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(13 Settembre 2012) Enzo Apicella

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CONTRATTO ENTI LOCALI, LE CRISI E LA GUERRA!

(I Confederali e i Governi trasferiscono sui lavoratori le spese belliche!)

(9 Agosto 2022)

nuovo si cobas

Agosto 2022 non ci porta solo calura e siccità mai viste: ci regala anche il “nuovo” contrattato delle Funzioni Locali: Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e enti collegati.
Verrebbe da dire “finalmente” se non che la firma tra Confederali e Aran segna un arretramento del trattamento economico e ancor di più un controllo delle Direzioni Aziendali sull’operato dei propri dipendenti.
Il contratto nasce già vecchio: al momento della firma è già scaduto da 7 mesi.
L’autoritarismo e la discrezionalità dei vertici pone sotto ricatto le quote del salario accessorio e le stesse possibilità di sviluppo delle carriere.
Allineati e disciplinati alle linee aziendali è la virtù richiesta per non incorrere nelle more di un codice disciplinare che nulla ha a che vedere con una efficace organizzazione del lavoro.

La performance individuale viene esasperata non per promuovere professionalità e produttività del servizio ma per favorire ulteriormente la gerarchizzazione del lavoro e la divisione fra dipendenti e scaricare le responsabilità di errori nella elaborazione delle pratiche sui dipendenti a fronte di una massa di lavoro crescente non supportata dal necessario adeguamento degli organici.
Mancando tutto questo l’organizzazione del lavoro si risolve in una recrudescenza di misure disciplinari.
L’aumento salariale è irrisorio e riflette un’impostazione consolidata da tempo.
Le richieste non tengono conto dei bisogni di tenuta economica della categoria ma assecondano solo le esigenze di bilancio.
Gli aumenti sono pari alla metà di quanto servirebbe oggi, per stare al passo dell’inflazione. La mancata corresponsione degli arretrati (da anni sostituita dalla ridicola indennità di vacanza contrattuale) fa il resto: gli stipendi negli enti locali sono i più bassi nel già sconfortante panorama del pubblico impiego.

Il tributo da pagare alle crisi: economiche, epidemiche, politiche, ambientali e militari trovano puntuale traduzione nel contratto che “salva” la nazione, l’economia nazionale, gli equilibri politici e interclassisti ma condanna ad un progressivo deterioramento sociale i lavoratori e le loro famiglie.

Il CCNL viene da tempo svuotato a favore della contrattazione di secondo livello, ma anche qui, dove potrebbe farsi sentire la voce delle RSU, rappresentative di tutti i lavoratori sindacalizzati e non, invece acquista sempre più potere il Comitato Paritetico, alle cui riunioni (segrete) partecipano solo i confederali e gli autonomi rappresentativi a livello nazionale. Questi suonano cantano e firmano senza promuovere confronto e discussione con i lavoratori.
Nelle secrete stanze hanno concordato con la sola controparte che ha imposto l’ennesimo spartito di tagli e sacrifici.
Avranno voglia e coraggio di presentare ai lavoratori i risultati di questo accordo bidone ?
Non lo faranno! Hanno paura del confronto e della mobilitazione che i lavoratori prima o poi dovranno mettere in atto per non vedere peggiorare condizioni di vita e di lavoro.

si cobas

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