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Mimmo Lucano riprende il cammino

Elezioni 2024. Mimmo Lucano si candida contro la guerra per difendere i diritti e continuare a aiutare gli ultimi

(3 Giugno 2024)

mimmo lucano

“I filosofi hanno interpretato il mondo. Ora il punto, tuttavia, è cambiarlo”. Riace e Mimmo Lucano sono la prova certa e chiara che si può trasformarlo concretamente, che un altro mondo è davvero possibile, e ognuno può collaborare affinché il cambiamento lo si possa realizzare. Niente e nessuno potrà mai scalfire il capolavoro di umanità che Mimmo ‘il curdo’ ha realizzato nel suo paese e quanto di straordinario Mimì ha fatto per i migranti, gli ultimi e gli indifesi. A Riace è stato costruito un sistema di accoglienza che è stato ripreso e replicato anche in altri Comuni e che forse, anzi, sicuramente, per un potere intollerante e discriminatorio stava diventando pericoloso. Tanti e in tutti i modi avevano provato a bloccarlo, con l’ostruzionismo politico e con la macchina del fango, ma per interromperne il cammino è dovuta intervenire la magistratura che ha scaraventato Mimì in un incubo giudiziario, con allontanamento da Riace e arresti domiciliari fino a processarlo per associazione a delinquere, truffa, peculato, falso e quant’altro e condannarlo in primo grado, neanche fosse un ‘mammasantissima’, a 13 anni di reclusione. Mimmo, con la vicinanza dei suoi sostenitori giunti da tutto il mondo, ma soprattutto difeso molto egregiamente dai suoi avvocati, che con molta intelligenza professionale e accortezza sono riusciti, in appello, a ribaltare la sentenza di primo grado, non si è mai arreso e non ha mai abbandonato il sogno di comunità che aveva per il suo paese.
Dopo tanta sofferenza, ha riacquistato l’immagine politico amministrativa, autentica, trasparente e certificata, questa volta, nero su bianco, dai giudici dell’appello, come si evince dalla sentenza di secondo grado. (...l’assoluta mancanza di qualsivoglia fine di profitto, l’indiscutibile intento solidaristico, gli sforzi per portare avanti la propria idea di accoglienza, gli accertamenti patrimoniali, suggeriscono di escludere che abbia orchestrato un vero e proprio ‘arrembaggio’ alle risorse pubbliche). Grazie ai suoi illustri avvocati, Mimmo è di nuovo libero, ma innanzitutto ha ripreso in mano la sua esistenza insieme all’orgoglio percosso e ferito da una condanna abnorme accompagnata fin da subito da un retrogusto di ‘sanzione politica’. Bisognava impedire a quest’uomo di fare accoglienza, di più, bisognava distruggere il modello che aveva creato e non allineato ai prototipi del capitale. Mimì è di nuovo in lotta, anche se chi lo conosce sa che non ha mai smesso di lottare. Ora è di nuovo lui, il ‘fuorilegge’, colui che si è speso per tutti gli immigrati ma anche per tutti gli indifesi che ha incontrato sul percorso del suo progetto e, oseremmo dire, della sua vita. Ha scelto, in questa tornata elettorale 2024 di candidarsi ancora per le amministrative di Riace alla carica di sindaco e tentare di riprendere il sogno interrotto per ripristinare quell’esempio di collettività apprezzato in tutto il mondo, offrendo di nuovo la possibilità, ai tanti migranti di trovare residenza e ristoro lontani da guerre e carestia, e ai suoi cittadini di arricchire la propria esistenza interagendo con altre genti. Decide, tra l’altro, anche di candidarsi con AVS, il partito di Bonelli e Fratoianni, alle elezioni europee insieme a Ilaria Salis, attivista antifascista perseguitata dal potere razzista e fascistoide d’Ungheria, per portare in seno al consiglio d’Europa, se eletto, le istanze di chi non vuole la guerra, gli appelli di coloro che sostengono la resistenza palestinese e chiedono la fine del genocidio in corso e, unitamente alla tutela dei diritti, la necessità di prendere in considerazione il modello Riace in una Europa senza barriere per una integrazione dei popoli che vorrebbero solo vivere dignitosamente scambiandosi culture, tradizioni, usi e costumi in un arricchimento reciproco con gli abitanti del luogo, e contrapporlo, sicuramente, all’idea di deportazione dei migranti nei lager d’Albania che il governo italiano ha in mente. L’esperienza di Riace, laboratorio di idee, umanità, solidarietà e fratellanza, insieme agli ideali di solidarietà e giustizia sociale, della lotta contro la povertà e la difesa degli ultimi della terra, che caratterizzano l’azione politica di Mimì, convinto promotore dell’integrazione sociale, sostenitore della lotta a tutte le mafie, al malaffare e alla corruzione, non possono lasciare indifferenti. Tutti coloro che credono ancora nella forza di questi ideali, riescono a vederne la bellezza e tendono a indignarsi ‘contro tutte le ingiustizie commesse contro chiunque e in qualsiasi parte del mondo’, non disperderanno questo patrimonio incarnato da Lucano.

Pasquale Aiello

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