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Ovazione a Dublino

Ovazione a Dublino

(5 Settembre 2010) Enzo Apicella
Balir contestato a Dublino da un fitto lancio di uova. In Italia contestati dell'Utri e Schifani, in modo molto più "morbido", ma con reazioni istituzionali spropositate

Tutte le vignette di Enzo Apicella

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(Imperialismo e guerra)

Ucraina: a Roma un corteo enorme con un titolo vago: pace

Che sottotitoli metteranno i media: Putin go home, conferenza di pace ONU, con la resistenza ucraina o no armi all'Ucraina?

(3 Novembre 2022)

“Missione vaghezza“ ironizzava un blogger pacifista.

In effetti mentre ci si aspetta una grande partecipazione al corteo di Roma del 5 novembre per la pace in Ucraina, le motivazioni di questo corteo sono espresse in modo assai vago, tanto che partecipa il Pd che continuerà ad appoggiare l'invio di armi all' ucraina, la rivista Micromega con la parola d' ordine “Putin go home!”

Nello stesso tempo oggi un editoriale sul Messaggero disinforma i suoi lettori spiegando che una delle richieste del corteo è il no alla armi italiane all'Ucraina.

Che il corteo sarà composto da molte decine di migliaia di persone è dato ad oggi per scontato, perché grandi organizzazioni come la CGIL organizzeranno bus da tutta Italia.

Il tempo invece sembra cambiare proprio in occasione del fine settimana e non darebbe una mano nella partecipazione dell'ultimo minuto.

Saranno moltissime le sigle cattoliche, con le loro richieste mai indirizzate ai diretti interessati.

No alle armi nucleari, ma non la richiesta che l'Italia firmi il trattato ONU di proibizione delle armi nucleari.

No alle guerre, ma la resistenza è legittima, quindi è legittimo anche dare le armi all'Ucraina e pazienza se questo servirà solo ad allungare la guerra e a tenere alta la tensione con rischi di degenerazioni improvvise, magari per incidenti di percorso o provocazioni.

Enrico Letta sarà in piazza, sembra, nonostante i molti post che in questi mesi lo hanno raffigurato con l'elmetto, spero che non saranno in piazza per decenza gli ex ministri Di Maio o Guerini che difficilmente potrebbero evitare qualche contestazione.

Sarà diffuso anche qualche volantino critico, tra cui quello che trovate qui sotto.

Ci saranno cartelli contro l'invio alle armi, io ne porterò due, e qualche altro è già pronto ed esposto nelle bacheche FB. Sembrano invece proibiti striscioni contro la NATO, anche se sarà impossibile evitare qualche cartello con l' Alleanza Atlantica come bersaglio.

Molta sinistra antagonista sarà a Napoli ad un'altra manifestazione, compresi i Fiom CGIL della fabbrica fiorentina Gkn, riferimento di molte lotte negli ultimi mesi, i Fridays For Future e la campagna Noi non paghiamo.

Nel frattempo domani a Roma sfileranno studenti universitari contro la presenza di fascisti all' Università, ed già arrivato qualche spintone tra studenti di destra e di sinistra.

Insomma confusione e pressappochismo in questo autunno, ad oggi caldo solo nelle temperature.

Unica certezza: quando facciamo la spesa, con pochi acquisti arriviamo a cifre che già ci pesano

Tutto questo ci porterà a far la guerra tra noi poveri, prendendocela soprattutto con i più deboli, che infatti in ospedali e RSA continuano morire molto di più dell'era pre-Covid, e non a causa di misteriose malattie ma perché non curati in modo adeguato.

Questa è l'Italia del 2022.

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5 novembre: convergiamo e rilanciamo

Evitare una guerra nucleare e una catastrofe umana e ambientale sono le priorità assolute.
Per questo ci auguriamo che centinaia di migliaia di persone manifestino con i colori arcobaleno della Pace, in Italia, come nel resto d’Europa e del mondo.

Tuttavia riteniamo necessario sottolineare che chi sceglie PACE E NONVIOLENZA, chi rifiuta la logica della guerra e si propone di creare «le condizioni per avviare negoziati capaci di condurre a soluzioni non imposte con la forza, ma concordate, giuste e stabili», d’accordo con il Papa, non si erge a giudice che condanna, e rifiuta l’interpretazione lineare e semplicistica della struttura vittima-aggressore, per andare a cercare sin dalle origini del conflitto la complessa rete di bisogni, aspirazioni, interessi da ascoltare e comprendere per poter avviare un processo di riconciliazione tra popoli riconoscendo le molteplici responsabilità. Un groviglio di fattori culturali, sociali, religiosi, economici e politici che nel crocevia storico dell’ultimo secolo ha creato muri e irrigidimenti nazionalistici, piuttosto che reciproca accoglienza e co-esistenza nella prima civiltà planetaria della storia.

Alla luce di una rinnovata sensibilità che avanza nella convergenza delle diversità, contro qualsiasi discriminazione e nell’ambizione ad una vita degna, giustizia e progresso per tutte, tutti e tutto sul pianeta, è evidente quanto siano fallimentari e anacronistiche questa guerra, questa polarizzazione NATO-Russia, questo sistema economico e poi politico basato su armi, consumo e fonti non sostenibili e soprattutto che punta all’arricchimento e la selezione di pochi, affamando e privando di progettualità e futuro una percentuale sempre maggiore della popolazione mondiale.

