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(25 Maggio 2024)

Editoriale del n. 137 di "Alternativa di Classe"

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Come l'anno scorso (vedi ALTERNATIVA DI CLASSE Anno XI n. 125 a pag. 1), il Governo Meloni ha voluto “festeggiare” il Primo Maggio con un suo decreto in materia di lavoro. Il Consiglio dei Ministri lo ha varato il giorno prima, con lo stanziamento di 74 miliardi di euro fino al 2027, di cui 42 provenienti dalla UE. Si tratta di deduzioni IRES e IRPEF, parziali o totali, per le aziende quando assumono, privilegiando il Sud e i giovani, mentre dei contributi previdenziali si fa carico lo Stato.
Oltre a sostituire, in parte, provvedimenti in scadenza, il provvedimento, comunicato solo il giorno prima ai sindacati istituzionali, arriva in certi casi a regalare alle aziende anche più dei contributi previdenziali dedotti in caso di assunzioni (120 e 130%), introduce il concetto di “autoimpiego”, e promette ai lavoratori più poveri, ora che siamo vicini alle elezioni europee, un “Bonus Befana”, praticamente una “mancia” da 60 euro, se ci saranno i soldi nel 2025. Insomma, per chi lavora ancora meno dell'anno scorso: una presa in giro!...
E' tutto dire che il decreto non è piaciuto neppure agli amici della CISL, che hanno dato l'idea al Governo di un disegno di legge sulla partecipazione agli utili (già cavallo di battaglia di quel sindacato), per sancire, secondo i loro auspici, “la fine della lotta di classe”... Nel frattempo, ci stanno facendo i conti, usando metodi pesanti, come la repressione poliziesca delle lotte operaie più conseguenti e, di nuovo, la precettazione di lavoratori in sciopero, annunciata questa volta contro i ferrovieri per la scadenza del 19 e 20 Maggio.
Incurante della censura ricevuta dalla Magistratura per il ricorso legale vinto da USB contro una precedente precettazione, il Ministro M. Salvini si è ripetuto, questa volta addirittura con risibili motivazioni, legando la proibizione al Gran Premio automobilistico di Imola, che avrebbe mosso 200mila persone, e lo sciopero avrebbe potuto, perciò, creare “motivi di ordine pubblico”. Da un lato, è evidente la considerazione che gli porta più voti lo spettacolo sportivo rispetto alla sicurezza ferroviaria, motivo alla base della mobilitazione, dall'altro, quanto urga una forte risposta di lotta.
E non ne è certo l'unica ragione! Anche se il Governo continua a pubblicizzare un formale, quanto illusorio, aumento dell'occupazione, ben sapendo che si tratta solo di aumento della precarietà, l'ultimo Rapporto Oxfam ha già svelato come le diseguaglianze siano aumentate anche in Italia (vedi ALTERNATIVA DI CLASSE Anno XII n. 133 a pag. 3), per giunta con i profitti in aumento e gli utili bancari alle stelle (+ 6,3% le principali 7 banche), ed una delle maggiori diminuzioni di potere d'acquisto dei salari di tutto l'Occidente, con l'inflazione sempre alta!
Recenti dati ISTAT hanno confermato che nel biennio 2021/2023, a fronte di una crescita dei prezzi al consumo del 17,3%, i salari medi sono cresciuti solo del 4,3%, e quindi si è avuta (unico Paese avanzato della UE) una ulteriore perdita di potere d'acquisto per le famiglie dei lavoratori!... E a questo si aggiunge il fatto che, ora anche senza Reddito di cittadinanza, sono arrivate a 5 milioni e 750mila (il 9,8 %, praticamente un “italiano” su 10!) le persone in povertà assoluta, con ben 1 milione e 300mila minori in situazioni di grave “deprivazione materiale e sociale”.
A condizioni di vita sempre più difficili per tutti i proletari, che in 4 milioni e mezzo ormai sono costretti a rinunciare a curarsi, vanno sommate le condizioni di lavoro, sempre più deteriorate. Sono dati incontrovertibili, infatti, l'aumento del “lavoro povero”, il boom del part time involontario, soprattutto per la forza-lavoro femminile, ed, insieme all'aumento della frequenza di vere e proprie stragi sul lavoro (Brandizzo, Firenze, Bargi,....), quest'anno si sta registrando un aumento addirittura del 30% di tutti gli “incidenti” sul lavoro!...
