblico) hanno firmato l’accordo che prevede l’adesione automatica al fondo pensione Perseo-Sirio con il meccanismo del silenzio-assenso.

Sono coinvolti i dipendenti di Sanità, Regioni, Autonomie Locali, Università, Agenzie Fiscali, INPS, INAIL, ecc. I neo assunti, alla stipula del contratto, verranno informati che ARAN e Confederazioni hanno pensato a loro e sono d’ufficio iscritti alla previdenza complementare.

Gli assunti dal 1 gennaio 2019 riceveranno (bontà loro) la comunicazione dell’accordo entro la metà di novembre e avranno a disposizione 6 mesi per comunicare la non adesione e quindi mantenere in azienda il TFR.

La previdenza complementare è da sempre esposta alle turbolenze della finanza, basterebbe ricordare il tracollo del fondo Cometa dei metalmeccanici. Le OOSS e le associazioni padronali sono compartecipi nella gestione dei fondi pensione. Ma mentre i “sindacalisti” si trasformano in terminali finanziari è di tutta evidenza che i vantaggi fiscali sono solo per gli imprenditori.

Dopo aver contribuito ad azzoppare la previdenza pubblica, le OOSS concertative si trasformano in venditori-imbonitori delle protesi (pensioni integrative).
Come dei volgari mariuoli, vogliono imporre attraverso lo strumento del silenzio/assenso la confisca del TFR agli assunti post 2019.

La rapina della banda confederale si spiega con lo scarso successo dei fondi Sirio e Perseo proposti da questi: l’adesione è stata del solo 5,2% dei lavoratori. Di qui il passaggio alle maniere forti e truffaldine. Questo piatto avvelenato era stato annunciato nel Patto di Riforma della P.A. del 10 marzo 2021.

Non fu necessaria nessuna forzatura né del Governo né del Ministro Brunetta. Tutto era previsto dalla legge 205 del 2017, legge ovviamente benedetta dalle segreterie confederali di allora. Il varo definitivo il 16 settembre 2021. Tutto si può dire dei confederali, ma quando si tratta di sottrarre soldi ai lavoratori sono coerenti e puntuali, vanno diritti alla meta e si permettono anche di giocare sporco.


Noi abbiamo sei mesi di tempo per condurre una campagna di denuncia e avvertire che dei ladroni vestiti da sindacalisti che vogliono mettere le mani sul nostro TFR-TFS e cioè sui soldi nostri.

si cobas

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