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L'avocado del diavolo

L'avocado del diavolo

(11 Luglio 2010) Enzo Apicella
Boicottare gli avocado israeliani

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(Palestina occupata)

L'imperialismo è strage!
Onore ai nazionalisti rivoluzionari palestinesi assassinati a Monaco!

Cinquanta anni fa: Volantino originale dell'8 settembre 1972 di:
RIVOLUZIONE COMUNISTA
sezione OSVALDO GALMARINI
Via Cicco Simonetta,11
-MILANO-

(5 Settembre 2022)

Medio Oriente: guerra civile, reazione e rivoluzione.
(2 prese di posizione raccolte nell'opuscoletto del 23 settembre 1976)

Martedì 5 settembre [1972], all'alba, 8 guerriglieri palestinesi, aderenti a "Settembre nero", hanno tratto in ostaggio al villaggio olimpico 9 atleti israeliani. I palestinesi volevano, con quest'azione, ottenere il rilascio di 239 prigionieri politici detenuti nelle prigioni israeliane ed affermare, dinanzi a tutto il mondo, i diritti nazionali del popolo palestinese. I fedayn hanno chiesto alla polizia tedesca, che ha subito circondato il villaggio con migliaia di uomini, un aereo col quale raggiungere una capitale araba, da dove trattare con Israele.

Il governo tedesco, d'accordo con quello israeliano e col Comitato olimpico internazionale, ha pianificato il massacro dei guerriglieri e dei loro ostaggi. Infatti Israele ha rifiutato persino di trattare con i palestinesi, preferendo la condanna a morte dei suoi atleti. Il Comitato olimpico, in cui siedono gli stati capitalisti, ha preteso la loro immediata eliminazione per continuare i Giochi. Il governo tedesco ne ha eseguito i suggerimenti, per difendere il proprio prestigio imperialista, sia in relazione ai Giochi olimpici, sia in rapporto ai propri interessi nel Medio Oriente. È stato il ministro degli Interni, Genscher, in persona, a preparare il macello dei fedayn. Per trattare con questo sbirro, essi hanno ritirato l'ultimatum posto all'accettazione delle loro richieste. Per tutto il giorno Genscher ed i suoi uomini hanno studiato il modo ed il luogo migliori per la strage. Hanno rinunciato a farlo al villaggio olimpico, di fronte a milioni di persone. Hanno preferito organizzare un agguato all'aeroporto militare di Fuerstenfeldbruck chiuso agli stessi giornalisti. Per attirarvi i fedayn, Genscher ha finto di accettare le condizioni, dopo estenuanti trattative. Finalmente, verso le 21, i fedayn ed i loro ostaggi si sono allontanati da Monaco verso Fuerstenfeldbruck con dagli elicotteri. Appena giunti all'aeroporto, sono stati sottoposti ad un micidiale tiro a segno da parte della polizia. I cecchini hanno subito ucciso 2 fedayn; hanno fatto esplodere un elicottero su cui stavano altri 2 insieme agli ostaggi; hanno impegnato per due ore una battaglia con i 4 superstiti, assassinandone uno a sangue freddo dopo averli catturati. A mezzanotte il massacro è terminato: fedayn ed ostaggi trucidati.

Da martedì la televisione, la stampa, la radio, i governi di tutto il mondo hanno scatenata una sporca campagna di insulti e di calunnie nei confronti dei fedayn e di tutta la nazione palestinese, incitando prima, plaudendo dopo, al massacro. A strage compiuta, come belve sazie, hanno ripreso i loro ipocriti servizi sulle Olimpiadi, su questa fiera dell'individualismo borghese, dell'intrallazzo e della corruzione imperialisti.

I partiti socialcomunisti [PCI PSI PSIUP] hanno dato ampia copertura alla canea imperialista mettendosi a trinciare giudizi"marxisti" contro le provocazioni e la disperazione delle azioni terroristiche.

Di fronte a questo ennesimo, efferato, atroce massacro di palestinesi, compiuto da uno Stato imperialista, noi comunisti internazionalisti eleviamo il nostro grido di sdegno contro gli assassini imperialisti e i loro complici; e rendiamo onore ai fedayn massacrati.

Noi esprimiamo, in questa occasione, la nostra solidarietà a Settembre Nero, gruppo nazionalista rivoluzionario che lotta con le armi in pugno per la liberazione del proprio popolo. E teniamo a sottolineare che questo, nella presente situazione, è il dovere politico di ogni rivoluzionario conseguente, pur non avendo nulla da spartire, sul piano teorico e strategico, con questo gruppo.

Un, popolo, come quello palestinese, sradicato da un quarto di secolo dalla propria terra, massacrato dagli eserciti di Israele e di Giordania, concentrato in campi di sterminio dall'imperialismo: un tale popolo ha tutti i diritti di usare qualsiasi mezzo, qualsiasi forma di lotta contro gli usurpatori israeliani, i boia giordani, gli sfruttatori imperialisti.

Nella lotta contro i suoi oppressori, Settembre Nero usa il terrorismo politico l'unica arma rimasta ai nazionalisti rivoluzionari dopo il massacro di Amman ed il fallimento della Resistenza militare. Il terrorismo politico è un tipico metodo della lotta nazionale. Settembre Nero lo attua con risolutezza, nel colpire in tutto il mondo i propri nemici. Senza un proprio territorio sul quale combattere, ai nazionalisti palestinesi non resta che lottare dal resto del mondo.

Ecco come stanno le cose! Bisogna chiarire alla classe operaia i crimini commessi dall'imperialismo e i sacrosanti diritti del popolo palestinese. Bisogna debellare inoltre le posizioni opportuniste di organizzazioni pseudo-rivoluzionarie, alla Lotta Continua e Avanguardia Operaia, che si permettono di criticare le azioni dei nazionalisti rivoluzionari palestinesi come "avventuriste e disperate". Queste organizzazioni dimostrano di avere la coda di paglia. Dopo aver esaltato per anni il nazionalismo rivoluzionario spacciandolo per socialismo, senza nemmeno incominciare l'analisi della situazione palestinese, oggi si ritirano inorridite di fronte alla terribile realtà della lotta nazionale.

Tutti sanno che i gruppi nazionalisti rivoluzionari palestinesi, come Settembre Nero, non lottano per il socialismo; mentre, al contrario esistono organizzazioni palestinesi che lottano per la rivoluzione socialista nel Medio Oriente e che, quindi, adottano metodi e forme di lotta di classe e non si basano sul terrorismo. È chiaro che dobbiamo la nostra solidarietà militante a queste organizzazioni. Ma in quanto comunisti rivoluzionari, non dobbiamo negare la funzione progressista del nazionalismo rivoluzionario, e omettere di difenderlo dall'imperialismo.

W la lotta dei popoli oppressi contro i loro oppressori!

W la lotta del proletariato e dei popoli oppressi contro l'imperialismo!

Ciclostilato in proprio. Milano 8/9/1972 L’esecutivo di sezione.
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Per la seconda presa di posizione LinK: http://www.pugliantagonista.it/archivio/foto_arch/Cinque%20settembre%201972.pdf

Circolo di Iniziativa Proletaria Giancarlo Landonio

Fonte

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