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Mezzogiorno di fuoco

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ANALISI COMMENTATA E DOCUMENTO INFORMATIVO SUL RINNOVO DEL CCNL FUNZIONI PUBBLICHE LOCALI

LA TRATTATIVA TRA SINDACATI CONCERTATIVI E ARAN, SEMBRA IL GIOCO “DELLE TRE CARTE” A PORTA PORTESE…

(4 Agosto 2022)

comunicatousi

Si ricorda che il contratto collettivo nazionale oggi dopo l’accorpamento definito FUNZIONI PUBBLICHE LOCALI, tendenzialmente un contratto privatistico fin dal 1995 pure se applicato a dipendenti pubblici, regola i rapporti che si instaurano tra la Pubblica amministrazione e i suoi lavoratori e lavoratrici dei seguenti Enti: regioni, provincie, comuni, (con riferimento particolare alla polizia locale e con grande sofferenza, diciamo noi, per il settore educativo scolastico, di cui ci si ricorda ogni decennio e con poca attenzione per le figure intermedie e medio basse di classificazione del personale), sono alcuni degli enti sottoposti a questa disciplina, oltre settecentomila dipendenti sul territorio nazionale.
Un contratto che E’ SCADUTO FORMALMENTE DA SETTE MESI E CHE REGOLA IL PERIODO DI RINNOVO 2019 2021, dopo una lunga gestazione, potrebbe essere in fase di chiusura, anche se le posizioni tra l’agenzia governativa delegata, ARAN e i sindacati concertativi e firmatari quasi esclusivi dei CCNL (CGIL, CISL, UIL, CISAL in primis), si sono dopo mesi di incontri sterili, concentrate su alcune questioni, che a LORO PARERE, sono considerate prioritarie e preliminari alla chiusura del rinnovo contrattuale, ma che per la gran parte del personale interessato, sono una parte secondaria. INFATTI, CON L’INFLAZIONE GALOPPANTE OLTRE L’8% E I SALARI CHE NON COPRONO MINIMAMENTE L’AUMENTO REALE DEL COSTO DELLA VITA, NE’ LE PROPOSTE SU PARTE ECONOMICA E SALARIALE, CHE NON E’ ADEGUATA, NE’ QUELLA NORMATIVA, FORMAZIONE PROFESSIONALE, MODIFICHE AL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE, PROGRESSIONI DI CARRIERA,SCATTI DI ANZIANITA’, PAGAMENTO DEGLI ARRETRATI, ELEMENTI E CRITERI PER IL SALARIO ACCESSORIO E VARIABILE (che sta diventando una parte eccessiva delle retribuzioni dei dipendenti di questo comparto, a scapito di quella fissa), SEMBRANO ESSERE MESSI COME RICHIESTO DALLA BASE, COME ELEMENTI FONDAMENTALI PER LE TRATTATIVE DI RINNOVO, che arriva come al solito a tempo scaduto, rispetto alla normale tempistica di presentazione delle piattaforme rivendicative.
Del resto, il recente rinnovo del CCNL della SANITA’ PUBBLICA, commentato dalle nostre strutture di coordinamento, fa sperare che ci sia anche in questo caso, una inversione di tendenza. MA DI CHE STANNO DISCUTENDO ANIMATAMENTE DA MESI, SINDACATI CONCERTATIVI E ARAN? L’Aran ha proposto, dopo i rilievi dei sindacati istituzionali e “firma-tutto-e-di-peggio”, un nuovo testo nel mese di luglio 2022, che ha delle differenze rispetto a quelle precedentemente messe al confronto sindacale. La differenza più rilevante è la scomparsa, in una delle versioni consegnate dall’Aran ai sindacati, dei contenuti che precedentemente descrivevano la sezione del personale scolastico educativo. Scompaiono “l’area d’inquadramento intermedia”, gli articoli che disciplinano l’attività dei diversi servizi e una parte delle relazioni sindacali del settore. L’ARAN ha motivato questa scelta affermando che, a fronte di una sostanziale contrarietà delle OO.SS. sul testo precedentemente prodotto, ne presenterà uno diverso su questi aspetti nel calendario e agenda di incontri, almeno fino al 5 agosto 2022.
