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(14 Agosto 2012) Enzo Apicella

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Risorse per Roma: Contratto di Servizio (forse) fino a dicembre. E poi?

Subito un incontro aperto con tutti i lavoratori e le lavoratrici in stato di agitazione!

(3 Maggio 2023)

Apluc

Per il terzo anno consecutivo i lavoratori e le lavoratrici di Risorse per Roma hanno celebrato il 1° maggio senza il nuovo contratto di servizio. L’ennesima proroga di quello vigente si inserisce in un quadro poco rassicurante in cui una sola cosa è certa: il prossimo contratto - che dovrebbe essere approvato a giorni - resterà in vigore fino al 31 dicembre del 2023 e poi si vedrà. Il punto è stato affrontato con estrema chiarezza dalla Commissione Capitolina Bilancio del 26 aprile scorso: gli importi destinati a Risorse per Roma nel bilancio di previsione di Roma Capitale per il triennio 2023-2025 non sono sufficienti a garantire il mantenimento dell’attuale budget per il biennio 2024-2025. Quindi avremo un contratto più breve ma a valori contabili ancora sostenibili.
E per il futuro? Le sorti degli anni che verranno sono affidate all’aggiustamento di bilancio previsto per il mese di maggio, forse giugno, che dovrebbe “restituire” all’Azienda parte degli importi sforbiciati nel bilancio di previsione.
Mentre si allarga la distanza tra i proclami della politica sull’importanza strategica di Risorse per Roma e gli atti dell’Amministrazione che ne ridimensionano di fatto la capacità di proiezione, restano sul campo tutte le questioni poste delle lavoratrici e dei lavoratori negli ultimi mesi e a cui non sono arrivate risposte:

- lo stato di degrado e le carenze strutturali dell’edificio di via di Decima
sono tuttora incompatibili con le garanzie per la salute e la sicurezza sui posti di lavoro previste dal D.Lgs. 81/2008.
Gli impegni assunti dall’Amministrazione per la riparazione del solaio e il rifacimento dell’impianto di condizionamento sono un buon segno ma l’estate è alle porte e i lavoratori non intendono passare un solo giorno in un ufficio rovente e malsano, né accetteranno ricatti e pressioni per tacere sulle reali condizioni dell’immobile e sui rischi per la loro salute
- nessuna iniziativa è stata intrapresa per garantire sicurezza agli operatori che lavorano con le proprie credenziali sul SICER, un sistema informatico fragile e in continua manutenzione.
Le criticità della piattaforma telematica rilevate dagli operatori si affiancano alle migliaia e migliaia di segnalazioni degli utenti che lamentano anomalie a cui nessuno sa offrire soluzione. La piattaforma telematica è gestita da una società esterna - che non fornisce alcun servizio allo sportello! - con la quale Risorse per Roma non ha alcun rapporto diretto, condizione che lascia i lavoratori in balìa di continui messaggi di errore e di rischi imprevedibili. Per tutti gli operatori SICER è necessario prevedere un’assicurazione che tuteli la loro identità digitale dagli innumerevoli gap informatici che alterano, rallentano e a volte interrompono il regolare iter istruttorio delle procedure di condono - le condizioni di lavoro degli sportellisti sono indegne di un ufficio pubblico: non si contano i tentativi di intimidazione, le pressioni e le aggressioni verbali nei confronti di questi lavoratori a cui è stato affidato l’ingrato compito di fronteggiare utenti inferociti per lo stallo del loro procedimento o per i malfunzionamenti della piattaforma telematica. Sempre più frequenti sono poi le pressioni esercitate da utenti che sperano di ottenere da un incontro vis-à-vis favori che non potrebbero mai ottenere “per le vie istituzionali”, ovvero per iscritto: ignorare un parere negativo della Sovrintendenza, rivedere una reiezione ritenuta un po’ troppo solerte, aggiungere quei 10 metri quadri che tanto non danno fastidio a nessuno… I lavoratori hanno inviato decine di segnalazioni, tutte rimaste senza riscontro. Indennità di sportello subito per questi lavoratori (e per i colleghi dell’archivio, costretti a condizioni di lavoro altrettanto rischiose e usuranti, e per i lavoratori dei presidi chiamati a fronteggiare per primi la rabbia dei tanti utenti insoddisfatti che si presentano a via di Decima nella vana speranza di risolvere qualcosa)
- i recenti articoli di cronaca giudiziaria sui fatti di corruzione all’Ufficio Condono hanno fatto emergere un quadro desolante di malagestione, incapacità amministrativa e disprezzo per le regole. Chiediamo di sapere perché i lavoratori dell’Ufficio Condono non siano mai stati oggetto di rotazione del personale come previsto dal PTPCT, perché i dipendenti reintegrati a seguito di vertenze di lavoro con Risorse vengano assegnati all’Ufficio Condono indipendente mente dalle rispettive qualifiche professionali, vogliamo sapere quali valutazioni ispirino la scelta del personale destinato allo sportello al pubblico e vogliamo conoscere i criteri di selezione degli ultimi recenti trasferimenti al Condono di alcuni lavoratori di altre aree di Risorse per Roma. È necessario fare chiarezza sulle responsabilità di chi ha gestito per anni le politiche del personale di Risorse per Roma, accertando eventuali negligenze e complicità e adottando tutte le misure necessarie per garantire trasparenza, coerenza ed equilibrio nelle scelte presenti e future
- dopo un anno di lunghe e fallimentari trattative i dipendenti di Risorse per Roma non hanno ancora potuto firmare alcun accordo stabile per lo smart working! È ora di aprire gli occhi e fare i conti con la realtà: i lavoratori assegnati alle sedi dipartimentali sono chiamati a sostituire nello svolgimento delle loro attività i dipendenti capitolini che invece un accordo per lo smart working ce l’hanno eccome, mentre la “sicurezza informatica” è solo un diversivo per prendere tempo e tacitare i lavoratori di Risorse in stato di agitazione. Chiediamo la riapertura immediata di un tavolo sul lavoro agile che includa anche gli uffici di Roma Capitale, principali beneficiari del lavoro “in presenza” dei dipendenti di Risorse, e tutte le sigle sindacali rappresentate in
Azienda

