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(28 Maggio 2011) Enzo Apicella
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Senza valorizzazione dei lavoratori… quale “rilancio” per Risorse per Roma?

(7 Novembre 2022)

risorse per Roma 2

La sede di Risorse per Roma all'Eur (immagine ripresa da romatoday.it)

I lavoratori e le lavoratrici dell’Ufficio Condono apprendono con preoccupazione l’esito dell’incontro tra il vertice aziendale e la RSU, la RSA Multiservizi e i Segretari territoriali delle OO.SS. descritto nel resoconto diffuso dalla RSU il 28.10.2022.
Come già comunicato ai lavoratori dislocati a via di Decima dallo stesso Amministratore Unico durante la riunione-assemblea del 17.10.2022, Risorse per Roma si trova di fronte a numerose criticità che – stando alla nota sindacale - i vertici aziendali intendono affrontare con:
1 la ristrutturazione dei servizi di staff
2 l’esternalizzazione di alcuni servizi
3 la stipula di contratti di consulenza
Queste iniziative, si legge, sono funzionali alla formazione dei lavoratori che potranno così contribuire alla “riattivazione della società” che si candida a divenire “referente tecnico dell’Amministrazione per i servizi di urbanistica e ingegneria” (cit.). Per maggiori dettagli si rinvia al Piano Strategico Operativo aziendale (PSO) che RpR ha inviato a Roma Capitale ma che al momento è rimasto privo di riscontro.
Il quadro delineato dal resoconto della RSU è, se possibile, ancora più inquietante di quello descritto
dall’AU ai lavoratori del Condono e, proprio come questo, non apre alcuno spiraglio per la risoluzione dei numerosi problemi posti in questi anni dal personale di RpR e nelle ultime settimane in particolare dai lavoratori dell’Ufficio Condono (ad esempio l’inidoneità della sede di via di Decima, il mancato
riconoscimento economico e professionale del personale, l’emergenza sportelli al pubblico e del lavoro in archivio, la precarietà e i profili di rischio della piattaforma telematica, e così via)
In più, è colmo di contraddizioni che dovrebbero allertare anche i lavoratori più ottimisti:
- indicare quale prioritaria per l’azienda la ristrutturazione delle strutture di staff (servizi generali, risorse umane, area legale, gare e contratti, sistemi informativi) equivale a porre in dubbio l’intera organizzazione nella sua attuale configurazione e a ventilare l’apertura di una fase di gestione “straordinaria” della vita aziendale. I lavoratori hanno il diritto di sapere quali siano le reali ragioni di questa ristrutturazione e di conoscerne le implicazioni per il loro futuro
- non si vede come l’esternalizzazione di alcuni servizi possa essere lo strumento per il loro rilancio. Come sanno bene i lavoratori del Condono, l’esternalizzazione di servizi comporta sul piano operativo la cessione di attività, non è mai a titolo gratuito e porta sempre con sé la divisione dei lavoratori tra più garantiti e meno garantiti (si veda il caso del personale delle cooperative affidatarie del servizio di digitalizzazione dei fascicoli di condono, pagati meno e con tutele inferiori)
- l’esternalizzazione dei servizi di staff, che l’azienda intende affidare a soggetti terzi altamente qualificati e professionalizzati (così si apprende dalla nota della RSU) lascia intravedere nuove sperequazioni ai danni del personale già in forze a RpR, mai valorizzato in questi anni nonostante i curricula di tutto rispetto e la lunga esperienza maturata sul campo. Nessuna esternalizzazione è inoltre priva di conseguenze sul piano economico e patrimoniale: i lavoratori devono essere messi a conoscenza di questo processo al fine di esercitare il loro diritto di intervento, a propria tutela e a salvaguardia del loro posto di lavoro.
- il Piano Strategico Operativo ha una tempistica triennale… ma “RpR si propone di ottenere un contratto di transizione rinegoziabile dopo il primo anno” (cit.). Si conferma così quanto già paventato dall’AU ai lavoratori del Condono: il CdS sarà molto probabilmente di durata annuale, rinegoziabile in futuro (alla luce di mutate condizioni che nessuno oggi è in grado di prevedere, ma che a fronte del deterioramento del contesto economico generale difficilmente saranno migliori di quelle attuali)
- per il condono edilizio si apprende che “gli obiettivi previsti dal piano presentato a dicembre 2018 […] sono raggiungibili con le attuali risorse”. Risorse in realtà decimate, costrette a dividersi tra più attività, sempre più sfiancate da carichi di lavoro insostenibili, causati da un modello gestionale obsoleto, opaco e irriformabile, da un’infrastruttura informatica che rischia di crollare da un momento all’altro e da condizioni logistiche e ambientali incompatibili con le condizioni minime di sicurezza e tutela del lavoro
