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L'Islanda riconosce lo Stato Palestinese

L'Islanda riconosce lo Stato Palestinese

(3 Dicembre 2011) Enzo Apicella
Martedì scorso il parlamento islandese ha votato a favore del riconoscimento dei Territori Palestinesi come stato indipendente.

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Roma: ieri, davanti all'ambasciata USA, un partecipato presidio in solidarietà con la Palestina

(8 Giugno 2024)

solidarietà con il popolo palestinese

Ieri a via Veneto, di fronte all'ambasciata degli Stati Uniti, si è svolto un presidio di solidarietà con il popolo palestinese. Un presidio che, lungi dal fermarsi alla dimensione simbolica, ha mostrato la partecipazione convinta di chi si oppone al genocidio sionista.

Di chi, da mesi, chiede il cessate il fuoco in relazione a una "guerra" combattuta da un lato da un esercito e da un'aviazione occupante e dall'altro da una resistenza popolare.
Una disparità enorme, che va a vantaggio di chi sta compiendo crimini a Rafah e in tutta la Palestina. L'imperialismo U.S.A. è complice della strategia di sterminio del popolo Palestinese.

Arma senza sosta e invia montagne di dollari al governo israeliano, reazionario e razzista. E porta avanti una squallida attività propagandistica.
Con il presidio i/le solidali di Roma, dopo mesi di intensa mobilitazione, hanno confermato che non intendono abbassare la loro attenzione. E che non hanno nessuna fiducia in politici e politiche "occidentali" che, in vario modo, si rivelano complici del genocidio in atto. Il presidio di ieri è stato un importante passaggio in una mobilitazione che non potrà che proseguire.

In esso, molti sono stati gli slogan volti a denunciare una violenza sempre più barbara e insensata.
Di più, si è partiti dal riconoscimento del ruolo dell'imperialismo U.S.A. e di quelli europei (compreso l'imperialismo italiano della Meloni). Senza il contributo di questi paesi sarebbe più difficile, per il governo razzista e suprematista di Israele, praticare nell'impunità le sue politiche guerrafondaie.

Peraltro, l'ambasciata era ipocritamente addobbata con i colori della pace. Ma non si può nascondere l'odioso sostegno a un massacro che, da mesi, si compie sotto gli occhi del mondo intero. Anche si media vogliono spostare l'attenzione su altro, noi non ci gireremo dall'altra parte.

A Roma, anche nella giornata di ieri l'internazionalismo proletario ed anticapitalista ha evidenziato che si può ancora dar vita a una mobilitazione solidale e di classe.
Dalla liberazione della Palestina alla liberazione del Proletariato: a pensarci bene è qualcosa di più di uno slogan. Ormai, queste parole si sostanziano in una pratica politica-culturale che contrasta la violenza sionista e che, ai complici malamente mascherati, rivolge una condanna ferma, senza la minima possibilità di appello. Non saranno la repressione e l'intimidazione, diffusi in tutti gli Stati occidentali, a fermare la lotta. Né i tentativi, inutili ed arroganti, di indicare alle masse un presunto "nemico esterno".

Nessun passo indietro. Abbiamo un mondo intero da liberare dal profitto e dal bellicismo guerrafondaio. Il capitalismo è la guerra, la guerra è il capitalismo.

Intifada fino alla vittoria.

Enrico Biso

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