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Fiat voluntas Usa

Fiat voluntas Usa

(24 Settembre 2012) Enzo Apicella
Nel suo discorso all'Unione Industriale di Torino Marchionne addossa le colpe della crisi Fiat all'Italia che non si libera dalle zavorre.

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CONTRO LA PACIFICAZIONE NAZIONALE,
PASSO VERSO LA GUERRA IMPERIALISTA

(28 Ottobre 2022)

Editoriale del n. 118 di Alternativa di Classe

davanti iron and logistics

Successivamente al violento sgombero, gli operai sono tornati davanti ai cancelli della Iron & Logistics

Dopo la “vittoria” annunciata (vedi ALTERNATIVA DI CLASSE Anno X n. 117 a pag. 1) alle elezioni politiche, è nato, con solerzia e rapidità, il “nuovo” governo di Giorgia Meloni con i suoi Fratelli (d'Italia) ed i cugini... Una occasione soggettivamente troppo ghiotta per i neofascisti, per farsela scappare con le dispute sui nominativi e i posti con gli alleati. M.Salvini e A. Tajani (leader in pectore di Forza Italia): entrambi vicepresidenti! Per il resto, si è aggiustato tutto....
Non sono certo in discussione la continuità atlantica e la collocazione internazionale! E, significativamente, mentre il Presidente Draghi è andato al Consiglio Europeo del 20 e 21 Ottobre, la ex leader della “opposizione” al suo governo arrivava a dargli il cambio a Roma. Tutte le critiche dei media mainstream sono andate alle esternazioni di Berlusconi, che, in realtà, si sono limitate ad umanizzare la figura del diavolo (Putin), ponendo anche, però, dubbi sulle scelte belliciste europee.
Nel contesto della contrapposizione sempre più forte, e gravida di pericoli per la stessa specie umana, tra imperialismi occidentali da un lato ed imperialismo russo oggi, e cinese domani (vedi ALTERNATIVA DI CLASSE Anno X n. 115 a pag. 1) dall'altro, per il capitale nazionale non è certo un problema un governo di destra. Anzi. Cose da “sistemare” in un certo modo, ce ne sono diverse, e chi meglio di un governo del genere in questo momento?
Anche la stessa questione della “repubblica democratica” e della “costituzione antifascista” passano in secondo piano. Divengono tema di posizionamento politico. Del resto, non è da oggi che si parla di superamento delle divisioni ideologiche! E le differenze di fondo tra destra e “sinistra” si limitano ormai ai “diritti civili”, tra visioni “tradizionaliste” e concezioni più “moderne”... Il tutto su di un piano che prescinde dalla condizione di classe.
Immagine di una definitiva omologazione è stato l'insediamento di Giovedì 13 al Senato del suo nuovo presidente, Ignazio Benito Maria La Russa, con un indelebile passato da picchiatore fascista, eletto anche con voti di “antifascisti”. Il personaggio ha portato un mazzo di fiori a Liliana Segre, da lui definita “Presidente morale”, e che, non a caso, poco prima aveva citato il 25 Aprile della Liberazione con il 2 Giugno della Repubblica, e insieme al 1° Maggio dei lavoratori, “assunto al cielo” delle ricorrenze della borghesia. Aggiungendovi il 17 Marzo, data della proclamazione del Regno d'Italia, il quadro delle feste nazionali, secondo La Russa, è completato.
La successiva elezione a presidente della Camera dei deputati di Lorenzo Fontana, leghista e cattolico ultraconservatore, ha confermato l'intenzione dell'establishment di dirottare lo scontro nel sociale tra un anacronistico “tradizionalismo” e una “modernità” a tutti i costi, che emargini del tutto qualsiasi legame con lo scontro di classe, già da molti anni relegato fuori dal Parlamento. Del resto, con un nemico esterno, oggi la Russia, bisogna essere “pacificati” all'interno!...