Le integrazioni, nei fatti imposte come elementi prioritari, dall’ARAN: la nuova disciplina dell’indennità di specifiche responsabilità; la sezione della Polizia Locale; la sezione del personale iscritto agli ordini professionali. SOLO IN SECONDA BATTUTA, SI E’ ILLUSTRATO L’ASPETTO ECONOMICO E DEGLI ADEGUAMENTI STIPENDIALI TABELLARI, che di solito per questo genere di negoziazione, avrebbero invece, se fosse una trattativa logica e razionale e trasparente, la priorità, visto che il personale CAMPA DEL PROPRIO SALARIO E RETRIBUZIONE, ma sembra che per certe categorie di dipendenti, l’articolo 36 della vigente Costituzione, dove si cita la retribuzione come elemento fondamentale per assicurare ai lavoratori e alle loro famiglie un’esistenza dignitosa, abbia un valore relativo per chi sta sui tavoli di trattativa…e con l’acquiescenza colpevole di una casta di sindacalisti, molto attenti a non disturbare il manovratore.
Nel dettaglio, sulle SPECIFICHE RESPONSABILITA’, questa è la proposta Aran nel nuovo testo, con la disciplina si intende superare la distinzione tra particolari e specifiche responsabilità autorizzando, per tutte le responsabilità individuate, l’attribuzione di un’indennità fino a un massimo di 3000 euro. Inoltre l’elenco delle responsabilità per cui è possibile riconoscere l’indennità vedrebbe l’aggiunta, a quelle individuate nella prima proposta, di altre, quali:
“specifiche responsabilità derivanti da compiti di tutoraggio o coordinamento di altro personale”, come si evidenzia nella nuova proposta, “ le specifiche responsabilità derivanti da incarichi, che possono essere assegnati anche temporaneamente a dipendenti direttamente
addetti e coinvolti in progetti del PNRR: project manager e personale di supporto”.
Restano oggetto di contrattazione i criteri generali per l’attribuzione, che riguarda comunque qualifiche e profili medio alti.
SEZIONE DELLA POLIZIA LOCALE (ndr si ricorda che diversi sindacati autonomi e di stampo corporativo, hanno più volte cercato di far inserire la Polizia Locale, tra le forze che costituiscono il “comparto sicurezza” come polizia, carabinieri, guardia di finanza, svincolandosi dal comparto degli Enti Locali vero e proprio): La sezione della Polizia Locale verrebbe integrata da una previsione che riconosce al personale che risulti titolare di funzioni di coordinamento, connesse al maggior grado rivestito ai sensi della legge n. 65/1986, dei “differenziali economici” maggiorati rispetto a quelli riconosciuti al personale della stessa area che non ricopra lo stesso grado.
