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(25 Aprile 2010) Enzo Apicella

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Nessun voto all’Unione Europea del grande capitale, dei reazionari e dei guerrafondai!

(31 Maggio 2024)

Ue grande capitale

L’8 e il 9 giugno saremo chiamati a votare per eleggere i deputati del Parlamento dell’Unione Europea (UE). Ma cosa è la UE? Quali interessi difende?

Negli ultimi anni di pandemia, guerra e recessione l’UE ha svelato ancor più il suo vero volto agli occhi dei proletari e dei popoli: un’istituzione sovranazionale del grande capitale, che adotta politiche a suo esclusivo interesse.

È l’UE che aumenta la concorrenza tra i lavoratori dei diversi Paesi, abbassando i salari e peggiorando le condizioni di lavoro per creare un enorme mercato della forza lavoro da sfruttare intensamente.

E’ l’UE del Patto di stabilità che si traduce in decine di miliardi di tagli sulla spesa pubblica (pensioni, sanità, scuola, trasporti…) applicate dai partiti di governo e di “opposizione” che hanno approvato o non si sono opposti a questo patto infame.

È l’UE del militarismo e della guerra, che in alleanza con la NATO trascina i popoli nel vortice della guerra tra i blocchi imperialisti, che per attuare la sua politica di ‘’sicurezza e difesa’’ stabilisce l’aumento continuo delle spese militari a beneficio del complesso militar-industriale e a scapito di quelle sociali.

È l’UE “fortezza” che pretende di «difendersi» da donne e uomini in fuga dalla povertà, dalle guerre, di cui essa stessa è responsabile, che va a caccia di migranti mentre sviluppa politiche a favore degli Stati europei più ricchi e potenti, dei monopoli capitalistici per intervenire nella spartizione delle ricchezze del mondo e delle “sfere d’influenza” politiche e militari.

È l’UE dell’agrobusinness che rovina migliaia di piccoli contadini a favore della borghesia agraria e dei monopoli dell’agroindustria i cui cartelli, in combutta con la grande distribuzione, intascano enormi profitti speculativi sui primari bisogni dei popoli.

È l’UE delle “materie prime critiche e strategiche” a favore delle industrie minerarie, aeronautiche e delle armi, del “green deal” per sostenere con sovvenzioni pubbliche i monopoli energetici, delle costruzioni, dell’automobile.

È l’UE delle banche e della finanza che fanno un tutt’uno con i grandi monopoli sotto forma di capitale finanziario.

Non vi possono essere dubbi. L’UE è progetto imperialista, antioperaio e antisociale, militarista e antidemocratico nella sua essenza; non al servizio della pace, della democrazia e dell'amicizia tra i popoli, ma al servizio dei monopoli capitalistici.

Per gli operai, per i lavoratori e i popoli, per la gioventù e per le donne degli strati popolari, l’UE è sinonimo di politica d’austerità, di regressione sociale, di concorrenza di tutti contro tutti, di dumping sociale, di privatizzazioni, d’impoverimento di massa.

Il modello di società che si vuole realizzare sotto la bandiera dell’UE è quello di una società soffocata dalla legge del massimo profitto, rapinata da fameliche oligarchie economiche e finanziarie, oppressa da tecnocrati che distruggono le conquiste dei lavoratori, la libertà, la sovranità e l’indipendenza dei popoli.

In tutti i paesi dell’UE, la classe operaia e le masse lavoratrici sono il fulcro della protesta di massa contro questo modello sociale: una contestazione fatta di scioperi, di manifestazioni che portano in piazza milioni di lavoratori della città e della campagna. Una mobilitazione per il lavoro e l’aumento del salari, per le pensioni, la salute, i diritti, la pace, che negli ultimi anni ha visto una significativa ripresa in diversi paesi europei.

I socialdemocratici, i riformisti e gli opportunisti continuano a chiederci di votare per l’UE quando è proprio l’UE a far girare all’indietro la ruota del progresso e dello sviluppo. Ci promettono di voler "democratizzare" l'UE e trasformarla in un’"UE pacifica, sociale ed ecologica", una “UE umana”. Si tratta di micidiali illusioni sparse per ingannare la classe lavoratrice e carpirne il voto a favore di partiti che fungono da puntello sociale e istituzionale dell’UE del capitale finanziario.

Il Parlamento europeo fa parte di quest’apparato imperialista e non è un'istituzione democratica. Il vero potere è nelle mani dei capi di Stato e di governo e di una Commissione Europea non elettiva, che impone direttive elaborate sotto la pressione dei rappresentanti delle lobbies dei monopoli. Il pletorico parlamento europeo discute, ma le sue decisioni, comunque a sostegno del grande capitale, hanno ben poco peso ed effetto. Serve solo da copertura "democratica" a un’UE antidemocratica, è un ingranaggio dell’apparato che incarna il dominio della borghesia.

Non essendoci nel nostro paese un Partito comunista capace di utilizzare le elezioni e la tribuna parlamentare per sostenere le lotte operaie e popolari, combattendo il capitalismo anche dall’interno delle sue marce istituzioni, invitiamo a non partecipare alle elezioni, ad astenersi coscientemente dal voto per togliere consenso e delegittimare l’inutile, dannoso e costoso europarlamento, foglia di fico della dittatura del capitale finanziario.

Invece del voto per l’UE dei monopoli, pronunciamoci per la costruzione di un fronte di lotta dei lavoratori sfruttati per la difesa dei propri interessi, opposti al capitale. Invece di sperare in risultati elettorali, intensifichiamo la lotta di classe contro lo sfruttamento, la miseria, l’autoritarismo, la politica di guerra dell'imperialismo italiano, europeo e mondiale.

Chiamiamo allo sviluppo di una solidarietà attiva con i proletari e i popoli del mondo che soffrono e combattono l'oppressione, l'aggressione e il saccheggio imperialista e sionista, come il popolo palestinese.

Chiamiamo i proletari avanzati, i giovani rivoluzionari a unirsi al nostro lavoro per costituire lo strumento indispensabile al fine di dirigere la lotta di classe degli sfruttati e degli oppressi alla rottura rivoluzionaria con il sistema capitalista-imperialista e all’edificazione di una nuova e superiore organizzazione della società: il Partito comunista!

Maggio 2024

Militanza Comunista Toscana

Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia

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