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(10 Luglio 2013) Enzo Apicella

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LA GUERRA. LA SOVRANITA’. LA NOSTRA VITA E QUELLA DI SUA MAESTA’ (IL CAPITALE)

(17 Dicembre 2022)

Volantino che sarà distribuito il 18 novembre alla manifestazione che si terrà davanti la base area di Aviano (indetta da un cartello di forze "sovraniste-patriottiche").

nucleocom

Grande merito agli organizzatori: finalmente, era ora! che fosse convocata una manifestazione (non importa se di tanti o di pochi) contro la guerra e contro una delle principali sue fucine cioè la Nato, braccio armato del capitalismo e dell’imperialismo occidentale. Di fronte ad un famigerato luogo, la base di Aviano, da dove sono partiti i bombardieri che furono anche tricolori che finirono l’opera di fare a pezzi la Jugoslavia, finirono cioè di sventrare i popoli ed il proletariato di Jugoslavia, assestando con ciò una (ennesima) rasoiata sul corpo del proletariato internazionale. Era l’anno 1999, e lo diciamo giusto per ricordare (guai a perdere la memoria!) solo uno degli episodi di una guerra di classe e mondiale che non è “scoppiata” l’altro ieri. Semmai fino “all’altro ieri” ci si illudeva che essa riguardasse “gli altri”, le periferie del mondo. Semmai fino “all’altro ieri” magari le guerre (o… le “missioni di pace”) erano addirittura operazioni profittevoli per tanti se non per tutti nel “libero e democratico” Occidente. Bisogna ricordare (guai a perdere la memoria!) che sotto l’ombrello USA/Nato ci hanno campato e prosperato per anni e anni, per decenni, il capitalismo europeo ed italiano.
Da vassalli “dei padroni” americani? OK, certamente. Ma da vassalli con la pancia e il portafoglio discretamente pieni! Che è poi ciò che conta in questo mondo ove regna sovrana (a proposito di “sovranità” giustamente da conquistare) ovunque la legge di Sua Maestà (innominabile per tutti o quasi) il capitale. Il che di conseguenza secondo noi significa una legge di Sua Maestà che si tratta esattamente di ribaltare e sovvertire, se vogliamo come qui tutti lo vogliamo, vivere da uomini degni, da uomini effettivamente “liberi e sovrani”. Una prospettiva di liberazione che passa da mobilitazioni come quella odierna a cui occorre dare continuità fino a quando l’obiettivo immediato non sia raggiunto. Fino a quando la mano del governo guerrafondaio (dei governi guerrafondai) non sia fermata nell’unico modo possibile: con la più ampia possibile azione di massa e di piazza.
Ora la guerra non è più un affare “degli altri”, ci coinvolge in pieno e direttamente tutti quanti, seppur ancora per il momento “solo” in fatto di soldi che scarseggiano in tasca, di bollette e conti che non quadrano per la massa di noi comuni mortali, massa di lavoratori, di gente comune che vive del suo proprio lavoro. E conti che non quadrano più nemmeno per gli Stati e le borghesie “vassalle”. Per la borghesia italiana in particolare ciò concretamente significa cominciare a valutare se sia il caso, se sia più profittevole, cambiare padrone. Come del resto è iscritto nella sua “migliore” tradizione. L’idea di “sovranità” in mano al capitalismo e alla borghesia tricolori non ha altro concreto significato che di svincolarsi dall’ombrello americano per disporsi sotto l’ombrello di altre concentrazioni di potere capitalistico, di altri padroni appunto. Ben altra è la sovranità a cui aspiriamo e che dobbiamo conquistare, fondata non sulle mutevoli alleanze di Stati, sugli interessi delle classi dominanti e sulle manovre delle cancellerie borghesi ma sul protagonismo delle masse, sull’azione delle classi dominate e oppresse. Sulla scesa in campo della “variante umana e di classe”, che è una scesa in campo a scala globale.