ORDINI PROFESSIONALI: La sezione dedicata al personale che per l’esercizio delle rispettive mansioni debba essere iscritto ad un ordine professionale, si sostanzia di un solo articolo che, come per il personale addetto al coordinamento della Polizia Locale, prevede dei “differenziali economici” maggiorati rispetto al restante personale. Parliamo di avvocati, architetti, psicologi, ingegneri, quindi sempre di riconoscimenti di qualifiche medio alte e non della base che sta materialmente nei vari uffici tecnici e nei servizi, centrali e periferici, che sono quelli che effettivamente mandano avanti il sistema delle attività e dei servizi. Nulla viene detto, sui corsi ECM (obbligatori per chi è inserito in albi professionali) o sull’iscrizione, a carico dell’ENTE datore di lavoro, all’albo professionale…
LA SCOMPARSA DEL RIFERIMENTO AL SETTORE EDUCATIVO SCOLASTICO, rinviata ad altre discussioni successive al rinnovo contrattuale, provoca l’ennesimo disagio, perché restano inattuate il CORRETTO INQUADRAMENTO DEL PERSONALE DOCENTE ED EDUCATIVO 8al quale nei concorsi è richiesta la laurea, solo per i residui di precariato ancora esistenti da vecchia data, erano previste forme di requisiti di titoli di studio inferiori e l’anzianità di servizio maturata sul campo, ma si tratta ormai di situazioni residuali ad esaurimento), CHE NON PUO ESSERE SOTTOVALUTATO RISPETTO ALLE MODIFICHE GIA’ OPERANTI NEL COMPARTO SCUOLA STATALE (ndr, dove comunque il Governo e i vari Ministri, di pasticci ai danni di insegnanti ed educatori, con un percorso ad ostacoli che ha pure creato vere guerre tra poveri per la fase di reclutamento e di formazione), OLTRE ALLE CRITICITA’ SU ORARIO DI LAVORO (a contatto con utenza e ore non frontali, con il numero massimo di settimane lavorative con utenti, che rischia di aumentare con l’introduzione, “sperimentale” come a Roma Capitale, del prolungamento di apertura di nidi e scuole e dell’apertura nei mesi estivi) E ALLA GESTIONE EQUILIBRATA DEL CALENDARIO SCOLASTICO E DEI CORSI DI FORMAZIONE E DI AGGIORNAMENTO, con l’aggravante strutturale di precariato nel settore.
INVECE DI RAGIONARE SU AUMENTI SALARIALI CHE CORRISPONDANO AD UN PARZIALE RECUPERO DELL’INFLAZIONE E DELLA SPIRALE “SALARI-PREZZI”, A FAVORE DELLE FASCE PIU’ BASSE DI INQUADRAMENTO, IL DIBATTITO anche con le prese di posizioni dei sindacati concertativi, compresa la Cgil F.P., si sposta sulla MISURE DELLE INDENNITA’, che sono appannaggio di una minoranza di funzionari e di posizioni organizzative, legata ad un sistema di incarichi elevata a SISTEMA, magari con l’introduzione di “un livello massimo di indennità più alto”, o la modifica IN FASE DI CONTRATTAZIONE, quindi sempre legata ad obiettivi e risultati e su fonte negoziale pattizia (accordi decentrati), sui criteri di attribuzione delle indennità e la loro “gradazione”, basata sulla complessità dell’incarico attribuito (ndr dai dirigenti, che hanno sempre più potere discrezionale) ed estendendo non la platea di eventuali beneficiari, ma l’elenco “…di ulteriori responsabilità che integrino l’elenco esemplificativo previsto dall’articolo, proposto da Aran” (fonte CGIL F.P.) .
Sulla sezione della Polizia Locale, la proposta fatta dall’Aran è stata giudicata insufficiente dai sindacati concertativi, perché subordina “…nel breve periodo il riconoscimento del coordinamento al fatto che enti abbiano attivato o meno, l’istituto delle progressioni economiche, ingenerando disparità tra personale che in diversi enti svolge lo stesso ruolo”.
sarebbe necessario, nel rilievi dei sindacati concertativi in risposta all’Aran”…alzare il valore massimo delle indennità di funzione e di servizio esterno, sempre per la Polizia Locale sezione e di aggiornare quella di vigilanza ferma al 2002; prevedere la cumulabilità dell’indennità di ordine pubblico con le altre indennità contrattuali; prevedere la possibilità di esonero dai turni e servizi disagiati e gravosi del personale con età o anzianità di servizio elevate come avviene per la Polizia di Stato”. Altro elemento di carenza, riguarda le norme e i profili specifici per il personale socio-sanitario, che è in linea con la tendenza di ESTERNALIZZAZIONE E GESTIONE INDIRETTA pratica dalla stragrande maggioranza di Regioni ed ENTI LOCALI, tramite cooperative ed enti no profit, in regime di appalto, dove le figure ancora presenti nel comparto, hanno compiti di coordinamento se va bene o sono relegati in attesa del pensionamento, in compiti e mansioni non più consone all’inquadramento iniziale. Ciò vale per chi è inquadrato come infermiere, OSS(Operatore Socio sanitario), psicologo, assistente sociale, educatori professionali
MA LA PARTE SALARIALE E LE TABELLE ECONOMICHE? Se ne è discusso, sempre con una trattativa spezzettata e priva di razionale organicità, assieme ad alcune modifiche normative che vanno incontro alle lamentele dei sindacati concertativi, con una proposta dell’ARAN che sembra una presa in giro per i dipendenti, con la presentazione delle tabelle con i valori economici, su aumenti tabellari previsti e il conglobamento dell’elemento perequativo.