Questo sistema disumano e violento è fallito e nell’ultimo colpo di coda rischia di creare danni irreparabili, per questo è necessario rilanciare con fermezza la necessità di risoluzioni che possano portare realmente e rapidamente a tavoli di negoziato, per arrestare subito la follia della guerra e prima che un incidente o una provocazione di troppo degeneri in un disastro nucleare.

Per questo INVITIAMO TUTTE E TUTTI A IMPEGNARSI A SOSTENERE QUESTE ESIGENZE:

- Cessate il fuoco immediato e ritiro delle forze militari
dai territori coinvolti sotto la supervisione ONU e dislocamento dei Corpi Civili di Pace per il monitoraggio del cessate il fuoco, il supporto a tutte le vittime del conflitto e il contributo alle attività di costruzione della pace.

-
Stop immediato all’invio di armi e all’aumento delle spese militari, perché una risposta violenta alla violenza non porta la Pace, perché alimentare il conflitto non è mai giustificabile, né creerà le condizioni del dialogo necessarie a raggiungere soluzioni concordate e soprattutto perché LE POPOLAZIONI CIVILI COINVOLTE NON VOGLIONO PIÙ NÉ MORTI NÉ FERITI.

- Ritiro delle sanzioni
che solo alimentano una guerra economica che colpisce le popolazioni.

- I
mpegno concreto dei governi europei per aprire il dialogo nei tavoli diplomatici, aperti a tutte le parti sociali e soprattutto al contributo delle donne nello spirito della Risoluzione ONU 1325 (2000).

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Firma e ratifica del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari da parte di tutti i governi, ad iniziare da quello italiano e quelli europei.

- Contrastare e risolvere le conseguenze economiche, energetiche, alimentari, migratorie scaturite dalla guerra e dalle speculazioni finanziarie, sollecitando la conversione ecologica ed eliminando a priori ipotesi di gas liquido/rigassificatori e nucleare civile.

- Scioglimento della NATO, un’alleanza che obbliga i Paesi membri ad essere complici delle guerre e degli interessi dell’industria bellica e lotta contro le basi e le servitù militari presenti nel nostro Paese, già troppe volte usate come piattaforma di lancio di guerre in giro per il mondo.

Per sottoscrivere convergenzanonviolenta@gmail.com

L’appuntamento per tutte/i coloro che vorranno sostenere questo appello a CONVERGERE E RILANCIARE è alle 13,00 in Piazza dell’Esquilino per dare l’opportunità a chi può di partecipare all’ASSEMBLEA NAZIONALE PER LA PACE,LA GIUSTIZIA SOCIALE E AMBIENTALE, CONTRO LE DISEGUAGLIANZE E L’ESCLUSIONE alle 11,00 in Piazza Vittorio Emanuele II (www.5novembreinpiazza.it). Invitiamo tutte/i a venire con bandiere della Pace e cartelli che riportino le suddette ESIGENZE.

Iniziativa Convergenza: Fronte Umanista Europe for Peace; La Comunità per lo Sviluppo Umano; W.I.L.P.F. Italia; Mondo Senza Guerre e Senza Violenza; Energia per i Diritti Umani – Onlus; Lista Civica Italiana; Rete Toscana in Movimento; Pressenza – Agenzia stampa internazionale per la pace, la nonviolenza, l’umanesimo e la nondiscriminazione; Tina Napoli (esperta politiche dei consumatori); Marco Palombo (attivista contro la guerra); Giuseppe Bruzzone (obiettore di coscienza); Prime adesioni: ManifestA; Associazione Per i Diritti Umani; Rete Sociale in Movimento; Brigata Pacifista –Roma; Ecoistituto del Veneto Alex Langer; Michele Boato direttore rivista Gaia; ODISSEA, Blog di cultura, dibattito e riflessione diretto dallo scrittore Angelo Gaccione; Gianmarco Pisa (operatore di pace); Elio Pagani (attivista contro la guerra e promotore della ricerca sullo statuto giuridico delle armi nucleari in Italia); Patrick Boylan (attivista contro la guerra e nel comitato Free Assange Italia);Silvia Nocera (Multimage, casa editrice per i diritti umani); Valentina Ripa (attivista per i diritti umani e membro del Direttivo del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli); Vincenzo Brandi, (Rete NO WAR Roma); Norma Bertullacelli (insegnante pacifista, Ora di Silenzio contro la guerra, Genova); Diego Pertile (amministratore pagina FB No armi in Ucraina – Vicenza); Flavia Lepre (antimilitarista, Napoli); Silvia Galiano ( Silvia Galiano, attivista eco-femminista di Catanzaro); Ireo Bono (medico attivista contro la guerra); Bruna Bianchi (scrittrice, ex Docente di Storia delle donne e Storia del pensiero politico e sociale contemporaneo all’Università Ca’ Foscari di Venezia); Annapina Ciminelli; Federico Zenga; Rita Venturi; Gianfranco Attanasio; Giovanni Bonomo – Centro Culturale Candide; Beppe Pavan; Giuliana Barone; Alessandra Cangemi (giornalista, Milano); Moreno Biagioni – Comitato “Fermiamo la guerra” di Firenze; Maria Grazia Campari – Firenze; Cesara Degliana; Emanuele Negro, fisico, obbiettore di coscienza, attivista ambientale; Pilar Castel- performer; Maria Teresa Norero; Sergio De Cristofaro; Augusto Cacopardo (docente di antropologia della violenza, Università di Firenze); Mario Cucchi.

Marco P.

Fonte

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