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Salvate la Sanità

Salvate la Sanità

(28 Novembre 2012) Enzo Apicella
Secondo Monti il sistema sanitario nazionale è a rischio se non si trovano nuove risorse

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POCO PERSONALE E GLI INTERVENTI CHIRURGICI “MENO
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(31 Agosto 2022)

nuovo si cobas

E’ un fatto gravissimo, una vera Caporetto sanitaria che incide sulla qualità della vita di tutti quei cittadini che pagano le tasse e si aspettano, in ritorno, di essere
curati dal Sistema Sanitario Nazionale.
Poiché siamo in campagna elettorale subito partono le accuse a Toti, che, in quanto Presidente della Giunta Regionale, è il più ovvio responsabile di questa Caporetto sanitaria. L’accusa più tagliente che gli viene rivolta è quella di incapacità, dalla quale il rubicondo Presidente si difende con la supercazzola del “tranquilli: stiamo solo riorganizzando, ottimizzando ecc”.
Al nostro sindacato di far campagne propagandistiche per tirare la volata a qualche "partito amico" importa zero: la carenza di personale la denunciamo da anni, senza preoccuparci del colore politico di questa o quella giunta. E sappiamo che non è per “incapacità” che non si assume: è una scelta! Una scelta politica trasversale, che riguarda tutta la Sanità pubblica italiana e tutti coloro che la governano!
E’ per questo che i lavoratori della Sanità pubblica –OSS, medici, infermieri, tecnici, ecc- vengono spremuti quotidianamente e costretti a lavorare in condizioni di rischio inaccettabile. Non per incapacità di qualcuno: per scelta!
Toti, come altri “governatori”, contiene i costi non assumendo. E lo fa per limitare, strangolandolo, il ruolo del settore pubblico e favorire, così, quello privato. E questo nonostante la pandemia avesse reso evidente anche ai ciechi che gli ospedali dovevano essere rinforzati o sarebbero andati in crisi! Cosa che, puntualmente, sta
avvenendo: San Martino è solo il primo di una lista destinata ad allungarsi.
Non si tratta, infatti, di un modello sanitario “ligure” o “lombardo”: si tratta del modello Draghi”, la tendenza nazionale a smantellare il settore pubblico, per dare spazio all’investimento dei privati.
Detto con brutalità, cari colleghi: se mai avrete bisogno – voi che tenete in piedi la baracca e tappate i buchi per obbligo o per non lasciare soli i colleghi - sarete costretti a spendervi POA, ALA, reperibilità e straordinari per pagarvi cure private! E questo quando lo stesso Governo che lesina su investimenti, assunzioni e contratti
in Sanità è prontissimi a sganciare fior di miliardi per finanziare la guerra e il riarmo italiano!
A fronte a questo ennesimo, ma non ultimo, attacco alle nostre condizioni di vita e di lavoro, é ancora più necessario organizzarsi nel sindacalismo conflittuale e combattivo, anche contro quel sindacalismo di regime che invece di opporsi alla distruzione della sanità pubblica, continua ad accompagnare e favorire tali processi! Costruiamo anche in sanità un autunno di lotta! Costruiamo un vero sciopero generale di tutte le categorie!

si cobas

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