Sulla parte normativa, è aggiunto l’inserimento delle linee generali per l’adozione di misure per la prevenzione delle aggressioni tra le materie oggetto di confronto negoziale;
l’impossibilità per l’amministrazione di procedere ad atti unilaterali durante le procedure di confronto; l’ampliamento delle materie sindacali a tutte quelle che le sezioni professionali qualificheranno come tali; l’estensione dei tempi di vestizione a tutti i profili sanitari, socio sanitari e socio assistenziali (ndr una cosa già riconosciuta da anni con copiosa giurisprudenza e sentenze favorevoli ai dipendenti, oltre ad accordi sindacali già nei settori esternalizzati dove il tempo di vestizione è INTERNO ALL’ORARIO DI LAVORO E DI SERVIZIO, E’ RETRIBUITO, e varia in media sui 15 minuti di tempo, all’inizio e alla fine di turni di lavoro, compresa per chi per il tipo di mansioni la vicenda dell’utilizzo dei D.P.I. Dispositivi di Protezione Individuale, per motivi di tutela di salute e sicurezza sul-del lavoro); la previsione esplicita di poter fruire dei permessi, per motivi personali senza giustificazione.
L’Aran ha inoltre integrato il testo precedente, chiarendo la disciplina delle progressioni economiche in godimento al momento del passaggio ai nuovi “differenziali economici” e proponendo l’aggiornamento della base di calcolo dell’1,2% di alimentazione del fondo del salario accessorio dal 1997 al 2018 (in quel caso però la percentuale scenderebbe al 1,1%).
Sulle tabelle economiche l’Aran ha spiegato le tecniche di calcolo adottate e i relativi risultati. La dimensione complessiva dell’aumento medio è del 4,51%. (ndr MA DOVE VIVONO SU MARTE, con l’inflazione che è arrivata all’8-8,5% che in termini reali mangia i salari e le retribuzioni in maniera quasi doppia, visto che è assente un elemento di perequazione parziale di recupero salariale, come la vecchia “scala mobile”)
La somma destinata al tabellare e al conglobamento dell’elemento perequativo consente una rivalutazione di questi elementi del 4,85%. All’aumento complessivo medio si aggiungono l’aumento fino allo 0,22% del fondo del salario accessorio e fino allo 0,55% delle risorse destinate. Per un totale di risorse disponibili per il rinnovo del CCNL del 5,22%.
Sono stati presentati gli aumenti per i dipendenti comunali e regionali, comprese maestre, educatrici e polizia locale. Si badi bene, si tratta del CCNL 2019 2021, QUELLO SCADUTO!
Il testo proposto dall’Aran, il 20 luglio, contiene ulteriori articoli relativi a tre sezioni:
la sezione delle professioni ordinistiche; la sezione della Polizia Locale; la sezione del personale educativo e scolastico. SUL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE, CHE VERREBBE MODIFICATO, LA PROPOSTA DELL’AGENZIA GOVERNATIVA PREVEDE 4 aree con le seguenti confluenze: 1) la Categoria A confluisce nell’Area degli Operatori;
2) la Categoria B (ingresso in B1 e ingresso in B3) confluisce nell’Area degli Operatori Esperti; 3) la Categoria C confluisce nell’area degli Istruttori;
4) infine la Categoria D confluisce nell’area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione.
