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Roma: dal convegno interregionale sul rilancio del Servizio Sanitario Nazionale alla manifestazione contro l'Autonomia differenziata

(6 Maggio 2024)

Due resoconti su iniziative tra loro collegate

comunicatousi

Si è svolto il 13 aprile scorso, un convegno interregionale presso lo spazio de IL CANTIERE DEMOCRATICO a Roma in via Sardegna 29, promosso da Usicons aps con la collaborazione dell'Unione Sindacale Italiana Usi 1912, che segue quello effettuato per il Lazio, il 27 gennaio, dove al centro del dibattito mattutino, oltre che della tavola rotonda pomeridiana, le varie situazioni utili per il RILANCIO E POTENZIAMENTO DEL SERVIZIO SANITARIO PUBBLICO, secondo i principi e le indicazioni della legge 833/78 e le forme di contrasto consolidatesi in questi ultimi 30 anni, di privatizzazione della SANITA' a favore di sanità convenzionata in regime di appalto e affidamento, a danno delle strutture al pubblico e del criterio di tendenziale gratuità per la prevenzione e cura, a favore della cittadinanza non solo di quella "indigente" o priva di mezzi. Tra gli invitati, interessanti e rilevanti le relazioni di Franco Russo, portavoce nazionale del Coordinamento contro ogni Autonomia Differenziata, di Edoardo Turi, di Medicina Democratica e dirigente in una ASL romana, di Marcello Luca per il Forum per il diritto alla salute, di Carla Messano dell'AVO (Associazione Volontari Ospedalieri), di Pierluigi Rainone di Usicons Terni e portavoce territoriale di Medicina Democratica, di Giovanna Cifarelli educatrice di asilo nido che ha riportato la situazione sanitaria in Lucania e le esperienze di carenze di tutela come lavoratrice a Roma Capitale e come utente del SSN, anche durante la fase pandemica, nel dibattito coordinato da Claudia Santi docente universitaria presso Univ. Vanvitelli in Campania. Nel pomeriggio in prosecuzione della tavola rotonda, coordinata da Gianni Martelli, medico per qusi 40 anni nel servizio sanitario pubblico e portavoce di Usicons aps per la Sanità, interventi di Stefano Lucchi di Usicons/Usi di Rimini, di Fabio Tirenna da Catania che ha illustrato come responsabile per il Prc in Sicilia, la grave situazione che vive chi è utente dei servizi sanitari nell'isola, di Giuseppe Folino e di Michele (medico ospedaliero) di Usi di Cuneo, di Giuseppe Martelli presidente nazionale di Usicons aps, con interventi e risposte a domande poste dal moderatore della tavola rotonda, di lavoratori e lavoratrici dei servizi sanitario e socio asisstenziale esternalizzati, rispetto al servizio a gestione diretta, sugli effetti penalizzanti delle politiche di liberalizzazione, privatizzazione ed esternalizzazione di servizi strategici come quelli sanitari, di riabilitazione e di assistenza, nonché sul dirottamento dei fondi messi a disposizione a livello nazionale e regionale, a favore di multinazionali e di gruppi di aziende, per prestazioni non solo specialistiche, smistate verso i servizi convenzionati e privati a danno del servizio erogato dalle strutture pubbliche, con ulteriore diminuzione delle già carenti possibilità, a causa degli interventi di c.d. "razionalizzazione" cioè dell'accorpamento territoriale delle strutture, della loro chisura post emergenza covid, eliminando quel poco di medicina territoriale e di base con il meccanismo di spostare risorse economiche e incentivare l'utilizzo di personale precario o privatizzato. DAL DIBATTITO, E' EMERSA LA NECESSITA' DI COLLEGARE I PERCORSI E LE ESPERIENZE DI RESISTENZA A TALI PROCESSI, nei vari territori anche per evitare uno degli effetti devastanti del ddl Calderoli sull'UATONOMIA DIFFERENZIATA, la rottura di qualsiasi meccanismo di solidarietà e di unità nazionale per omogenea distribuzione ed erogazione dei servizi una volta pubblici a gestione diretta, specie per ISTRUZIONE E SANITA', a favore di grandi investimenti verso la sanità convenzionata e privata, ormai secondo logiche da profitti bancari e di investimenti nel settore di grandi compagnie di assicurazione, dve il modello sanitario praticato gi in Lombardia, in Veneto, in Piemonte, ma anche in regioni come Toscana e Liguria, Emilia Romanga stanno creando differenze di censo e anche di classe, tra utenza e cittadinanza, per potersi curare o affrontare i disagi di una versa tutela della salute, compresa la salute e la sicurezza sul-del lavoro. Alla fine della giornata, si decide di elaborare con l'aiuto delle strutture interessate e presentare al Parlamento e alle Regioni, un "libro bianco" sulla sanità e sul diritto alla salute come costituzionalmente garantito, a partire dalla considerazione uscita da molti interventi, di far prevalere il concetto di SANITA' E INTERVENTO PUBBLICO, COME UN INVESTIMENTO IN POSITIVO E COME PROSPETTIVA DI RILANCIO DEL S.S.N., invece di considerare la sanità come l'educazione e l'istruzione, solo come dei COSTI da mettere nei Bilanci nazionali e regionali, suscettibili di tagli, ridimensionamenti o di spostamenti a favore di interessi privati a danno di quelli della collettività nazionale e delle stesse comunità locali. Compito che si è preso come funzione di coordinamento dei vari contributi e documenti, l'Associazione Usicons aps che chiede la collaborazione per un lavoro collegiale efficace, nei prossimi mesi, impegnando di nuovo il Parlamento come organo che dovrebbe rappresentare i complessivi diritti e interessi della cittadinanza e non solo le istanze corporative e "mirate" delle grandi multinazionali, delle imprese bancarie e assicurative e i loro corollari di aziende nella sanità privata, o tramite fondazioni dove siano confluiti i finanziamenti pubblici.