La “guerra ucraina” sta procedendo, con il suo portato di distruzione e di morte tra la popolazione ucraina ed i giovani soldati russi, e, finita la campagna elettorale, i media mainstream hanno ricominciato a riportare in risalto le relative notizie. Tra queste, tutte negative: il referendum di annessione del Donbass di fine settembre alla Russia, poi la novità dell'attacco ucraino, avvenuto Venerdì 14, contro una centrale elettrica nei pressi della città di Belgorod, in territorio russo e vicina al confine, grazie alle armi fornite dall'Occidente. Chissà se i sostenitori di sinistra della “Resistenza ucraina” parlano ancora di “guerra di liberazione”...
Altra operazione che ha colpito la Russia è stata quella del 8 Ottobre, nel giorno del compleanno di V. Putin, quando vi è stata la esplosione del ponte di Kerch, che unisce alla Russia la Crimea, annessa 8 anni fa. L'attentato, dal forte valore simbolico, ha visto concordi sia la Russia, che il New York Times ed il Washington Post, nell'attribuirlo ai servizi segreti ucraini.
Il conseguente atteggiamento di sfida da parte di alcune autorità ucraine verso la Russia è stato disapprovato dagli USA, mentre si comincia a parlare di un possibile primo incontro al G20 di Novembre in Indonesia tra V. Putin e J. Biden... Probabilmente ad entrambi i contendenti potrebbe fare comodo oggi un “cessate il fuoco”.
E infatti da qualche giorno ha tornato a muoversi in quel senso la diplomazia turca, con Erdogan in testa, mentre solo Zelenskij, dopo il decreto con il divieto di trattare con Mosca, ha sempre continuato a mostrarsi apertamente contrario. E, dato che nel capitalismo non si fa niente per niente, è comparsa la proposta di realizzare in territorio turco un hub petrolifero, in cui fare arrivare anche combustibili russi, per poi rivenderli, scavalcando le sanzioni...
Nel frattempo, però, dopo le richieste di ingresso nella NATO di Svezia e Finlandia (vedi ALTERNATIVA DI CLASSE Anno X n. 115 a pag. 2), la Russia ha portato da 7 a 11 i bombardieri di stanza ad Olenya, ai confini con Finlandia e Norvegia, in grado di trasportare testate nucleari. E il giorno 17 la NATO ha avviato in Belgio, senza alcun rinvio, l'esercitazione annuale programmata, denominata “Steadfast Noon”, di addestramento ad un conflitto nucleare su vasta scala. Lo scopo dichiarato è di “mostrare i muscoli”, come deterrente... Poi anche la Russia farebbe analoghe esercitazioni annuali, denominate “Grom”, entro la fine di questo mese.
Mentre dal 14 al 19 Ottobre nel Mare Mediterraneo si è svolta una esercitazione navale NATO, denominata Neptune Strike, per la interoperabilità tra le forze aeree e quelle navali in funzione anti-russa, da Sabato 22 gli USA hanno trasferito in Europa, e precisamente in Romania, per la prima volta dopo la Seconda Guerra Mondiale, la loro 101° Divisione Aerotrasportata, che è una delle più specializzate divisioni aeree d'assalto.
Settori di capitale europeo che hanno rapporti commerciali con la Russia, stanno spingendo verso ipotesi di trattativa, oltre ad appelli di intellettuali, e, a livello popolare, stanno partendo mobilitazioni che la richiedono, con giuste, diffuse e crescenti, preoccupazioni. Certo, anche se egemonizzate dall'impotente pacifismo della piccola borghesia, al contrario delle manifestazioni di sostegno alle risposte armate “delle democrazie”, questo tipo di appuntamenti di piazza, se non altro, contribuisce a creare un movimento di opinione sfavorevole alle politiche di guerra... Ma il piano su cui muoversi, per i proletari è un altro.
In relazione alla questione energetica, centrale oggi per il capitale quanto lo è la guerra guerreggiata, la UE, dopo una prima decisione sul fare cartello per gli acquisti di gas e promuovere “solidarietà” fra i Paesi aderenti in caso di necessità energetiche, nell'ultimo Consiglio Europeo, oltre ad addossare interamente alla Russia ogni responsabilità su qualsiasi questione, ha deciso di introdurre, entro i primi mesi del 2023, “un nuovo parametro di riferimento complementare” per il gas alla Borsa di Amsterdam (vedi ALTERNATIVA DI CLASSE Anno X n. 117 a pag. 2), in modo da contenere gli aumenti di prezzo.
