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Salvate la Sanità

Salvate la Sanità

(28 Novembre 2012) Enzo Apicella
Secondo Monti il sistema sanitario nazionale è a rischio se non si trovano nuove risorse

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La salute non è una merce, un grido da Madrid

(16 Novembre 2022)

un grido da madrid

Domenica 13 novembre un fiume di lavoratori e cittadini ha invaso le strade di Madrid per protestare contro gli ultimi tagli alla sanità pubblica decisi dal governo regionale madrileno, guidato dal reazionario Partito Popolare.
“Madrid si solleva a difesa della sanità pubblica” è stato il tema della manifestazione a cui hanno partecipato medici, infermieri, lavoratori e cittadini.
Secondo il governo erano 200.000 le persone partite in quattro cortei che si sono riuniti nella centralissima piazza Cibeles; gli organizzatori (il movimento “Marea Blanca”, collettivi di lavoratori, comitati di quartiere, alcuni sindacati e partiti politici) parlano invece di 600.000 persone, che hanno bloccato tutto il centro della città.
La scintilla che ha dato fuoco alla prateria – in Spagna da anni c’è un forte movimento contro la privatizzazione della sanità pubblica, guidata dai lavoratori della sanità, la cosiddetta “Marea Blanca” – è il piano di ridimensionamento delle “urgencias”, i servizi di assistenza primaria: 29 centri su 80 pronti soccorso verranno lasciati senza medici in presenza, con un solo infermiere e un servizio di tele (!!!) medicina.
Ne parliamo perché tutto quanto sopra assomiglia molto a quanto finora è stato proposto anche nel nostro paese. Le famose “case della salute” - di cui peraltro già non si parla più - il cui funzionamento sarebbe assicurato da personale proveniente non si sa da dove, visto che medici e infermieri già scarseggiano negli ospedali, dove comunque ormai impazzano le varie cooperative, con un carico di lavoro pesantissimo per gli operatori sanitari.
Già, perché gli “angeli” della pandemia sono stati prontamente rispediti a casa una volta cessata questa emergenza. E con la scusa della mancanza (ormai cronica da anni) dei medici di famiglia, abbiamo visto l’entrata delle multinazionali della salute anche in questo settore.
Così assisteremo – se non ci opponiamo – all’ultima tranche di svendita della sanità pubblica, da decenni massacrata da tagli di ogni genere.
E si comincia a dover fare i conti con un altro fenomeno: mentre i centri sanitari privati convenzionati garantivano prestazioni in pochi giorni, ora questo periodo si sta allungando. Perché i “privati”, i capitalisti che hanno fatto il loro ingresso nel settore della salute, una volta assicuratisi il mercato della sanità seguono le stesse logiche commerciali usate in altri campi, e non si sono certo preoccupati di assumere nuovi lavoratori per far fronte ad un carico di lavoro aumentato.
Risultato: chi ha i soldi potrà curarsi, chi non li ha si arrangi. Il profitto prima e sopra a tutto.
Da più di trent’anni la sanità pubblica, gratuita e universale (figlia delle lotte dei lavoratori) viene smantellata pezzo a pezzo. E il cavallo di Troia, bisogna ricordarlo, sono stati i contratti di lavoro sottoscritti dai sindacati confederali che, a fronte di ridicoli aumenti salariali, hanno introdotto forme di assistenza sanitaria “complementare” fornita dalle società di assicurazione (doppio risparmio per i padroni, meno soldi in busta paga e più profitti perché in genere i padroni sono anche soci di tali società).
Le prestazioni sono fornite, naturalmente, in base al ruolo nella produzione perchè le classi esistono eccome: un operaio non ha diritto alle cure dentistiche, il dirigente si…..
Anche noi dovremmo gridare, come a Madrid, che LA SALUTE NON SI VENDE, che LA SANITÀ PUBBLICA SI DIFENDE e che le condizioni di lavoro e salariali del personale sanitario devono migliorare per poter fornire un servizio adeguato ai malati.
Cominciamo a farlo durante il prossimo sciopero generale contro il governo, il 2 dicembre, e nella manifestazione di Roma il 3 dicembre.


Sesto S.Giovanni, 15 nov 2022

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

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