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(12 Settembre 2009) Enzo Apicella

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Class action di bambini e donne dello Zambia contro la multinazionale che li ha avvelenati col piombo

(21 Gennaio 2023)

Team di esperti Onu interviene nel caso aperto contro la compagnia mineraria Anglo American in Sudafrica

United Nations Human Rights Council 2

Un tribunale del Sudafrica ha ammesso diversi esperti delle Nazioni Unite come amici curiae in una class action intentata da vittime dell’inquinamento minerario nel distretto centrale di Kabwe, nello Zambia. Dopo decenni di estrazione mineraria, Kabwe è uno dei luoghi più inquinati al mondo, con gravi conseguenze per la salute. Anche se le miniere di piombo e zinco sono state chiuse nel 1994 in questa zona della “fascia del rame”, negli ultimi anni diversi studi e i resoconti dei media hanno dimostrato che i livelli di piombo «Sono ancora alti nel sangue dei bambini della regione».

I relatori speciali dell’Onu Marcos Orellana (diritti umani), Olivier De Schutter (povertà estrema e diritti umani), Gerard Quinn (diritti delle persone con disabilità), Fernanda Hopenhaym, Pichamon Yeophantong, Elzbieta Karska, Robert McCorquodale e Damilola Olawuyi (Working Group su diritti umani, multinazionali e altre imprese), Dorothy Estrada-Tanck, Ivana Radacic Elizabeth Broderick, Meskerem Geset Techane e Melissa Upreti (Working Group sulla discriminazione verso donne e ragazze) interverrannno nel caso e l’Alta corte del South Gauteng aprirà l’udienza sulla fondatezza della richiesta di risarcimento da parte delle vittime nella causa intentata contro Anglo American, una compagnia mineraria con sede in Sudafrica.

I 13 esperti sono stati nominati dall’United Nations Human Rights Council e prestano servizio a titolo individuale, non fanno parte del personale Onu e non ricevono uno stipendio per il loro lavoro. La class action è stata intentata per conto di bambini e donne in età fertile che hanno subito lesioni e danni a causa dell’esposizione all’inquinamento da piombo. I ricorrenti sostengono che «Anglo American South Africa, attraverso il suo precedente coinvolgimento nelle attività della locale miniera di piombo, si è assunta un obbligo di diligenza nei confronti dei residenti di Kabwe, in particolare per la protezione contro l’esposizione al piombo».

Il team di esperti Onu ricorda che «Il piombo è un tossico cumulativo che colpisce più sistemi corporei ed è particolarmente dannoso per i bambini piccoli. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) lo ha identificato come una delle 10 sostanze chimiche di maggiore interesse per la salute pubblica che necessitano di un’azione da parte degli Stati membri per proteggere la salute dei lavoratori, dei bambini e delle donne in età riproduttiva. Secondo l’OMS, non esiste un livello di esposizione al piombo noto per essere privo di effetti dannosi. I bambini piccoli possono subire effetti negativi gravi e permanenti sulla salute e disabilità, anche nello sviluppo del cervello e del sistema nervoso. L’esposizione delle donne incinte al piombo può causare aborto spontaneo, parto prematuro e basso peso alla nascita».

La Corte sudafricana prenderà in considerazione le argomentazioni basate sul diritto internazionale dei diritti umani, inclusi i Principi guida su imprese e diritti umani che impegnano le imprese a rispettare i diritti umani, secondo i quali «Le imprese dovrebbero evitare di violare i diritti umani altrui, affrontando al contempo gli impatti negativi sui diritti umani legati all’attività di business in cui sono coinvolte» e sottolineano «L’importanza dell’accesso ai rimedi in caso di violazioni».

Gli esperti Onu sostengono che «Anglo American sta agendo in contrasto con i suoi impegni dichiarati per i diritti umani nel business, quando si oppone alla Corte anche considerando questa class action. Anglo American South Africa si era volontariamente impegnata a seguire i principi guida, compreso l’impegno a sostenere l’accesso alla giustizia laddove si siano verificati impatti sui diritti umani e a cooperare nei processi volti a stabilire se vi sia colpevolezza per tali impatti».

greenreport

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