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Scioperanti e pompieri

(26 Novembre 2005)

Allora, evitiamo le solite generiche critiche sulla finanziaria che ormai sono diventate dei luoghi comuni e concentriamoci su un fatto essenziale.

La legge finanziaria è un attacco al lavoro salariato, solo con l’aumento del costo dei servizi abbassa il salario di fatto spingendo alla povertà, per primi, gli operai.

Basterebbe questo solo dato per scatenare una lotta per travolgere questa legge e con essa il governo che l’ha proposta ed approvata. Ma non solo la finanziaria contiene anche una riduzione della CIGS e della mobilità. Con la crisi industriale, con le centinaia di migliaia di operai e impiegati licenziati o sospesi dal lavoro questo è davvero un colpo antioperaio “par exellence”. La cosa curiosa è che se ne è parlato relativamente poco camuffandolo fra tante altre misure di bilancio. Gli operai non solo devono sottostare alle alterne vicende del profitto industriale, sfruttati fino all’osso o buttati fuori come esuberi ma subire anche la riduzione per legge del già miserabile sussidio di cassa integrazione e mobilità.

Ebbene contro una legge con questi contenuti, contro il governo che la sostiene lo sciopero generale che stiamo attuando è ben poca cosa. Non vale la giustificazione meglio questo che niente.

Contro un governo di questo genere gli scioperi che non mobilitano tutte le categorie compatte, che vengono annunciati con lunghi anticipi per attutirne la forza finiranno per stancare gli scioperanti più agguerriti. I gruppi dirigenti sindacali giocano un gioco pericoloso, da pompieri. Costretti dalla tensione sociale che certe misure provocano dichiarano gli scioperi ma li svuotano subito perché non disturbino la quiete pubblica.

Un esempio di questo ruolo di pompieraggio è arrivato come regalo inaspettato a Berlusconi. Il furbo ha tirato fuori gli aumenti del contratto per la scuola, di fatto già concordati, e i sindacalisti hanno abboccato riducendo lo sciopero della categoria ad un’ora soltanto. Un certo Panini della CGIL giustifica questo tradimento degli scioperanti con il fatto di aver dovuto cedere ad una posizione “irremovibile delle altre organizzazioni” Due sono succubi insofferenti della maggioranza, la terza è succube insofferente delle altre due e il gioco è fatto, sabotaggio dello sciopero dall’interno.

Berlusconi, l’uomo della miseria operaia ha tanti nemici dichiarati ma anche tanti amici nel sindacato che consciamente o inconsciamente lavorano per lui.

Ma la responsabilità è tutta nostra, di operai, per bloccare tutto abbiamo sempre bisogno di un comunicato firmato da Pezzotta ed amici che non arriverà mai. Forse sarebbe l’ora di iniziative indipendenti, di scioperi seri, sarebbe l’ora di rompere questa cappa di perbenismo che ci tiene legati ai sindacalisti compromessi.

Se vogliamo difenderci dall’attacco del governo e cancellare dalla faccia di Berlusconi quel sorriso da comico di paese.

RSU INNSE presse

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