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Mercenari di Berlusconi

Mercenari di Berlusconi

(28 Febbraio 2011) Enzo Apicella
Silvio Berlusconi difende la scuola cattolica contro quella pubblica che subirebbe l'influenza deleteria di ideologie che non rispettano la verità

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(La controriforma dell'istruzione pubblica)

La 'buona scuola'

Dall'angolo marxista si intravedono tutti i connotati del vero sfruttamento

(26 Ottobre 2022)

Giuseppe, Lorenzo, Giuliano… sono tre giovani studenti morti sul lavoro mentre stavano seguendo il percorso di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l'Orientamento), comunemente detto alternanza scuola-lavoro, una nuova norma scolastica inserita nella legge 107 del 2015 oppure, ironia della sorte’, “Buona Scuola” del geniaccio di Rignano che prevede 400 ore di formazione al lavoro nell’ultimo triennio dei tecnici e dei professionali e 200 ore in quello dei licei. Migliaia di ragazzi, in pratica, sono stati messi a disposizione di aziende e imprese, imparando fin da subito a fare i conti con tutto ciò che toccherà loro dopo il diploma, compreso incertezza, instabilità e sfruttamento. Una legge voluta da Confindustria, sostenuta dai partiti di centrodestra e di centrosinistra, contro cui, a onore del vero, il sindacato non si è opposto con fermezza e di cui nessuno, soprattutto i politici ne parlano, tantomeno lo hanno fatto nella passata campagna elettorale delle politiche 2022.
Il racconto che rifilano all’opinione pubblica le classi dirigenti, riporta che si tratta di una specie di “tirocinio” e serve agli studenti a far prendere confidenza col lavoro che svolgeranno una volta finita la scuola.
Se la si considera, però, molto ‘scolasticamente’, da una angolazione diversa, magari, perché no, marxista, la ‘storiella’ appare completamente diversa.
Karl Marx, infatti, attraverso le sue opere su lavoro e capitale, insegna che un operaio che può contare solo sulla propria forza-lavoro per vivere e sostenersi, è obbligato a cederla al padrone capitalista in cambio di un salario. Questa compravendita è regolata in modo preciso dal mercato, con le leggi che disciplinano il movimento delle merci. Il capitalista, però, evidentemente come è nella sua natura, non accontentandosi di portare a casa l’introito del valore prodotto dal lavoro pattuito, vorrebbe trarre un utile più grande possibile, sfruttando al massimo la prestazione-merce che ha acquistato.
La differenza tra il valore del prodotto del lavoro e la remunerazione sufficiente al mantenimento della forza-lavoro, si chiama ‘plusvalore’.
Questo si potrebbe fare con due metodi principali, prolungando il tempo della giornata di lavoro, ma ciò non è contemplato nel contratto oppure attraverso un più intenso sfruttamento della forza-lavoro, aumentando la produttività tramite le novità tecnologiche apportate ai mezzi di produzione e l'incremento dei ritmi lavorativi.
Questa formula, vale a dire l’alternanza scuola-lavoro, giusto per evidenziare il nesso con le teorie marxiane, è una eccellente opera d’arte della classe borghese, creata dalla relazione ‘intima’ tra un sistema capitalista e i governi inquadrati e ad esso sottomessi. Essendo, infatti, questi periodi di addestramento, interamente gratuiti, gli studenti concedono la loro forza lavorativa senza ricevere alcun salario, realizzando, per il padrone, il cosiddetto famoso ‘plusvalore’, la formula magica del ‘manuale del buon capitalista’.
Al padrone dell’azienda, in definitiva, è servita su un piatto d’argento merce gratuita da poter usare a suo piacimento che gli produce profitto a costo zero senza scucire un soldo di proprio.
Una norma che continuerà a sacrificare gli studenti per un modello di sviluppo economico che in realtà si rivela falso e contorto, perché si basa sulla riduzione del costo del lavoro, sull’utilizzo gratuito di giovani ancora in via di formazione scolastica, sull’aumento dei ritmi lavorativi e sulla precarietà delle misure di sicurezza e prevenzione.
Proprio nel momento in cui la scuola dovrebbe fornire agli studenti i mezzi necessari affinché possano sviluppare una consapevolezza e formarsi un pensiero critico su tutto ciò che ruota intorno al mondo del lavoro, tutto questo diventa, invece, solo un’esperienza che spesso si traduce in sfruttamento e speculazione riconosciuti e consentiti dallo Stato stesso. E poco importa se morire da studente mentre cerchi di incamminarti nel futuro, è la cosa più ingiusta del mondo.

Pasquale Aiello

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