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(21 Marzo 2012) Enzo Apicella

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54° compleanno dello Statuto dei Lavoratori (e delle lavoratrici): nonostante gli acciacchi, gli anni sono portati bene

È troppo giovane per essere collocato in pensione, nonché sostituito in peggio con uno Statuto dei Lavori modello Ichino

(20 Maggio 2024)

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A 54 anni, in generale, le persone entrano nella fase della piena maturità, sia individuale con il consolidamento di solito delle caratteristiche della propria personalità, che di esperienza lavorativa nelle trincee dei posti di lavoro.

NON SEMPRE SI PUO' DIRE LO STESSO, DELLE LEGGI E DEI PROVVEDIMENTI NORMATIVI, CHE RIGUARDANO IL LAVORO E I DIRITTI, si pensi ai pessimi precedenti in negativo, penalizzanti e divisivi, posti dal pacchetto Treu dal 1997, della legge 30 del 2003 fino al Jobs act del 2015 e ai vari atti applicativi...che hanno progressivamente indebolito, affievolito, compresso e limitato a svantaggio delle classi lavoratrici e dei settori di popolazione sfruttata o tenuta ai margini del meccanismo di tutela di diritti personali e collettivi, specie per il rapporto di lavoro subordinato.

Non così invece per la legge 300 del 20 maggio 1970, detta comunemente Statuto dei Lavoratori (ndr e aggiungiamo noi delle Lavoratrici), su impulso già dagli anni '50 del secolo scorso e del ...millennio precedente, come idea pure da GIUSEPPE DI VITTORIO, all'epoca segretario generale della CGIL rimessa in piedi nel 1945, Di Vittorio che fu si ricorda tra i co-fondatori dell'Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912, la prima confederazione sindacale autorganizzata, autogestita, indipendente, solidale e internazionalista costruita in Italia, che dopo varie vicissitudini è stata finalmente ricostituita ed è operante a livello nazionale.

54 anni portati bene, malgrado gli acciacchi e i malanni di un sistema di relazioni sindacali industriali, che ne hanno minato la piena efficienza e salute, si veda la questione sulle tutele dell'articolo 18 sulla reintegrazione al lavoro in caso di licenziamenti illegittimi e illeciti, che divide ormai lavoratori e lavoratrici tra coloro che, sempre di meno, hanno ancora qualche tutela (limitata sempre dalla legge Fornero del 2012) rispetto a coloro che dal marzo del 2015 in poi, hanno contratti di lavoro subordinato salariato e rapporti di lavoro, anche stabilizzati, ma sempre con meno diritti rispetto alle generazioni precedenti ...dal punto di vista salariale e normativo.

IN OGNI CASO, È UNA LEGGE DI PORTATA COSTITUZIONALE come applicazione della vigente Costituzione repubblicana e antifascista nei luoghi di lavoro e anche di ratifica di direttive e disposizioni internazionali, le poche di miglior favore (si pensi alle tutele da patti o atti discriminatori posti all'articolo 15 della legge 300 1970 o ai divieti di indagini exra lavorative poste all'articolo 8 della legge), CHE NE FANNO UNA LEGGE FONDAMENTALE, CHE PONE LIMITI AI PADRONI PUBBLICI, PRIVATI E COOPERATIVI, CON UN INTERVENTO LEGISLATIVO e quindi statale, CHE SI INTROMETTE PER FORTUNA NELLE POCO EQUILIBRATE E SBILANCIATE RELAZIONI, tra datori di lavoro (e loro associazioni di riferimento o i poteri forti che ne determinano le scelte di fondo) e le classi lavoratrici sempre soggette a operazioni di scomposizione, divisione, frammentazione e rottura di qualsiasi "rigidità" e solidarietà a prescindere, dalle categorie, dai profili professionali e livelli di inquadramento, dalle etnie e orientamenti personali .

Restano sempre sullo sfondo le due correnti, di pensiero e di utilizzo della legge 300 1970, una critica con forti tinte ideologiche, che ne definiscono una legge di mediazione al ribasso che diede forza solo "ai sindacati" poi divenuti stampelle utili al potere nelle sue varie forme, che ridusse la potenziale (e poche volte sviluppata, purtroppo) forza dirompente del conflitto sociale e della lotta di classe post 1968, l'altra corrente, che ne apprezza la parte di POSSIBILITA' CONCRETA, DI LAVORATORI E LAVORATRICI, DI ORGANIZZARSI NEI POSTI DI LAVORO CON PROPRIE RAPPRESENTANZE E METTERE IN CAMPO, IN UN MECCANISMO CON TUTELE MINIME INTOCCABILI E DURATURE (finora) LE ATTIVITA' NECESSARIE DI AUTODIFESA COLLETTIVA E PERSONALE, NELLE RELAZIONI CONTRATTUALI E DI LAVORO SUBORDINATO, IN ATTESA DI AVERE I DOVEROSI RAPPORTI DI FORZA, CHE TI POSSANO PERMETTERE, MA DA DIPENDENTI ORGANIZZATI SINDACALMENTE E COMBATTIVI SUI POSTI DI LAVORO E SUI TERRITORI, DI MIGLIORARE LE PROPRIE CONDIZIONI SALARIALI, NORMATIVE, DI VITA E DI LAVORO O DI DIFENDERSI ANCHE VITTORIOSAMENTE, DAI TENTATIVI PERENNI DELLE CONTROPARTI AZIENDALI E PADRONALI O ANCHE GOVERNATIVE, DI RIDURRE I DIRITTI O DI RENDERLI SEMPRE PIU' COMPRESSI, AFFIEVOLITI, INDIVIDUALIZZATI METTENDO IN COMPETIZIONE LAVORATORI E LAVORATRICI GLI UNI CONTRO GLI ALTRI-E.