Non una parola hanno pronunciato i vertici aziendali sui temi che i lavoratori del Condono hanno sollevato durante la riunione-assemblea con l'AU del 17.10.2022 e che sono stati affidati alle RSU affinché ne presentassero una sintesi al successivo incontro con le OO.SS. del 20 ottobre.
Non è quindi dato sapere ad oggi cosa l’azienda intenda fare:
- per garantire le condizioni di sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici di via di Decima, chiamati a prestare la propria attività in una sede carente delle minime condizioni di garanzia previste dal D. Lgs. 81/2008
- per tutelare l’incolumità fisica dei lavoratori e delle lavoratrici dello sportello al pubblico, oggetto di intimidazioni, pressioni e aggressioni verbali da parte di utenti inferociti per lo stallo in cui versano le loro pratiche di condono e per i malfunzionamenti della piattaforma informatica
- per garantire a tutti i lavoratori un adeguato riconoscimento professionale e retributivo, anche alla luce delle capacità di iniziativa e autorganizzazione del proprio lavoro manifestata durante la fase pandemica nella gestione di situazioni complesse, in assenza di linee guida, procedure aggiornate e senza alcuna dotazione infrastrutturale da parte dell’azienda
- per contribuire all’adeguamento delle retribuzioni al costo della vita (ad esempio tramite il bonus carburante e altre analoghe iniziative)
- per rispettare l’obbligo formativo su mansioni nuove o complesse, del personale ex art. 2103 c.c.
- per prevenire alla sigla di un accordo integrativo che contempli l’adeguamento delle figure professionali non previste dal CCNL e un’indennità per i lavoratori costretti a condizioni di lavoro particolarmente rischiose o usuranti, quali gli addetti dell’archivio e gli operatori dello sportello
- per mettere in sicurezza tutti gli operatori SICER, esposti a condizioni di rischio dovute alla fragilità dell’infrastruttura telematica affidata a una società esterna e sottratta a qualsiasi controllo da parte di RpR
- per introdurre forme di agevolazione per i lavoratori che intendano anticipare i termini del pensionamento
- per adottare stabilmente lo SW quale modalità alternativa di erogazione delle proprie prestazioni professionali e comunque in tutti i casi in cui le condizioni sanitarie, logistiche e ambientali, lo impongano.
Questi e altri punti sono stati meglio descritti nelle numerose comunicazioni inviate in questi mesi dai lavoratori dell’Ufficio Condono alla RSU, alle RLS, alle OO.SS. e alla stessa azienda.
Più difficile è stato invece riuscire a creare occasioni di confronto collettivo tra lavoratori di ciascun comparto e dei diversi comparti tra loro. Le numerose richieste avanzate in queste settimane dai lavoratori del Condono di organizzare una assemblea dei lavoratori presso la sede di via di Decima sono rimaste senza riscontro, a causa - si è detto - dell’indisponibilità di ore di assemblea residue.
Crediamo che le ore di assemblea siano un patrimonio di tutti e che vadano gestite in primo luogo tenendo conto delle istanze dei lavoratori, soprattutto se all’ordine del giorno ci sono temi inderogabili come la sicurezza e l’incolumità del personale. Non potendo usufruire ormai da anni della possibilità di incontrarsi e discutere collettivamente, i lavoratori e le lavoratrici del Condono hanno adottato in questi mesi una modalità alternativa, diffusa e permanente di confronto: siamo “assemblea dei lavoratori” ogni qualvolta due o più colleghi si incontrino e condividano idee, preoccupazioni, proposte di iniziativa finalizzate al miglioramento delle nostre condizioni di lavoro, al riscatto da questa realtà di isolamento, al superamento dello status quo di cui si sono avvantaggiati in tanti, tranne i lavoratori stessi.
Portiamo questo “metodo” come nostro contributo collettivo anche agli altri colleghi che vivono condizioni analoghe alle nostre: organizziamoci dovunque siamo, facciamo (anche di più di) quello che possiamo e riprendiamoci tutto quello che vogliamo. Come primo passo abbiamo inviato una segnalazione all’Osservatorio del Lavoro di Roma Capitale sulla condizione di lavoro degli operatori degli sportelli al pubblico, alla quale ne seguiranno altre sulle numerose criticità evidenziate. Le strade per il riconoscimento dei nostri diritti sono infinite e siamo decisi a percorrerle tutte.

L’assemblea permanente dei lavoratori e delle lavoratrici dell’Ufficio Condono

la RSA USI RpR e USI fondata nel 1912


Roma, 6 novembre 2022

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