Sul piano sindacale, l'unità del sindacalismo confederale rimane di facciata, dato che i vertici CISL si vanno ponendo come “fiancheggiatori” del Governo Meloni, al pari di ConfSAL e UGL. Il maggiore sindacato, la CGIL, ricorre alla mobilitazione, insieme alla UIL, solo quando viene palesemente snobbato dal Governo, e pare avere abbracciato una “strategia referendaria” in materia di lavoro ma non solo, che, mentre è destinata a distaccarlo dalla sua base, che materialmente subisce, nemmeno gli procura un corrispettivo sull'ambito piano del riconoscimento istituzionale...
Sul piano politico poi, ogni questione viene ricondotta al voto dell'8 e 9 Giugno. Il leit motive è “l'antifascismo”, mentre, rispetto alle condizioni dei lavoratori, il PD e il M5S lamentano soltanto la bocciatura del “salario minimo legale” da parte del Governo Meloni, con E. Schlein che ha coniato lo slogan: “Sotto i 9 euro è sfruttamento!”; altrimenti tutto bene, evidentemente... Per i lavoratori, che stanno vivendo sulla propria pelle il prezzo del rilancio nazionale dei profitti, non può che apparire un'affermazione assurda e, per certi versi, ridicola.
Dei pericoli di guerra se ne occupa solo la “lista di Santoro”, ispirata al pacifismo e che registra la convergenza del vecchio ceto politico riformista in perenne ricerca di rilancio istituzionale. Proprio M. Santoro ha citato in una apparizione tv quanto recentemente detto dal Senatore Mario Monti, non certamente l'ultimo arrivato, ma anzi una delle anime di Bruegel, noto Think tank europeo, in una intervista pubblica, e cioè che come l'unità d'Italia ha richiesto “uno spargimento di sangue”, così lo richiede oggi una necessaria rifondazione dell'Europa.
Le affermazioni dell'ex premier M. Monti non erano state riprese da alcun media, in quanto, se gli fosse stato dato il risalto che meritano, rischiavano di focalizzare la campagna elettorale su di una questione scottante come la guerra, rispetto alla quale in Parlamento esiste un sostanziale accordo in appoggio fra antifascisti e post-fascisti... Poi era chiaro che non ci si stava riferendo solo ai morti ucraini, ma direttamente a cittadini UE, visto che è proprio la “difesa europea” il focus più volte espresso dal Senatore.
Oltre ad avere ribadito tale obiettivo, presente anche nel Piano comunitario per la Difesa (vedi ALTERNATIVA DI CLASSE Anno XII n. 135 a pag. 2), la stessa U. Von der Leyen, anche il nuovo Capo di Stato Maggiore dell'Esercito italiano, proveniente dai famigerati paracadutisti della Folgore, ha detto in una intervista che, già oggi che siamo in una “competizione sotto soglia”, in riferimento all'Ucraina e al Medio Oriente, le forze armate vanno presto potenziate sia a livello tecnologico e del conseguente addestramento, sia a livello di numero di uomini impiegati in esse.
Non si tratta, come fanno alcuni pacifisti, di temere la coscrizione obbligatoria, pure proposta dalla Lega: in un contesto bellico si porrebbe comunque in un secondo momento, quando aumentasse la necessità di impiego di uomini. E' il coinvolgimento anche di civili, nel quadro della “difesa totale operativa” (vedi ALTERNATIVA DI CLASSE ANNO XII n. 136 a pag. 2) ad interessare molto dippiù alla NATO... E funzionale a tale obiettivo non è solo il nazionalismo della destra, ma lo è anche l'europeismo di certa sinistra!
Venerdì 10 si è conclusa la prima fase della Esercitazione navale e anfibia nel Mediterraneo orientale, denominata “Neptune Strike 2024”, che coinvolgeva 4600 uomini e vari mezzi, tra cui tre portaerei, di 15 Stati NATO, prevalentemente europei, spintasi fino alle coste del Baltico, col fine di integrarne le capacità. A fine mese dovrebbe concludersi anche la maxi-esercitazione di terra, e non solo, denominta “Steadfast Defender 2024”, prima delle elezioni europee.