TABELLE CON GLI AUMENTI PREVISTI: sono previsti aumenti da 56 fino a 102 euro lordi mensili per i dipendenti comunali e regionali, comprese maestre, educatrici e polizia locale. CHE IN BASE ALLE PERCENTUALI SOPRA DELINEATE, CORRISPONDEREBBE ad un aumento delle buste paga del 4,84 per cento (ndr, è insufficiente a coprire l’aumento reale del costo della vita e dei prezzi sui generi di largo consumo).
CON LE CONFLUENZE DELLE 4 AREE DI INQUADRAMENTO E CLASSIFICAZIONE PROPOSTE DA ARAN, le cifre dell’aumento di stipendio sono le seguenti:
area degli operatori (ex fascia A): da 56,10 a 61,40 euro;
area degli operatori esperti (ex fascia B): da 59,30 a 69,90 euro;
area degli istruttori (EX area C): 66,90 a 77,50 euro;
area dei funzionari ed elevate qualificazioni (ex fascia D): da 72,80 a 102,50 euro.
A questi compensi, rigorosamente lordi, si aggiungerà il riconoscimento degli arretrati non percepiti nell’ultimo triennio (e per il CORRENTE ANNO 2022, quindi su 4 anni!).
NELLA PROPOSTA ARAN, ogni progressione inoltre darà diritto a un “differenziale stipendiale”, in pratica secondo lor signori, sarebbe come uno scatto economico.
Anche per i dipendenti comunali e regionali arrivano così i «differenziali stipendiali». Si tratta di scatti economici permanenti legati alla valutazione e all’anzianità. ALLA FINE, A METTERE A SISTEMA TALE MECCANISMO DI VARIABILITA’ E DI DIFFERENZA SALARIALE, CI STANNO RIUSCENDO, SECONDO IL MECCANISMO “PADRONALE”, è il caso di dirlo, che ad ognuno spetta un SALARIO DIVERSO DAL-DALLA COLLEGA
Saranno scaglionati , nel seguente modo:
area più alta, funzionari qualifiche elevate ex fascia D – ogni scatto sarà di 1.600 euro lordi annui. In tutta la carriera si potranno avere al massimo sei di queste progressioni economiche.
istruttori, la vecchia area C – ogni scatto avrà un valore di 850 euro lordi annui, e durante tutta la vita lavorativa se ne potranno maturare al massimo quattro.
operatori esperti, quelli che nel vecchio contratto erano l’area B – gli scatti varranno 650 euro lordi l’anno e se ne potranno ottenere al massimo quattro nella carriera.
operatori, la vecchia area A – le progressioni economiche saranno di 550 euro lordi annui ciascuno, con un tetto massimo di quattro scatti.
infine per la polizia locale arriva un incremento delle indennità di servizio esterno, una indennità giornaliera il cui importo è determinato entro un valore minimo di un euro e massimo di 15 euro giornalieri. Sempre per la POLIZIA LOCALE, nell’ultimo testo ARAN sono indicate previsioni in termini di riconoscimento delle figure di coordinamento, di aggiornamento dell’indennità di vigilanza, come scritto sopra.
Tenuto conto degli aumenti (max di 102 euro lordi), il personale della Polizia locale, che in via continuativa effettua la prestazione ordinaria giornaliera nei servizi esterni di vigilanza, andrà a guadagnare un’indennità maggiorata: si va da 1 a 10 euro, previsti dall’art. 56-quinques del CCNL del 21 maggio 2018, ad un massimo di 15 euro in più al giorno, a seconda della situazione. Si ricorda che la retribuzione stipendiale della Polizia Locale, è variabile a seconda delle competenze, dei ruoli ricoperti e del Comune in cui si presta servizio
Per il PERSONALE EDUCATIVO-SCOLASTICO, Aran ha avuto una riflessione, prevedendo ipotesi che diano “opportunità di crescita professionale ed economica”, per tutti quei profili professionali per i quali, come per educatrici ed insegnanti, vi è la necessità di un NUOVO INQUADRAMENTO.