La decisione più rilevante di Bruxelles in materia risulta, però, la contrastata introduzione, propugnata dall'Italia di Draghi, di “fissare un tetto al prezzo del gas (“price cap” - ndr) utilizzato per la produzione di energia elettrica”, tenendo conto di “finanziamento e distribuzione”, nonché il coordinamento degli interventi a sostegno di “famiglie e imprese” attraverso un fondo, per “rafforzare la resilienza delle nostre economie” e preservare “la competitività globale dell'Europa”. Nonostante l'unanimità della decisione “di massima”, i contrasti con Germania e Paesi Bassi sono rinviati alla riunione dei Ministri europei dell'Energia per definirne i dettagli operativi.
La UE si mantiene, almeno formalmente, unita “al fotofinish”, ma resta la pesantezza del caroenergia, sia con il carobollette, che con l'inflazione, che continua a crescere, e già si prevede al 10% per il mese di ottobre, con il conseguente carovita, oltre alla recessione, ormai inevitabile. La situazione, che l'imperialismo di casa nostra affronterà con un governo di destra, è grave, e tutti parlano di un “inverno tremendo”.
I meccanismi che sottendono al prezzo del gas in Europa (vedi ALTERNATIVA DI CLASSE Anno X n. 117 a pag. 2) saranno ritoccati, ma la scelta per il futuro, con soddisfazione per i produttori USA, rimane quella di costruire altri 20 rigassificatori, terminali galleggianti per il GNL, costosi ed inquinanti, che, dovendo essere ammortizzati, ci allontanano dalle velleità di una transizione verso le fonti rinnovabili e del contrasto al cambiamento climatico. Del resto, qui in Italia anche il relativo ministero si chiama ora “Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica”...
Lunedì 17 è stato presentato pubblicamente a Roma il “Rapporto 2022 su povertà ed esclusione sociale in Italia” della Caritas Italiana, denominato “L'anello debole”. Da esso emerge che i poveri sono arrivati ad essere circa 5,6 milioni di persone (il 9,4 % dei residenti), tra cui 1,4 milioni di bambini. Le richieste di aiuto alla Caritas sono aumentate del 7,7 % nel 2021, e sono in ulteriore aumento. Di queste il 23,6 % sono lavoratori poveri; tra gli stranieri assistiti la percentuale di lavoratori poveri sale al 29,4 %.
Aumentano tra i poveri le persone di bassa (o nulla) scolarità e di bassa (o nulla) condizione professionale. I principali bisogni sono determinati da “fragilità economica”, “bisogni occupazionali” e bisogni “abitativi”. La povertà si tramanda di generazione in generazione, ed i giovani sono tra gli “anelli deboli”, con la povertà, appunto, ereditaria e quella educativa: “l'ascensore sociale” è fermo da troppo tempo, e la sua “riparazione” appare sempre più lontana e difficile!
Quasi la metà dei giovani consultati in Europa ha avuto grosse difficoltà per il passaggio dalla scuola al lavoro, a causa degli effetti della pandemia, e la soluzione non è di certo la alternanza scuola-lavoro, che anzi ha aggiunto altri morti a quelli già numerosi fra i lavoratori, che sono in media uno ogni 8 ore. Alla diffusione della povertà sono complementari la propaganda dei media per il risparmio energetico, che, in pratica, insegna a rimanere poveri, e la ribadita volontà del Governo Meloni di abolire il reddito di cittadinanza, all'insegna del reazionario refrain: “Andate a lavorare!”...