Mentre nello scontro in Europa sta prevalendo militarmente la Russia, peraltro meno colpita dell'Ucraina dalle diserzioni, nella UE, in attesa delle elezioni, vi è l'ipotesi della continuazione del sostegno a Kiev e quella di un qualche coinvolgimento diretto di altri Stati nel conflitto. In questa situazione di incertezza vi sono state reciproche minacce tra Russia e NATO di utilizzare in Europa armi nucleari tattiche, cioè testate nucleari adatte ad essere trasportate su missili utilizzati per esplosivi convenzionali. La Russia starebbe conducendo esercitazioni del genere al confine ucraino.
L'alleanza occidentale avrà modo di discutere, dopo le elezioni europee, nel prossimo G7, previsto per Giovedì 13 Giugno a Borgo Egnazia, in una zona militarizzata della Puglia tra Bari e Brindisi. Dal canto suo, Putin si è recato Giovedì 16 a Pechino per incontrare Xi Jinping. Se da un lato ne è uscita rafforzata la collaborazione sui reciproci interessi commerciali, con uno scambio aumentato del 60 % dopo l'intervento russo in Ucraina, ed un'intesa verso la costruzione di un mondo multipolare, dall'altro entrambi si sono espressi per una soluzione politica della crisi ucraina.
La Cina, pur non rimanendo a guardare quanto sta avvenendo in Medio Oriente, ritiene urgente “risolvere il conflitto israelo-palestinese”, in base alle Risoluzioni ONU e alla formula dei “Due popoli, due Stati”. Il piano che oggi la Cina intende privilegiare contro gli USA non è quello militare, rispetto al quale l'America è in grosso vantaggio, ma è quello dei rapporti internazionali, ed in particolare ha iniziato a svendere il debito USA di cui è in possesso, sia per diversificare i propri asset, e sia, soprattutto, per indebolire l'apparato militare americano, che si “nutre” di debito.
In Medio Oriente la zona più calda resta sempre Gaza, in cui Israele continua il suo attacco genocida. Da Martedì 7 ha praticamente preso possesso del valico di Rafah, isolando la Striscia dal resto del mondo. Continua quotidianamente a colpire, tanto che la Corte Penale Internazionale ha emesso mandati di arresto per “crimini di guerra e contro l'umanità”, oltre che per Y. Sinwar e altri due leader di Hamas, anche per il premier israeliano Netanyahu e per il suo Ministro della Difesa Y. Gallant. Sentenza eloquente, ma del tutto formale e inefficace, criticata da entrambe le parti in conflitto.
Intanto, mentre continuano sterili “colloqui di pace” fra USA, Egitto e Qatar, continuano a morire soprattutto i proletari palestinesi, chiusi a Gaza senza vie d'uscita e vittime doppiamente dell'imperialismo israeliano e del nazionalismo islamista! Una giusta ondata di sdegno attraversa le università di tutto il mondo, ma, rimanendo sul piano etico, resta prigioniera di un'ottica nazionalista, che porta, data la situazione, dritta dritta ad una visione campista dello scontro in atto.
Come comunisti è necessario essere presenti in tutte le manifestazioni di lotta contro l'ordine esistente, che sta procedendo verso esiti disastrosi. Importante è stata la manifestazione di Firenze di Sabato 18 Maggio, promossa dal Collettivo di Fabbrica della ex-GKN, da tre anni in assemblea permanente per difendere i posti di lavoro. Sono riusciti a mantenere viva la mobilitazione, questa volta con circa 10mila persone, bandendo ogni settarismo e mettendo a punto anche una proposta percorribile per continuare la produzione su basi nuove. Aldilà dei necessari limiti, è una lotta importante e da appoggiare.
In più, vi è anche in piedi una iniziativa internazionale che va completamente controcorrente e che è giusto pubblicizzare e sostenere. E' iniziata Lunedì 20 a Praga, indetta da gruppi anarchici ed internazionalisti vari una “Settimana di azione”, intitolata “Insieme contro le guerre capitaliste e la pace capitalista”, con diversi eventi, ed in particolare un Convegno internazionale contro la guerra, da Venerdì 24 a Domenica 26. E' un primo momento di interlocuzione fra forze certamente diverse fra loro, ma che rifiutano con chiarezza il campismo fra schieramenti imperialisti.
L'importanza di questo appuntamento risiede nel fatto che in ogni Stato borghese, esistente, nascente o latente, va individuato “il nemico in casa propria”, e la possibilità di vincere la barbarie incombente passa dai collegamenti che le forze internazionaliste riusciranno a tessere al di là degli schieramenti imperialisti in cui si collocano gli Stati in cui si vive. Non c'è molto tempo.

Alternativa di Classe

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