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Bombardamenti in Libia

Bombardamenti in Libia

(24 Giugno 2011) Enzo Apicella
Il ministro Maroni: ”Stop a soldi per bombardamenti in Libia, più risorse per il Viminale”

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I banditi imperialisti vogliono trascinare il proletariato e i popoli in una carneficina mondiale

(17 Giugno 2024)

drappi dei banditi imperialisti

La decisione dei rappresentanti dell’imperialismo USA di autorizzare l’utilizzo di propri missili per colpire il territorio della Russia imperialista, allo scopo di prevenire il crollo del regime vassallo di Kiev – e con esso la sconfitta del blocco occidentale – unita alla richiesta rivolta dal segretario della NATO, Stoltenberg, ai membri di questa alleanza di revocare il divieto di usare le armi inviate in Ucraina per colpire obiettivi in territorio russo (Francia, Germania, Polonia e Regno Unito si sono dichiarati pronti a farlo), rappresentano il passaggio di altre “linee rosse” all’interno dello scontro dal carattere interimperialista in corso in quella regione.

Queste decisioni, a cui ha fatto seguito l’accordo Biden-Zelensky siglato al G7, non influiranno più di tanto sulle sorti del conflitto armato in Ucraina, ma serviranno a prolungarlo nell’intento di logorare il più possibile la Russia.

Esse gettano tuttavia le basi di una pericolosissima escalation, connessa a quella che si va sviluppando in Medio Oriente, che può sfociare nella guerra diretta e a tutto campo fra il blocco USA/NATO/UE e la Russia.

Non si tratta più, infatti, di munizioni, di carri armati Leopard e aerei F-16 per contrastare l’avanzata delle truppe di Mosca, ma di armi capaci di colpire ben oltre la regione di Belgorod, dove la Russia ha concentrato le forze impegnate nell’offensiva su Karkhiv.

L’utilizzo di queste armi da parte di Kiev, anche su obiettivi molto lontani dal terreno di battaglia (Zelensky non accetta “limitazioni”, molte le ha scavalcate nei fatti e potrebbe lanciarsi in provocazioni verso altre zone, come la Transnistria), va ad incidere sulle difese strategiche russe, ad es. le stazioni radar che sono utilizzate sia per la difesa convenzionale, sia per il rilevamento precoce di missili atomici provenienti da occidente, colpite recentemente con l’indubitabile appoggio occidentale.

Le alte sfere di Mosca percepiscono questa minaccia – che non è da scartare data la disperazione dei corrotti gerarchi di Kiev e la frustrazione dei governi occidentali che non vogliono riconoscere la disfatta dei loro piani – come un attacco diretto alle capacità di deterrenza strategica russe verso gli USA e altre potenze imperialiste dotate di armi nucleari.

Non a caso il brigante Putin, riferendosi agli attacchi ucraini in Russia, ha parlato di “serie conseguenze” e ha reso responsabili le forze occidentali degli attacchi con le loro armi. Intanto, rafforza l’industria bellica e assieme all’alleato Lukashenko, si prepara a utilizzare armi nucleari non-strategiche come ritorsione “non simmetrica” in caso di necessità.

Putin non ha alternative alla vittoria sul campo, perchè rischia la disintegrazione della Federazione russa. I suoi nemici lo sanno e per questo stanno cercando da tempo di aprire un secondo fronte di guerra, nel Caucaso o in Moldova.

La situazione è sempre più instabile e la fase che si sta aprendo prelude a una nuova guerra mondiale da parte degli imperialisti. Anche la Cina, impegnata in una lotta per la supremazia mondiale e in un riarmo senza precedenti, difficilmente potrà rimanere a guardare a lungo. Altro che “multipolarismo mondiale equo ed ordinato”!

Chi pensa che il nostro paese rimarrà fuori dalla carneficina per via dei “distinguo” di Meloni, Salvini e Tajani, o del “pacifismo” di Schlein e Conte sbaglia di grosso. Non solo la pressione dei fomentatori di guerra USA/NATO travolgerà qualsiasi esitazione dei politicanti nostrani (molti dei quali hanno rinverdito le “radiose giornate di maggio 1915”), ma tutto l’apparato bellico già si sta muovendo in questa direzione.

Esiste peraltro un accordo militare bilaterale fra Italia e Ucraina, un vero e proprio trattato di guerra decennale sottoscritto dal governo in carica, che impegna all’intervento le forze armate dell’imperialismo italiano, che si preparano a reclutare carne da cannone da inviare sui fronti di guerra.

Il prezzo da pagare per queste scelte criminali e guerrafondaie, già molto salato, diverrebbe drammatico.

È ora di finirla con gli attendismi e la rassegnazione propagate dalla borghesia.

La classe operaia e le masse popolari non vogliono un futuro denso di guerre devastanti che colpiscono i loro interessi vitali, la loro stessa esistenza, non vogliono subire le scelte gravide di terribili conseguenze compiute da governi guerrafondai.

Perciò è necessaria la più vasta e urgente mobilitazione di massa per la pace, contro la guerra e l’economia di guerra, contro la crescente militarizzazione della società; una vera e propria lotta per la pace che va sviluppata con gli scioperi e le manifestazioni a partire dai luoghi di lavoro e dai territori

La gravità della situazione impone di non trascurare nessuna occasione per denunciare gli effetti sociali e politici della guerra sugli interessi proletari, per distruggere le menzogne di regime e mettere all’angolo i capi opportunisti e collaborazionisti, promuovendo la formazione di un’ampia coalizione popolare per sconfiggere la politica bellicista, sciovinista e fascista della borghesia, per esigere la fine dell’invio di fondi, armi, munizioni e truppe in Ucraina, per dire NO all’aumento delle spese militari, per rovesciare i governi del tradimento e della guerra come quello di Meloni, per l’uscita immediata dalla NATO e dalla UE guerrafondaie che ci portano al disastro, per la cacciata delle basi USA.

È possibile stroncare i tentativi degli imperialisti di scatenare una nuova guerra mondiale, così come è possibile impedire alla borghesia italiana e al suo governo reazionario di trascinarci in guerra.

Questi obiettivi assolutamente realizzabili dipendono dalla mobilitazione della classe operaia e delle forze che vogliono sinceramente lottare per la pace, opponendosi alle decisioni e alla politica del governo Meloni e di tutti i guerrafondai.

I comunisti, gli operai avanzati, i giovani rivoluzionari devono adoperarsi con tutte le loro forze per ostacolare lo scatenamento di una guerra mondiale, devono fare tutto il possibile per scongiurarla.

Ma se nonostante gli sforzi degli operai e dei lavoratori che vogliono mantenere la pace essa dovesse scoppiare, allora non potranno esimersi dal chiamare le masse alla lotta per trasformare la guerra imperialista in guerra civile contro i fomentatori imperialisti e fascisti della guerra, contro la borghesia, per l’abbattimento del capitalismo, per la vittoria della rivoluzione proletaria e del socialismo che eliminerà le cause delle guerre ingiuste e di rapina.

Da Scintilla n. 146, giugno 2024

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