Nessuno pensi che i paventati tagli al Contratto di servizio convincano il personale a più miti consigli, ad esempio a rinunciare al lungamente atteso e non più rinviabile riconoscimento professionale: ci sono lavoratori che aspettano da anni l’adeguamento dei loro stipendi alle mansioni effettivamente svolte e che finalmente qualcuno si ricordi di loro. Il riferimento è naturalmente ai lavoratori dell’Ufficio Condono, ma anche a tutti i colleghi impiegati in incarichi di responsabilità senza
alcun meccanismo di premialità, oppure ai lavori sottoinquadrati rispetto alle loro professionalità e costretti a lavori dequalificanti ma necessari a rispondere alle esigenze del Committente.

Vogliamo inoltre suonare la sveglia a chi nel 2023, con un Paese ancora alle prese con i drammatici strascichi della crisi del 2008, enormi flussi di capitale finanziario (anche e soprattutto di natura speculativa) in cerca di stabilizzazione nell’ambìto patrimonio immobiliare romano, gravi ritardi nell’attuazione dei progetti milionari del PNRR e una guerra mondiale a due passi da casa, crede che il destino di una “azienda a vocazione urbanistica strategica per Roma Capitale” sia l’impossibile ritorno a un’età dell’oro ormai tramontata per sempre. I lavoratori lasciano volentieri questi vagheggiamenti ai nostalgici del tempo che fu ma sanno benissimo che la garanzia del loro lavoro sta nella capacità dell’Azienda di tenere insieme la progettualità di medio e lungo periodo e la capacità di amministrazione del presente, il momento universale della pianificazione e il particolare della sua gestione quotidiana.

Riteniamo inoltre estremamente pericoloso per il futuro aziendale, per le garanzie di occupazione del personale, ma anche per l’integrità dei procedimenti amministrativi proseguire con la politica di esternalizzazione dei servizi che non si vuole gestire in proprio. Solo all’Ufficio Condono sono impegnati attualmente sei diversi soggetti economici (oltre a Risorse per Roma e a Roma Capitale anche tre società esterne e la multinazionale che si occupa della piattaforma informatica) le cui competenze a volte si sovrappongono e danno luogo a inutili ripetizioni e a confusioni operative.
Per non parlare dell'inquadramento contrattuale di questi lavoratori, che godono di tutele inferiori e stipendi ridotti.

I lavoratori di Risorse per Roma si collocano all’altezza di questi problemi e si chiedono se le forze politiche, le organizzazioni sindacali, l’Azienda, lo siano altrettanto. Rinnoviamo l’invito a tutti i Consiglieri, agli Assessori interessati, alla Direzione generale, al Capo di Gabinetto e se lo desidera anche al Sindaco ad attivare un’occasione di dialogo aperto, orizzontale, pubblico e democratico sui temi indicati. Ricordiamo ancora una volta che il confronto con i lavoratori è una fonte insostituibile di conoscenza, esperienza e proposte che non può essere sacrificata a nessuna gerarchia e non sopporta nessuna delega. Anche in questo siamo una risorsa per la città e tale vogliamo continuare a essere.


L'Assemblea Permanente dei Lavoratori dell'Ufficio Condono (APLUC)

RSA USI RpR
USI fondata nel 1912

Fonte

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