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Combattente per la libertà

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(13 Ottobre 2010) Enzo Apicella
Il Nobel per la Pace al dissidente cinese Liu Xiaobo. In Palestina arrestato Mufid Mansour, di 8 anni, dopo essere stato investito dall'auto di un colono

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(Palestina occupata)

Rappresaglia: un nuovo gravissimo attacco ai palestinesi

(4 Marzo 2023)

rappresaglia

Si definisce “rappresaglia” un'azione militare punitiva caratterizzata da inumanità e da violenza indiscriminata, posta in essere da una forza occupante ai danni della popolazione civile della regione occupata. La rappresaglia è vietata dal diritto internazionale.

“Rappresaglia” è quanto è accaduto il 26 febbraio scorso a Huvara e dintorni, nella Cisgiordania occupata, dove centinaia di coloni israeliani armati hanno attaccato la cittadina e vari villaggi. Per 17 lunghissime ore i coloni hanno distrutto circa 30 case palestinesi, bruciato alberi e un centinaio di auto.
400 palestinesi sono stati feriti nell’attacco ed è stato ucciso un padre di 5 figli, appena tornato dopo aver prestato aiuto ai terremotati in Turchia.
L’esercito di Israele, paese che si autodefinisce “unica democrazia del Medio Oriente”, non solo è rimasto a guardare ma si è premurato di sparare lacrimogeni sui palestinesi.

Gli attacchi sono stati giustificati come risposta all’uccisione – nello stesso giorno - di 2 israeliani, avvenuta dopo il brutale attacco (il più grave dal 2005) a Nablus, una settimana prima, in cui sono stati uccisi 11 palestinesi e feriti un centinaio.
Finora sono più di 77 i cittadini palestinesi uccisi nell’appena iniziato anno 2023.

La parola “rappresaglia” evoca in noi italiani brutti ricordi. Uno solo per non dimenticare: 24 marzo 1944, 335 civili italiani vengono rastrellati, brutalmente uccisi e buttati nelle cosiddette Fosse Ardeatine dalle SS di Kappler e Priebke per rappresaglia – appunto – dopo l’attentato di via Rasella, effettuato dai partigiani romani dei GAP.
335 ostaggi italiani contro 32 militari tedeschi uccisi.
Pogrom: così ha definito l’azione dei coloni lo stesso leader del Partito Laburista israeliano. Altra brutta parola, coniata per riferirsi agli attacchi e ai massacri soprattutto degli ebrei nell’Europa occidentale.
Così come “popolo eletto”, che ricorda un po’ troppo da vicino il concetto nazista della mitica “razza ariana” superiore a tutti gli altri popoli.
“Terroristi” sono sempre i palestinesi, che lottano contro l’occupazione delle loro terre da parte di Israele.
Proprio come facevano le bande terroristiche ebree (lo Stato di Israele non esisteva ancora) dell’Haganà, dell’Irgun e della Banda Stern quando lottavano contro il Mandato Britannico sulla Palestina.
Parole – a soprattutto fatti - che dovrebbero far inorridire gli “eredi” dell’Olocausto.

La notizia è apparsa solo su Repubblica.
Doppia morale e doppio binario anche per i diritti umani. Pensate alle reazioni se un fatto del genere fosse successo …. in Venezuela o a Cuba, tanto per dire. E che dire del progetto governativo di Israele per reintrodurre legalmente la pena di morte, ma solo per i palestinesi… che tanto la subiscono già da decenni.

Democrazia e diritti umani – parole vuote con cui oggi ci stanno nuovamente trascinando (dopo la ex Yugoslavia) in una guerra imperialista, nonostante i sondaggi dicano che 2 su 3 cittadini italiani sono contro la fornitura di armi all’Ucraina.
Parole vuote che coprono interessi economici e geopolitici, ma che feriscono e uccidono gli sfruttati e gli oppressi in tutto il mondo.
Palestina libera!

Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” - Sesto S.Giovanni

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