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(5 Ottobre 2010) Enzo Apicella
Elezioni presidenziali 2010. Il Brasile si sposta a sinistra.

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Lula revoca i decreti di Bolsonaro: stop alla privatizzazione di Petrobras, riparte la lotta alla deforestazione

(4 Gennaio 2023)

Lula mantiene le promesse elettorali e firma decreti per limitare l'accesso alle armi, combattere i crimini ambientali e garantire il pagamento della Bolsa Família

Luiz Inácio Lula da Silva

Luiz Inácio Lula da Silva

Appena insediato come presidente del Brasile, Luiz Inácio Lula da Silva ha subito firmato misure e decreti provvisori che adempiono agli impegni assunti durante il periodo elettorale e che garantiscono gli ambiti che il suo predecessore, il neofascista Jair Bolsonaro, aveva ignorato o attaccato. Con il primo provvedimento provvisorio, Lula garantisce il pagamento di 600 reais (106 euro) a tutte le oltre 21 milioni di famiglie beneficiarie del programma di redistribuzione del reddito in vigore in Brasile, una prima misura per combattere la fame e l’estrema povertà. Lula ha anche prorogato, per altri 60 giorni, l’esenzione dalle tasse federali sul carburante.

In tutto Lula ha revocato più di una dozzina di decreti firmati durante il governo di destra di Bolsonaro e tra questi ci sono la revoca dei processi di privatizzazione di ben 8 società statali, tra cui Petrobras, Empresa Brasil de Comunicação (EBC) e Correios. In una nota Lula ha richiamato l’attenzione sulla necessità di «Un’analisi rigorosa degli impatti delle privatizzazioni sul servizio pubblico o sul mercato». Sono inoltre revocate le privatizzazioni delle seguenti società: Empresa Brasileira de Administração de Petróleo e Gás Natural S.A. – Pré-Sal Petróleo S.A (PPSA), Empresa de Tecnologia e Informações da Previdência (Dataprev), Nuclebrás Equipamentos Pesados S.A. (Nuclep), Serviço Federal de Processamento de Dados (Serpro) e Armazéns e os imóveis de domínio da Companhia Nacional de Abastecimento (Conab). Lula ha ordinato ai ministri di «Presentare proposte per rimuovere società pubbliche come Petrobras, Correios ed Empresa Brasil de Comunicação (EBC), tra le altre, dal processo di privatizzazione».

Lula ha anche firmato subito un decreto che fa ripartire la lotta alla deforestazione in Amazzonia, nel Cerrado e in tutti i biomi brasiliani, recuperando il ruolo dell’Instituto Brasileiro do Meio Ambiente e dos Recursos Naturais Renováveis (Ibama) che era stato svilito da Bolsonaro, segnando così la ripresa dell’impegno del Brasile nell’agenda climatica globale. Con un’ordinanza, Lula ha ordinato al ministero dell’ambiente e dei cambiamenti climatici di presentare, entro 45 giorni, una proposta di nuova disciplina al Conselho Nacional do Meio Ambiente (Conama) e con un altro decreto ristabilisce il Fundo Amazônia che rende possibile utilizzare 3,3 miliardi di reais stanziati da Norvegia, Germania e altri Paesi per combattere la criminalità ambientale in Amazzonia e che erano stati bloccati da Bolsonaro in nome della sovranità brasiliana sull’Amazzonia e le sue risorse.

Sempre con un decreto, il presidente brasiliano ha revocato il provvedimento del precedente governo che incoraggiava l’estrazione illegale in Amazzonia, nelle terre indigene e nelle aree di tutela ambientale.

Lula ha anche rivisto la struttura della Presidenza della Repubblica e dei 37 ministeri che compongono il governo, senza la creazione di incarichi pubblici, inaugurano una nuova gestione più efficiente nella Pubblica Amministrazione Federale. Le agenzie governative condivideranno strutture amministrative, come risorse umane e contratti, ad esempio, consentendo ai portafogli di concentrarsi sull’elaborazione e l’attuazione delle politiche pubbliche.

Il nuovo presidente brasiliano ha firmato un decreto che avvia il processo di ristrutturazione della politica di controllo delle armi, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza della popolazione brasiliana, il decreto riduce l’accesso ad armi e munizioni e sospende la registrazione di nuove armi ad uso limitato da parte di cacciatori, tiratori e collezionisti (CAC) . Sospende inoltre le autorizzazioni per nuove società di tiro fino all’emanazione di nuovi regolamenti. Il decreto subordina l’autorizzazione al porto d’armi alla prova della necessità: attualmente bastava una semplice dichiarazione.

Con l’emanazione di due decreti, il presidente brasiliano ha revocato le norme impeditive, create dal governo Bolsonaro, come il decreto che segregava bambini, giovani e adulti con disabilità, impedendo l’accesso all’istruzione inclusiva, e il decreto che creava barriere alla partecipazione sociale formazione, discussione ed elaborazione di politiche pubbliche.

Nei decreti di avvio della presidenza Lula c’è anche un omaggio e incoraggiamento ai raccoglitori di rifiuti – in particolare alla memoria di Diogo Santana, attivista dei movimenti sociali – un decreto stabilisce che la Secretaria Geral elabori una proposta per ricreare il Pró-Catadores, un programma che promuove e incoraggia le attività svolte dai raccoglitori di materiali riciclabili in Brasile.

greenreport

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