Nostre prime valutazioni e riflessioni, come sindacato autorganizzato, indipendente e non corporativo USI, su questa fase di trattativa negoziale nazionale e sulle proposte, che sembrano avere il consenso delle organizzazioni sindacali che siedono, in via esclusiva o quasi, al tavolo di trattativa per il rinnovo dei contratti dei “pubblici dipendenti”.
Una scandalosa trattativa sindacale, solo al ribasso PER LA PARTE SALARIALE ED ECONOMICA, CON AUMENTI RIDICOLI E INSUFFICIENTI, CON L’INTRODUZIONE DI DIFFERENZE SALARIALI E INQUADRAMENTI PROFESSIONALI CON UN’ACCENTUAZIONE DELLE DIFFERENZE, sia sulla parte variabile che sui criteri e meccanismi che si intendono sottoscrivere e adottare, senza molta considerazione per le categorie più basse malgrado siano anche preparate professionalmente. Un compromesso al quale i sindacati concertativi hanno dato, il loro avallo, pur di conservare il monopolio della negoziazione, anche con riflessi negativi per quella di singolo Ente o struttura decentrata, troppo spostata su tecnicismi, mentre LA QUESTIONE CENTRALE, IL RECUPERO SALARIALE rispetto all’attuale costo della vita, è posto in secondo piano e nella classica logica che, nella popolare strada di via di PORTAPORTESE A ROMA, tra i rioni Trastevere e Testaccio, la domenica oltre al mercato dove puoi trovare di tutto, ci stavano i famosi banchetti mobili di chi faceva il “GIOCO DELLE TRE CARTE”… CARTA VINCE, CARTA PERDE, PUNTATE SIORI E SIORE, E’ TUTTO ONESTO E SENZA TRUCCO E SENZA INGANNO…ecco questa fase di trattativa per il rinnovo pure di questo CCNL, per i dipendenti degli enti locali e delle regioni, assomiglia molto a quel gioco d’azzardo. Se si aggiunge che con le riforme anche del ministro Brunetta, pure la fase di “negoziazione” è diventata una puntata al gioco delle tre carte, riportata alla realtà dei singoli Enti, dove il potere dei dirigenti e dei loro vassalli è aumentato e le decisioni unilaterali (dopo il “previo confronto e informazione sindacale”, la forma viene rispettata ma non la sostanza) spadroneggiano, aumentando disparità di trattamento, piccole clientele e un senso di disagio per chi lavora per la collettività e comunità locale, dove i datori di lavoro, tra un ciclo congiunturale, una crisi e rimpasto di giunte, per accontentare maggioranze politiche variabili, difficoltà di introiti regolari, piangono miseria ogni volta che si deve discutere di FINANZIARE LE PROGRESSIONI ECONOMICHE E PURE IL SALARIO ACCESSORIO, una parte variabile che sta diventando fino al 30% della retribuzione globale di fatto lorda mensile.
DAVVERO SI CERCA DI CONVINCERCI, CHE IL PROBLEMA REALE E CENTRALE, SONO LE “ALTE PROFESSIONALITA’”? O LE MISURE DI INDENNITA’ LEGATE A INCARICHI, RISERVATE A POCHI ELETTI RISPETTO ALLA MASSA DEL PERSONALE NEL COMPARTO?
Sarebbe stata politica gestionale a livello sindacale, proporre adeguamenti salariali dignitosi e rispettosi del dettato costituzionale (art. 1, 2, 3, 36) vigente, rimettere un processo di rimodulazione di SCATTI DI ANZIANITA’ ATTUALI ALLE ESIGENZE DI CHI LAVORA, A TUTTI-E E CON UN’ATTENZIONE ALLE CATEGORIE PIU’ BASSE, ANCHE NELLA NUOVAPROPOSTA DI INQUADRAMENTO IN 4 AREE, PER COLORO CHE DI SOLITO NON USUFRUISCONO DI INDENNITA’ O PREMI, ELIMINANDO QUELLA SORTA DI DIFFERENZIAZIONE CHE FINISC EPER PRIVILEGIARE LE CATEGORIE PIU’ ALTE o “i soliti noti”, a scapito delle CATEGORIE BASSE E INTERMEDIE, la maggioranza del personale in servizio…quello era il sistema gerarchico feudale e clientelare, C’E’ STATA PUR SEMPRE LA RIVOLUAZIONE FRANCESE E QUASI 200 ANNI DI CRITICA ALLO STATO FEUDATARIO E ALLE STORTURE DEL MODELLO CAPITALISTICO, che manco più nelle fabbriche si tiene, se non a prezzo di forte repressione e di ricatto occupazionale, con una disparità di “genere” che fa spavento, per un Paese che si vanta di essere civilizzato come l’Italia.