Un invito raccolto in questa giornata, la partecipazione alle iniziative di protesta e contrasto, in occasione della discussione e votazione del DDL CALDEROLI, alla Camera dei Deputati, il 29 aprile, dando indicazione di essere presenti al presidio a Roma a Piazza della Rotonda al Pantheon a Roma e alle altre iniziative in contemporanea effettuate in altre città, di protesta contro l'AUTONOMIA DIFFERENZIATA.
Infatti, mentre presso le Prefetture di molte città italiane si effettuavano manifestazioni e presidi, a Roma si è svolto quello al Pantheon il 29 aprile 2024 dalle 15 alle 18.30, che ha visto la presenza di oltre 150 persone, in una giornata di particolare afa e caldo, in rappresentanza di varie associazioni, partiti, sindacati, singoli comitati e cittadini-e, con la presenza e interventi di parlamentari di vari gruppi di opposizione alla Camera, di Pd, Movimento 5 Stelle (con intervento anche del presidente Giuseppe Conte), di AVS, a livello sindacale delegazioni di FLC CGIL E CGIL F.P. del Lazio, di Usb, di Usi 1912 e Usicons aps, del Prc, dei Giuristi Democratici, del Coordinamento contro ogni Autonomia Differenziata promotrice principale dell'iniziativa, del Forum per il Diritto alla Salute, di Medicina Democratica, dove so stati illustrati e criticati i vari punti di contrasto al provvedimento portato velocemente al voto (dopo che in commissione affari costituzionali, dei 2200 circa emendamenti presentati dalle opposizioni, solo 80 sono stati esaminati con strappi allo stesso regolamento della Camera, da parte delle forze politiche di centro destra di maggioranza e di sostegno al governo Meloni), dove sono stati spiegati i vari profili di irregolarità e aggiramento delle norme costituzionali, nelle 17 materie oggetto di tale misura, che sfascia l'unità del Paese (prevista all'articolo 5 della Costituzione) per trasformarlo in 20 staterelli svincolati da un vero percorso di omogeneità di tutele per la cittadinanza, a seconda della provenienza regionale, con il malcelato interesse di natura egoistica e poco solidale, di sottrarre alla fiscalità generale imposte, tasse e contributi pagati da tutti i contribuenti a prescindere dalla loro provenienza in Italia, per sostenere prestazioni, servizi e attività, su tutto il territorio a partire dalle regioni più in difficoltà, a vantaggio e predominio delle regioni che hanno un prodotto interno lordo Pil più competitivo, che si terrebbero per i loro territori e servizi, la massa di soldi e risorse economiche, per servizi da erogarsi prioritariamente per i loro abitanti, dando possibilità a chi ha risorse e capacità di spostarsi, specie per prestazioni specialistiche nella sanità o per l'istruzione, da una regione all'altra, smantellando l'unità della Repubblica e differenziando a seconda del censo e della "discriminazione territoriale", chi non ha questi mezzi e disponibilità economiche. Altri interventi hanno illustrato le illegittimità di tale provvedimento, in alcuni punti scritto anche in modo incomprensibile (non per mera ignoranza della lingua italiana, ma per favorire interpretazioni restrittive o fuprvianti da parte di relatori del ddl e componenti del Governo), con alcuni articoli fondamentali della Carta Costituzionale (articoli 1, 2, 3, 32, 33, 34, 81, 117, 120, 129), che renderebbero con il collegamento a manovra finanziaria e di bilancio, secondo i proponenti del ddl sull'Autonomia Differenziata e i loro sostenitori non solo al Governo e in Parlamento, ma nella società imprenditoriale, bancaria e assicurativa (che ragiona per la sanità e le prestazioni mutualistiche, sul concetto di "speranza di vita" più che sulla tutela e garanzia di erogare prestazioni... anche su patollgie gravi e invalidanti, salvo poi utilizzare per raccolta e rastrellamento di ulteriori risorse a fini di "ricerca", di fondazioni create ad hoc...) inutilizzabile lo strumento del REFERENDUM ABROGATIVO, sul punto vi è un dibattito acceso tra i costituzionalisti, della possibilità di referendum una olta approvata la legge. Così come, su casi concreti specie per istruzione e sanità, la possibilità di utilizzare la Corte di Giustizia Europea, che già in diversi casi (si ricordi la sconfitta e condanna del Governo Italiano per il precariato nel pubblico impiego e nella scuola statale, in contrasto con la Direttiva 70/99 della U.E. sui contratti a tempo determinato e il reclutamento del personale) ha redarguito il nostro Paese, per scelte e normative in contrasto con principi basilari di natura universale.