L'esperienza maturata sul campo anche dalle generazioni precedenti, ci porta a valutare dopo 54 anni la seconda corrente come quella che più si avvicina alla UTILITA' DI AVERCELA ,LA LEGGE 300 1970, PIUTTOSTO CHE STARE IN ATTESA DI MOVIMENTI CHE POSSANO RIBALTARE RADICALMENTE LA SITUAZIONE ESISTENTE, SENZA ALCUNA POSSIBILITA' DI DIFENDERSI E DI ORGANIZZARSI VALIDAMENTE SUI POSTI DI LAVORO, FERMO RESTANDO CHE LA PRATICA SOLIDALE, INTERNAZIONALE, DELLE "lotta di classe" per l'emancipazione di chi lavora e dei settori sottomessi e subalterni, è CONDIZIONE FONDAMENTALE COME LO SVILUPPO DI IDONEI RAPPORTI DI FORZA A FAVORE DI LAVORATORI E LAVORATRICI, PER OTTENERE MIGLIORAMENTI O CONSOLIDARE ED ESTENDERE A TUTTI E TUTTE, DIRITTI E LIBERTA' FONDAMENTALI, specie nei luoghi di lavoro dove sempre più spesso, le differenze e le divisioni sono un elemento di freno e di limite a qualsiasi difesa collettiva o personale efficace, di fronte ad una arroganza, pessima prassi nelle relazioni interne, sfruttamento e mancanza di tutele, sono le condizioni ottimali per ogni controparte, sempre alla ricerca del massimo profitto e utile per pochi, a danno della maggioranza che produce la ricchezza sociale, anche nel nostro Paese. Poi, è evidente che a seconda del modello organizzativo, delle piattaforme e delle pratiche concrete, della coerenza tra le idee e le proposte e i metodi per realizzarle, SI VEDE LA DIFFERENZA TRA SINDACATI, CHE NON SONO TUTTI UGUALI, VISTO CHE ALCUNI CHE SONO QUELLI FIRMA-DI-TUTTO-E-DI PEGGIO, PER MANTENERE IL MONOPOLIO OD OLIGOPOLIO DELLA RAPPRESENTATIVITA' NELLE TRATTATIVE, HANNO SVENDUTO LA LEZIONE DI DI VITTORIO, DEI GRUPPI OPERAI E DEI PROMOTORI IN PARLAMENTO DELLA LEGGE CHE DIVENNE POI LA LEGGE 20 MAGGIO 1970 (Statuto dei lavoratori...e delle lavoratrici aggiungiamo sempre noi) per diventare i collaboratori utili ad esigenze padronali e di chi domina economia, finanza e potere reale sulle nostre vite, di cui la maggior parte la si passa a studiare pe run lavoro, trovare un lavoro, lavorare e tenerselo il lavoro fino ad arrivare a pensioni che ancora oggi, per la maggioranza del lavoro salariato e parasubordinato, non sono dignitose e sufficienti per una esistenza decente.

54 ANNI PORTATI BENE, AUGURIAMO ANCORA TANTA SALUTE E VITA ALLA LEGGE 300 1970, PEREVITARE CHE SIA...COLLOCATA PRIMA DEL TEMPO IN PENSIONE E SOSTITUITA DA PROGETTI INFAMI E PENALIZZANTI, COME LO "STATUTO DEI LAVORI" in stile Ichino, giuslavorista che opera con continue dichiarazioni e nei convegni, per l'erosione delle conquiste del movimento operaio e sindacale, da estendere a tutti-e secondo noi, per sostituirlo con una legge che sia la rappresentazione commerciale e sbilanciata, a favore dei soggetti imprenditoriali, del rapporto di lavoro subordinato e assimilato ad esso, considerando il rapporto contrattuale e pattizio allo stesso livello della compravendita di beni e di merci, dove solo in teoria ci sta la parità tra venditore e compratore nelle offerte come se nei contratti individuai di lavoro, fosse la stessa procedura negoziale di quando si compra un'auto usata o una lavatrice...ma quando mai) . Invece nel rapporto di lavoro subordinato, tale parità non esiste in concreto, ma vanno trovati tutti quegli elementi e condizioni normative, per ridurre lo squilibrio esistente tra domanda e offerta di lavoro, in cambio di un salario che NON CORRISPONDERA 'MAI, nemmeno nella ipotesi del c.d. "salario minimo", AL REALE VALORE DI SCAMBIO E DI USO, TRA PRESTAZIONE LAVORATIVA (FISICA MANUALE O INTELLETTIVA CHE SIA o la combinazione delle due cose) E LA RETRIBUZIONE CHE SI PERCEPISCE. LUNGA VITA ALLALEGGE 300/1970, E CHE IL RAPPORTO DI FORZA, nella pratica costante e quotidiane delle nostre attività e della "lotta di classe" sempre più necessaria in questo millennio e in questa fase', SIA CON NOI .... USIAMO BENE A NOSTRO FAVORE, LE TUTELE E LE GARANZIE DELLA LEGGE 300 DEL 20 MAGGIO 1970.

ORA E SEMPRE RESISTENZA ATTIVA, L'EMANCIPAZIONE DI LAVORATORI (E LAVORATRICI) SARA' OPERA DI LORO STESSI...come sempre, siamo a disposizione per dare i consigli utili a chi vuole organizzarsi dal basso, sia con la produzione dei nostri documenti e materiali di formazione sindacale autogestita, che con la nostra esperienza pluridecennale, frutto di un antico percorso ancora oggi attuale, valido e concreto.

Unione Sindacale Italiana fondata nel 1912 e ricostituita esecutivo e segreteria collegiale nazionale confederale Cuneo/Rimini/Roma/Caserta

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