Anche sulle proposte di aumenti salariali, rimane una disparità tra la fascia A, quelle B e Ce la fascia D, inoltre l’aumento lordo dello scatto di anzianità 1600€ lorde per il D con 6 scatti di anzianità) e la metà per i C, e tra B e A ci corrono 100€, per le altre 3 fasce sono previsti 4 scatti anziché 6. POCA ATTENZIONE AI REDDITI PIU’ BASSI, A CHI AVEBBE PIU’ BISOGNO, CON UNA ACCENTUATA INIQUITA’ NELLE SOMME LORDE E NEI PROCESSI, SPECIE PER COLORO CHE IN MAGGIORANZA, LAVORA SENZA “APPARIRE” ED E’ IL PRIMO TERMINALE NELL’EROGAZIONE DI SERVIZI ALLA CITTADINANZA, DI CUI CON QUESTI MECCANISMI E PIU’ DIFFICILE FAR AVERE PRESTAZIONI DI QUALITA’ ED EFFICACI.
Dall’Agenzia governativa ARAN, certe proposte si potevano prevedere, MOLTO DI MENO LA ECCESSIVA ACQUIESCENZA, A CONTRATTO SCADUTO, dei sindacati concertativi, che hanno posto come pregiudiziali questioni che non sono sentite dalla maggioranza dei dipendenti ai quali questo rinnovo contrattuale è rivolto, che ha altre aspettative ed esigenze. VAPURTROPO RIMARCATO CHE I MARGINI DI OPPOSIZIONE E DI RESISTENZA, dopo due anni e mezzo di stato di emergenza e di crisi pandemica, sui posti di lavoro sono esigui, la rassegnazione e la paura hanno il sopravvento, la sfiducia non solo nei sindacati “firma-tutto-e-di-peggio” ma di TUTTO IL MODELLO SINDACALE, DI ORGANIZZAZIONE E TUTELA COLLETTIVA ORGANIZZATA, SOLIDALE, è aumentata, lasciando spazi notevoli al qualunquismo (tutti i sindacati sono uguali…siete tutti una razza bastarda, se non di peggio i commenti di collegi e colleghe) e di disimpegno, come se non vi possa essere più, la forza di cambiare le cose, secondo i propri bisogni e necessità e unendo le forse per gli obiettivi comuni, di salari dignitosi, diritti collettivi e personali fruibili da tutti-e, condizioni di salute e sicurezza idonee e con ridotte forbici di distanza retributiva, formazione e aggiornamento adeguati ai compiti più articolati richiesti dagli enti locali alla propria forza lavoro, a fonte di un meccanismo di servizi ancora esternalizzati e privatizzati, un collegamento costante tra le rivendicazioni di lavoratrici e lavoratori e le aspettative dei beneficiari dei servizi stessi, un elemento che in passato ci ha permesso di vincere importanti lotte e progredire come esperienza collettiva e personale, la vera unità sindacale non è fra le “sigle”, ma deve di nuovo partire dal basso e sulla base delle comuni condizioni di vita e di lavoro. Solo con questo rinnovato spirito e con una idea di fare gruppo solidale e combattivo, si può arginare la deriva di questo GIOCO DELLE TRE CARTE, pardon …del rinnovo contrattuale.

A cura di Usi fondata nel 1912 e ricostituita sindacato Pubblico Impiego ed Enti Locali

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