E la concreta “variante umana e di classe” di cui parliamo e a cui facciamo concreto riferimento si è appena grandiosamente manifestata in Cina: una massa di uomini e di donne cinesi e in particolare una massa di proletari cinesi è riuscita clamorosamente grazie appunto alla sua azione a fermare la mano di quel governo, a far saltare per aria la bestiale politica cosiddetta “Zero-Covid”. Fra la sorpresa e l’imbarazzo di tanti poveri diavoli anche “alternativi” di casa nostra secondo i quali gli uomini e le donne cinesi avrebbero fatto meglio a starsene a cuccia, tappati in casa come topi secondo le disposizioni del governo. Poveri diavoli “alternativi”! Invece: prendiamo tutti esempio, anche per la lotta di casa nostra, dall’azione della variante umana e di classe cinese! Essa ci dice, ci trasmette il messaggio che con la lotta vera e con la necessaria determinazione i governi, anche-persino-e-addirittura i nostri di governi, possono essere fermati. Vogliamo ricordare un piccolo dettaglio: dalla spremitura del lavoro salariato cinese viene fuori tanta linfa vitale, cioè il profitto che tiene a galla non solo il capitale e la borghesia cinesi ma ancor di più e soprattutto tiene a galla il capitalismo mondiale compreso ovviamente il capitalismo tricolore italiano anche quello in fregola “di sovranità”. E dunque, ogni movimento anche di una minoranza di schiavi del capitale in Cina, ci tira tutti quanti per i capelli che lo si voglia o no. I bestiali lockdown cinesi sono parte di una stessa guerra mondiale, come lo è il conflitto fra le forze Nato contro quelle della Russia.
La guerra contro cui ci battiamo è appunto questa sporca e subdola guerra mondiale che ha un marchio profondamente di classe. Scatenata, nella sua vera causa profonda, dal potere del capitale giunto alla sua “fase terminale” che necessita per continuare la sua vita, non solo di torchiare fin sull’osso il lavoro salariato ma necessita di estendere il suo dominio totale su ogni aspetto della vita umana. Renderci tutti quanti appendici delle macchine, puri e autentici schiavi del capitale seppur… liberi di votare per chi ci pare. Dipendenti dalle elargizioni “sociali” dello Stato, inquadrati dallo Stato, imbottiti dalle medicine (obbligatorie) di Stato, controllati dalla culla alla bara dallo Stato stesso.
Infine vogliamo qui ricordare a tutti, a proposito di una stessa guerra di classe sporca e subdola, il feroce trattamento riservato ai prigionieri rivoluzionari letteralmente murati vivi nelle carceri di massima sicurezza della Repubblica democratica italiana. I compagni anarchici Alfredo Cospito e Anna Beniamino stanno lottando con tutte le loro forze cioè mettendo in gioco la propria vita con lo sciopero della fame ad oltranza per uscire dalla bestiale carcerazione in regime di 41 bis. Sbagliano di grosso tutti coloro che credono che il bestiale trattamento riservato ad un pugno di uomini nemici giurati del presente stato di oppressione, del presente Stato del capitale, sia “un affare” che “non ci riguarda” come quelli che sino “all’altro ieri” si illudevano che la guerra fosse “un affare” che riguarda “gli altri”, che riguarda quelli delle periferie.

VIA LE BASI NATO! NO ALL’INVIO DI ARMI IN UCRAINA! RITIRO DELLE MISSIONI MILITARI ITALIANE ALL’ESTERO! CONTRO LA GUERRA DEL CAPITALE VIVA L’AZIONE DELLA VARIANTE UMANA E DI CLASSE INTERNAZIONALE!

17 dicembre 2022 NUCLEO COMUNISTA INTERNAZIONALISTA
Mail: info@nucleocom.org

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La voce del Nucleo sul Web, alcune ultime pubblicazioni:
- Sul bestiale lockdown in Cina/Shanghai https://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o55417:e1

- Per la libertà di scelta, contro il TSO di Stato!
https://www.ambienteweb.org/2022/11/26/obbligo-vaccinale-per-la-liberta-di-scelta-contro-il-t-s-o-di-stato/

- Questa guerra mondiale in fieri, alcuni rudimentali punti di orientamento https://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o55767:e1

Nucleo Comunista Internazionalista

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