Mentre certa sinistra borghese è abbagliata dagli effetti del “primo premier donna” in Italia, la Giorgia nazionale è guardata con un misto di rispetto e ammirazione, e le critiche, semmai, sono rivolte ai suoi alleati forzisti o leghisti... Su molti aspetti vi sono aperture di credito dai “centristi” Calenda e Renzi, ed al PD piace la sua lealtà atlantica e “filo-ucraina”, mentre, a proposito di credibilità, si atteggia ad opposizione solo G. Conte, che, in fin dei conti, il suo primo governo lo ha fatto proprio con la destra!...
La pubblica solidarietà incondizionata, manifestata da E. Letta a I. La Russa sulle ingenue scritte della Garbatella di Roma, che si limitavano ad esprimere un sentimento diffuso nel quartiere, hanno seppellito definitivamente il formale “antifascismo” istituzionale, inaugurando una nuova PACIFICAZIONE NAZIONALE. Non è più possibile ora alcuna interpretazione altra del 25 Aprile: rappresenta, perciò, solo la celebrazione della borghesia nazionale, che eliminava ogni velleità rivoluzionaria dalla guerra partigiana, omologandola alla continuità dello Stato.
A conferma di ciò le dichiarazioni del 23 Ottobre del neo-Ministro della Difesa e fondatore di Fratelli d'Italia, oltre che ex presidente del settore aziende militari di Confindustria, Guido Crosetto, che ha già confermato le armi italiane per l'Ucraina, ha richiamato ad “un’unità di intenti da parte di tutti gli attori politici”, e, infine, ha messo le mani avanti, attribuendo preventivamente le future “piazze arrabbiate” a presunte “influenze russe”. Dice, in pratica, che rifiutare la pacificazione nazionale significa “stare col nemico”.
Quando parlano di “inverno tremendo” e di “piazze arrabbiate”, i politicanti pacificati sanno benissimo che la situazione concreta dei lavoratori è sempre più insostenibile, e prevedono che arriverà il momento in cui la sopportazione e la pazienza non potranno continuare. In attesa degli atti del nuovo governo, la repressione è continuata, spingendosi fino ad assalire un presidio di lavoratori licenziati, con la “aggravante” di essere quasi tutti stranieri, dalla Iron & Logistics di Prato da parte della polizia, intervenuta, addirittura, con quattro reparti antisommossa ed un elicottero.
E' evidente che l'approdo ad una vera economia di guerra, come viene ormai apertamente chiamata da più parti, storna ulteriori risorse dai servizi, alimenta essa stessa l'inflazione, diminuisce l'occupazione e si riflette negativamente sul potere di acquisto dei salari. E sta per partire un Piano UE per l'addestramento bellico di altri 15mila soldati ucraini. E' facile dedurre che anche questa spesa verrà caricata su lavoratori e proletari europei. Una risposta di lotta generalizzata, che qui in Italia rifiuti la pacificazione nazionale, oltre che di pagare le spese della loro guerra imperialista, è sempre più urgente.
Fra mille contraddizioni, il sindacalismo di base ha indetto per il prossimo 2 Dicembre uno sciopero generale nazionale, con percorsi di mobilitazione e di lotta differenziati, ma che possono e debbono convergere. In questo senso si sta muovendo molto bene il Collettivo di Fabbrica della ex-GKN. Bisogna che quell'appuntamento divenga un appuntamento veramente generale, e che l'Opposizione CGIL spinga verso l'indizione nella medesima data dello sciopero generale da parte anche della CGIL e di chi ci starà. Oltre alla continuazione ed all'allargamento delle singole lotte che sono in piedi.
Le mobilitazioni che ci sono in Russia contro la guerra, duramente represse, devono trovare collegamento con le mobilitazioni proletarie in occidente, e in particolare in Europa, a loro volta contro questi altri imperialismi, che si muovono anch'essi oggettivamente in tale direzione. E la difesa delle condizioni di vita e di lavoro è sacrosanta, e rappresenta, collegandosi internazionalmente, aldilà dei confini che il capitale ci impone, l'unico antidoto al fosco futuro che esso ci riserva.

Alternativa di Classe

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