Presidi con certo di massa, anche perché malgrado la campagna di informazione messa in atto dalle varie componenti di opposizione al DDL Calderoli e all’Autonomia Differenziata, solo il 20% della popolazione era a conoscenza della portata reale e dell’esistenza di tale provvedimento governativo ratificato dalla maggioranza parlamentare che lo sostiene, segno che malgrado l’innovazione tecnologica, basta un video o un messaggino dei governanti attuali per condizionare o fare dis-informazione su tali scelte dannose per la collettività, specie per i ceti meno abbienti o per le classi lavoratrici. Dalle manifestazioni è uscito un segnale di non mollare la presa e proseguire nelle varie iniziative di informazione e di contrasto, sia legale e giudiziario che come mobilitazione, per difendere i principi e caposaldi costituzionali, da questo progressivo smantellamento e revisione, rispetto ai principi dei padri costituenti nel 1946-48. In questo senso, all’inizio della manifestazione è stato trasmesso, una parte del discorso alla Camera dell’avv. PiETRO CALAMANDREI, UNO DEI PARTIGIANI E GIURISTI PADRI DELLA COSTITUZIONE, del 1950, dove con grande senso di capacità tecnico giuridica e di lungimiranza per il futuro, oggi terribile presente, erano stati evidenziati i rischi insiti in alcune disposizioni dette “programmatiche” della Costituzione Italiana, se non attuate e consolidate come coscienza popolare e di massa, oltre che come legislazione ordinaria attuativa di quei principi fondamentali, facendo tornare in vita fantasmi del passato all’epoca appena sconfitti, ma non debellati nella società italiana in fase di ri-costruzione, verso un nuovo futuro di benessere e di sviluppo delle personalità di cittadine e cittadini, in campo lavorativo, economico, sociale, nei diritti uguali per tutti-e rispettando le differenze ed eliminando le disparità e le ingiustizie. UNA LEZIONE DA NON DIMENTICARE, UNA PRATICA DA PROSEGUIRE. ORA E SEMPRE, ANCORA RESISTENZA ATTIVA…

A cura di Usicons aps e Usi 1912

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